Trentino: mille qualità, un solo brand territoriale vincente

Internazionalizzazione, sinergie, promozione comune. L’approccio scientifico adottato da Michele Dallapiccola per sostenere l’eccellenza del vino e delle bollicine trentine produce…

Vini Del Trentino, Consorzio Di Tutrela. Val Di Cembra, estate 2014

Internazionalizzazione, sinergie, promozione comune. L’approccio scientifico adottato da Michele Dallapiccola per sostenere l’eccellenza del vino e delle bollicine trentine produce ottimi frutti

L’articolo Trentino: mille qualità, un solo brand territoriale vincente è un contenuto originale di Vigne Vini.

Il Trentino è terra felice per la vite e il vino, ora come mai. Il 2015 è stato un anno importante: tutte le cantine della provincia hanno chiuso i bilanci con il segno più, la gestione della promozione è stata affidata tutta in capo al Consorzio Vini del Trentino che ha visto la nomina di nuovi vertici. La regia politica è invece saldamente in mano all’assessore all’Agricoltura Michele Dallapiccola che ha anche la delega per il turismo ed il marketing Con lui apriamo questo speciale di VigneVini dal Trentino. La promozione del vino e del Trentodoc ha imboccato una nuova strada. Quali sono gli obiettivi che l’ente pubblico ha dato al Consorzio?

Michele Dallapiccola, assessore all’agricoltura della Provincia di Trento.

Michele Dallapiccola, assessore all’agricoltura della Provincia di Trento.

Uniti si vince

«L’indirizzo – risponde Michele Dallapiccola – assegnato al Consorzio Vini rappresenta la precisa volontà di fare sintesi in un settore multiforme e articolato come quello del vino trentino. Un settore dove convivono piccole produzioni di nicchia e grandi gruppi cooperativi che gestiscono una concorrenza di caratura internazionale. Trentodoc rappresenta una risposta efficiente e di sistema per quanto riguarda il settore delle bollicine, forte di una tradizione propria del Trentino che aggancia nuove aziende giovani e di innovazione al traino di questa grande tradizione. È per questo motivo che è stato attribuito al consorzio un compito di raccordo ancora più importante, anche dal punto di vista finanziario, per continuare a sostenere questo approccio».

Mercati esteri nel mirino

L’input dato fin da inizio mandato di dare un respiro internazionale alle iniziative promozionali per aumentare la conoscenza dei vini trentini all’estero ha funzionato?

«Direi proprio di sì e i dati lo confermano. In un clima di riduzione delle risorse è importante concentrarsi su iniziative di forte respiro. È in questo senso che al Consorzio è stato dato l’incarico di promuovere e sostenere l’organizzazione di ProWein e Vinitaly, che di fatto rappresentano oggi le due più importanti passerelle internazionali del comparto».

Il 2015 é stato l’anno dell’Expo, evento sul quale il Trentino ha puntato molto. Con quali risultati?

«Il successo straordinario di Expo Milano 2015, con oltre 21 milioni di visitatori, ha segnato positivamente la partecipazione del Trentino. In sei mesi sono state 106 le imprese trentine coinvolte. Nel trimestre di presenza di Piazzetta Trentino e nel corso della settimana di partecipazione, è stato stimato il passaggio lungo il Cardo (il viale che portava a Palazzo Italia e all’Albero della vita) di 9,5 milioni di visitatori, il cui flusso ha permesso di registrare oltre un milione di contatti diretti e riscontrabili negli spazi di promozione del Trentino. Le iniziative di Expo in Trentino – ovvero i Concept Store al Muse di Trento e al Mart Rovereto con le decine di eventi dedicati al cibo, la mostra “Coltiviamo il Gusto” a Palazzo delle Albere e Palazzo Roccabruna – hanno coinvolto complessivamente altri 93 mila visitatori.

Un forte protagonismo lo ha avuto proprio il vino trentino con uno spazio dedicato nel Padiglione Vino di Expo Milano 2015 per tutti i sei mesi».

Ci può dare i numeri?

«A Expo Milano 2015 erano presenti 56 etichette di 22 cantine con 16 vini bianchi, 8 vini rossi e 32 spumanti TrentoDoc. Nei sei mesi di apertura, lo spazio Trentino ha registrato 850 mila passaggi di visitatori con ben 400 mila degustazioni di TrentoDoc e vini fermi trentini. TrentoDoc è stato il brindisi ufficiale del Padiglione del vino ed ha accompagnato le visite di numerosi rappresentanti governativi, istituzionali ed economici nonché i seminari workshop per operatori svolti durante i sei mesi di Expo Milano 2015. Numeri significativi che associati a quelli delle aziende vinicole special sponsor presenti nella piazzetta Trentino hanno dato forte visibilità internazionale all’intera filiera».

Sinergie per la sostenibilità

Il Consorzio Vini punta con forza alla sostenibilità della viticoltura, con il sostegno della Provincia e della Fondazione Mach. Come vede questa scelta?

«Esattamente nel segno della collaborazione tra i vari soggetti responsabili della produzione: il Consorzio Vini ha il compito di ricercare argomenti forti da promuovere in campo vitivinicolo. E per questo non può esimersi da una profonda relazione con la Fondazione Mach (Fem), ma anche da un colloquio continuo con Trentino Marketing. Di fatto il coinvolgimento del Consorzio Vini anche nel recente protocollo per una agricoltura sostenibile firmato di intesa con Apot, Fem, Azienda provinciale per i servizi sanitari, Appa e l’Assessorato all’agricoltura, sigla un impegno anche nell’ambito del governo della produzione a certificazione. Sottolineando così il fatto che il valore aggiunto delle nostre produzioni non risiede solo nelle qualità organolettiche o nelle capacità dei nostri maestri vignaioli, ma anche nelle modalità di gestione del territorio».

Il “software” delle Bollicine

Dopo un periodo di incomprensioni anche il ruolo dell’Istituto Trento Doc per la valorizzazione degli spumanti trentini é ora chiarito, con soddisfazione delle 43 case spumantistiche.

«La relazione con l’Istituto Trento Doc da parte della Provincia si articola attraverso la mediazione del Consorzio Vini. Questo per ciò che riguarda le linee di governo e di indirizzo, o in altri termini, se vogliamo, il software di gestione dello spumante. Per quanto riguarda invece l’hardware, cioè la tecnologia e l’innovazione per produrlo, ci avvaliamo ovviamente delle misure del Psr, della nostra Legge 4, ma soprattutto della valorizzazione di modalità di coltivazione più rispettose dell’ambiente. Nell’ambito della attribuzione dei contributi sono infatti privilegiati in termini di punteggio i coltivatori che adottano il metodo biologico. Ma non ci fermiamo qui: nelle manifestazioni svilupperemo sempre più spesso partnership tra la nostra azienda di promozione turistica, la Trentino Marketing, la Strada del Vino, la Camera di commercio e naturalmente il Consorzio Vini, poiché al netto delle singole responsabilità e dei compiti, ciascun attore della promozione deve recitare il proprio copione. Siamo convinti che sia sempre più matura la consapevolezza, oltre che la necessità, di reagire in maniera sistemica ad una condizione di concorrenza globale che è in grado di inghiottire entità commerciali e di promozione ben più grandi della nostra. È questo il motivo per il quale la provincia si approccia sempre più con metodo scientifico alla promozione di questo delicato settore».

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Leggi l’articolo completo su VigneVini n. 2/2016.

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