Renovo SpA, nelle biomasse la risposta all’abbandono dei terreni agricoli e forestali

News dalle Imprese
Centrale_bioenergie

Mantova,
6 giugno 2013 –
Secondo
le “Linee guida per la valutazione del dissesto idrogeologico e la sua
mitigazione attraverso misure e interventi in campo agricolo e forestale
,
rilasciate lo scorso marzo dal Ministero
dell’Ambiente, in Italia circa 4
milioni di ettari di terreno agricolo e forestale
(il 13% del territorio nazionale) è a rischio di
erosione e frane; servirebbero, pertanto, almeno 40 miliardi di euro per
la messa in sicurezza del territorio.

Di fronte a
questi dati allarmanti, Renovo SpA, realtà mantovana che promuove lo
sviluppo di progetti legati alle energie rinnovabili, non solo ha trovato la
soluzione al problema dello stato di abbandono delle aree boschive – col forte
rischio di incendio e di dissesto idrogeologico – ma ha sviluppato un vero e
proprio progetto per trasformare il
cippato da bosco in biomasse, eliminando i pericoli e i danni conseguenti da
questa situazione.


Questo scenario – afferma Stefano
Arvati, Presidente di Renovo Bioenergy SpA
dimostra
chiaramente come il settore agro-forestale italiano possa diventare una leva
strategica del Paese perché, oltre a garantire la produzione di cibo, può
contribuire alla riduzione delle emissioni dei gas serra, sia attraverso
l’utilizzo di combustibile a biomasse al posto delle risorse fossili, sia
mediante l’adozione di pratiche agricole che favoriscano il presidio del
territorio a tutela del paesaggio, delle biodiversità, della stabilità
idrogeologica del terreno e delle sue tradizioni”.

L’intervento
proposto da Renovo, in particolare, mira alla realizzazione sul territorio
nazionale di un network di centrali
termoelettriche cogenerative
di piccola taglia, alimentate utilizzando
biomassa legnosa ottenuta da scarti agricoli, agro-industriali e agro-forestali
da filiera corta (cippato da bosco, resti di ulivi e vigne raccolti nei
territori adiacenti agli impianti, ecc.).

Secondo l’azienda mantovana, infatti, questo
è il miglior modo per trasformare degli oneri per la società (in termini di
rischio e di costi di smaltimento) in vere e proprie risorse da trasformare in
energia termica messa a disposizione a prezzi vantaggiosi per gli abitanti e
imprenditori locali.

La produzione di biomassa, inoltre, rappresenta un’importante via di
sviluppo per i territori rurali dal punto di vista economico, sociale e
ambientale: consente, infatti, di mantenerli vitali, invertendo fenomeni di
spopolamento e contribuendo a un generale miglioramento della qualità della
vita degli abitanti. Non a caso, il progetto di Renovo trova ampio consenso
presso le realtà del mondo associativo, cooperativo e ambientalista. Sono da
annoverare, in tal senso, l’impegno assunto da Legambiente nel sostenere
l’iniziativa come esempio di sviluppo sostenibile delle energie alternative e
l’accordo che la società mantovana ha siglato con Gruppo Cooperativo Cgm,
finalizzato all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate nei processi
produttivi.

Renovo nasce come
facilitatore di progetti energetici che concorrano alla produzione di energia
termoelettrica da fonti rinnovabili, perseguendo un modello di sviluppo etico,
sostenibile e meno dipendente dall’energia fossile. Con questo obiettivo prende
vita Energia
a Km 0
, un network nazionale di centrali termoelettriche cogenerative
alimentate a biomassa che valorizzano l’energia termica residua attraverso la cessione a realtà industriali,
commerciali e residenziali situati in zone limitrofe.


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