Bilanciamento ionico e qualità

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L’esperienza dell’azienda Suriano & Casalnuovo di Policoro (Mt)

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Distribuzione contemporanea e uniforme di acqua e nutrienti nel volume di suolo a elevata densità radicale, apporti tempestivi e più efficaci, nutrienti richiesti forniti a piccole dosi secondo le fasi di crescita, maggiore disponibilità di nutrienti e aumento del loro assorbimento, migliore efficienza d’uso dei nutrienti, migliore mobilità di elementi come fosforo e potassio, flessibilità e semplicità di gestione, utilizzo di concimi idrosolubili semplici con diminuzione dei costi durante il ciclo di coltivazione, riduzione delle perdite per lisciviazione dei nutrienti, versatilità di applicazione (tempo, condizioni meteo, suolo), minori costi operativi. Sono veramente tanti i vantaggi della fertirrigazione, tutti sperimentati e apprezzati da anni dall’azienda agricola Suriano & Casalnuovo di Policoro (Mt) applicandola nella coltivazione di fragola (20 ha, varietà Candonga) e drupacee (30 ha a nettarine precoci, Zincal 3, Zincal 8, Zincal 17, Zincal 20, e 12 ad albicocca medio-tardiva Orange Rubis).

Tutto computerizzato

«La nostra azienda – afferma uno dei titolari, Pasquale Casalnuovo, – conduce la fertirrigazione e l’irrigazione con sistemi computerizzati al 100%, perciò gestisce in modo mirato elementi nutritivi e acqua, realizzando un considerevole risparmio idrico e nutrizionale. Curiamo il bilanciamento completo e preciso di tutti i macro, meso e micro elementi, in modo che la pianta nelle sue diverse fasi fenologiche venga nutrita con gli elementi giusti e nei corretti rapporti fra loro». Il bilanciamento ionico degli elementi minerali, spiega il responsabile tecnico aziendale, l’agronomo Berardino Marchitelli, «viene effettuato ogni volta, con opportuni calcoli, in funzione dell’analisi chimico-fisica dell’acqua irrigua e del terreno e dei fabbisogni nutritivi della specie e, più precisamente, della varietà coltivata, in modo che il rapporto fra la differenza della sommatoria dei cationi e quella degli anioni e la sommatoria dei cationi abbia un valore percentuale che non superi il 10-15%. Così si ottiene una soluzione nutritiva che viene integralmente assorbita dalle piante». Ai fini del rispetto di tale formula è quindi necessario, sottolinea Casalnuovo, conoscere sia gli elementi nutritivi apportati con l’acqua irrigua, eventualmente correggendo il pH, se basico, con l’apporto di acidi, sia quelli già presenti nel terreno, sia le specifiche esigenze nutritive delle piante. «Per le fragole è importante il rispetto di precisi parametri pedologici (tab. 1) e in particolare che il pH dell’acqua venga mantenuto intorno a 5,5-6,5 e la conducibilità elettrica (EC) non superi 1,5-1,7 mS/cm e comunque sia assolutamente inferiore a 2 mS/cm. Se le acque sono troppo dure bisogna correggerle con acido nitrico, facendo però attenzione a non abbattere completamente i bicarbonati, in modo che la soluzione risulti sempre bilanciata. Affinché il terreno possa esprimere al meglio la sua fertilità, prima dell’impianto della fragola o come concimazione di fondo nel frutteto, somministriamo 15 q/ha di concimi organominerali: così una buona dotazione di sostanza organica, che le analisi dei nostri terreni danno costantemente sull’1,5-2%, facilita lo scambio cationico fra suolo e pianta e quindi rende meglio assorbibili gli elementi minerali somministrati durante l’intero ciclo colturale».

Esigenze nutritive

Ferma restando questa impostazione di base, è fondamentale tenere conto delle esigenze nutritive della pianta che mutano al variare della fase fenologica, evidenzia Marchitelli. «Sulla fragola azoto e fosforo sono fondamentali per l’attecchimento e l’accrescimento delle piantine, ma è opportuno evitare eccessi, soprattutto di azoto. Durante il primo mese N, P e K sono in rapporto 1:1:1,5, poi tale rapporto gradualmente cambia; durante l’accrescimento le unità fertilizzanti da somministrare ogni giorno sono in rapporto 1,5:1,2:2,5. Per la loro assimilazione è importante che il rapporto fra K e Ca+Mg venga mantenuto sempre nell’intervallo 0,2-0,4 meq e comunque non superi 0,7 meq, altrimenti la pianta potrebbe avere un comportamento diverso da quello che ci si aspetta. In particolare occorre evitare in fase di accrescimento e maturazione delle fragole scompensi nutrizionali, come un eccesso di K rispetto al Ca, che altrimenti possono comprometterne la tenuta post raccolta: la shelf life limitata ne impedisce la regolare commercializzazione». Quanto detto per le fragole vale anche per le nettarine e le albicocche, aggiunge Casalnuovo. «Il bilanciamento ionico e i corretti rapporti fra gli elementi minerali sono ugualmente fondamentali. Il pH dell’acqua può oscillare fra 5,5 e 6, l’EC fra 1,5 e 2 mS/cm. Ma ogni varietà ha sue specifiche esigenze nutritive, che soddisfiamo nei minimi dettagli. Somministriamo un quarto del fabbisogno di azoto e irrighiamo prima della caduta delle foglie, in modo da favorire la futura differenziazione a fiore delle gemme e garantirci una fioritura ottimale alla ripresa vegetativa. Mai però eccedere con l’azoto e il potassio, che vanno sempre correttamente bilanciati con gli altri elementi minerali, per evitare alle piante stress nutrizionali che si traducono in eccessiva vegetazione della pianta, a discapito della maturazione dei frutti e della shelf life e così via». Visualizza l’articolo di Terra e Vita n. 13/2015 completo di tabelle e immagini