Bilanci e prospettive all’assemblea di Trentingrana-Concast

RGB_prati-alpini-in-prov-di-TRENTO-Art-7_004-533x400.jpg

All’assemblea annuale del Consorzio Trentingrana-Concast, partendo dalla situazione attuale, si sono delineati gli obiettivi per il futuro, in cui l’esportazione verso nuovi paesi sarà sempre più importante

L’articolo Bilanci e prospettive all’assemblea di Trentingrana-Concast è un contenuto originale di Terra e Vita.

Il sostanziale aumento dei prezzi del latte e dei formaggi nel secondo semestre del 2016, ha creato un clima di rinnovata fiducia negli allevatori trentini. L’assemblea annuale del loro consorzio di secondo grado (il Consorzio Trentingrana –Concast) ha proposto per l’approvazione dell’assemblea dei soci dei caseifici aderenti un bilancio dal quale risulta che il prezzo medio delle 115 mila ton di latte conferito ai singoli caseifici aderenti per il 2016 è pari a 0,54 euro al kg, sebbene vi siano stati 4 caseifici che hanno liquidato oltre 0,60 euro/kg. Questo fatto, oltre che l’aumento della produzione ha portato il fatturato a raggiungere i 50 milioni di euro, contro i 49 milioni 108 mila del 2015, mentre la cifra distribuita ai soci ha superato i 38 milioni. Nel 2016 è poi rallentata la chiusura delle stalle, infatti a fine anno le aziende conferenti erano scese a 751, contro le 761 di un anno prima, con un importante aspetto positivo: quello che registra l’entrata nell’azienda di famiglia di parecchi giovani «fra l’altro -ha affermato il presidente Saverio Trettel nella sua relazione- con adeguata formazione».

Trettel ha quindi rivolto un appello all’unità degli allevatori, e va detto che con la sua presidenza il clima è cambiato tanto che Latte Trento ha ritrovato un ottimo rapporto con il Consorzio.

Il prodotto bandiera del Trentino è il Trentingrana che dopo un anno di crisi nel 2016, anno nel quale le forme prodotte sono state solo 93 mila, quest’anno vede la produzione in netto aumento con l’ipotesi di arrivare a 97-98 mila forme. Le forme vendute nel 2016, ha ricordato il responsabile commerciale Gabriele Weber sono state 94.870.

«Il 2016 -ha affermato il direttore Andrea Merz– è stato un anno a due facce: un primo semestre con prezzi bassissimi legati all’enorme produzione a seguito dell’abolizione delle quote, poi il secondo semestre con una contrazione della produzione ed un ritiro dal mercato con una domanda che è cresciuta con il conseguente aumento sia dei prezzi del latte, dei formaggi, e del siero e per ultimo anche di quelli del burro». Il siero è un’entrata importante per il Trentingrana, visto che ogni anno lo stabilimento di trasformazione ne lavora 7650 ton e da un anno a questa parte il prezzo è aumentato di oltre il 30% passando da 520 euro/ton a 770 ed anche la seconda parte dell’anno dovrebbe conservare questo trend.

 

Le prospettive

Secondo l’assessore all’Agricoltura Michele Dallapiccola, gli allevatori e i loro consorzi devono saper presentare progetti innovativi, attivando prodotti nuovi e creando nuove reti di vendita. «Se questo avverrà –dice- la provincia sarà al vostro fianco, così pure su quello del marketing, tramite Trentino Marketing attraverso gli introiti della tassa di soggiorno. Con queste risorse, la provincia proseguirà in quell’azione delle Feste del Latte, che tanto successo hanno riscosso la scorsa estate ma anche con tutta una serie di azioni innovative per coinvolgere anche i trentini. “Ma in tutte queste azioni anche voi dovete fare la vostra parte come avete saputo fare molto bene lo scorso anno».

«La globalizzazione non va temuta ma cavalcata, con prodotti di alta qualità e dall’etichettatura potremo avere nuove opportunità per far riconoscere il nostro prodotto» ha affermato Trettel, che ha poi sollecitato un forte connubio con il turismo visti gli oltre 5 milioni di ospiti che arrivano ogni anno in Trentino».

Un motivo di preoccupazione è quello del costante aumento del consumo a livello nazionale dei formaggi duri cosiddetti similari, che oggi hanno raggiunto il 20% dei consumi

Il presidente ha poi concluso affermando che l’export sarà la nuova frontiera: negli ultimi 10 anni se ne è osservato un incremento dell’80%. «Su questo dobbiamo puntare anche per il futuro –continua Trettel- andando oltre i mercati tradizionali di Austria, Germania, Giappone e Svezia. Buone prospettive si stanno aprendo per la Svizzera, ma dovremo cercare mercati nuovi».