Bietola, pre-emergenza sempre più strategico

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La gestione delle malerbe nella barbabietola da zucchero risulta complicata da una serie di fattori agronomici, biologici e di disponibilità di mezzi chimici. Il periodo di semina ideale della coltura tra metà febbraio/marzo, pone un primo, fondamentale obiettivo agronomico. La corretta preparazione dei letti di semina, che nei terreni vocati per la coltura, ai fini di elevate produzioni di saccarosio, deve essere in molti casi anticipata. In alcuni casi il trattamento con erbicidi fogliari (glifosate), in pre-semina o immediato post-semina, possono eliminare le infestazioni eventualmente nate. La complessità delle associazioni floristiche costituiscono un altro elemento di difficoltà nel controllo delle infestanti della coltura perché la barbabietola, nelle prime lente fasi di crescita, deve essere protetta della competizione delle infestanti microterme che, a basse temperature si sviluppano rapidamente, quali: crucifere (Rapistrum spp., Myagrum spp., Sinapis spp, Raphanus spp., C. bursa pastoris, ecc), Veronica spp., F. convolvulus, P. aviculare, Fumaria officinalis, Stellaria spp. e tra le graminacee dei generi Lolium spp., Alopecurus spp., Poa spp., Avena spp. Nel lungo lasso di tempo che intercorre tra l’emergenza della coltura e la piena copertura del terreno da parte degli apparati fogliari, la coltura è esposta alla nascita e competizione di altre infestanti mesoterme e macroterme quali Chenopodiace, Ombrellifere (Ammi majus, Daucus spp., ecc) Amarantacee, Solanacee, Abutilon, e tra le Graminacee: Echinochloa spp., Setaria spp., Sorghum halepense da rizoma e da seme. La selettività colturale: la barbabietola da zucchero è, nella fase di germinazione ed allo stadio di plantula, molto sensibile all’attività degli erbicidi. Occorre quindi, vista la necessità di non rallentare la coltura nella fase di approfondimento del fittone (fase primaverile), aspetto che risulterà vincente nel periodo siccitoso estivo, impiegare preventivamente nei terreni meno argillosi le molecole più selettive metamitron, cloridazon e comunque dosare attentamentele molecole impiegate in pre-emergenza in funzione di tessitura e contenuto in sostanza organica dei terreni. I principi attivi nel pre-emergenza da utilizzare al meglio Cloridazon: introdotta in Europa da BASF (1962) e sviluppata in Italia da Sipcam spa dal 1966 (con il lancio del Pyramin) è stata la prima molecola residuale, selettiva, autorizzata sulla coltura. Oggi commercializzata in Italia esclusivamente da Sipcam Italia con il formulato Better 400 (cloridazon 35% = 413 g/l). Agisce prevalentemente per assorbimento radicale e in parte fogliare su numerose specie, si caratterizza per l’elevata attività nei confronti di crucifere, F. convolvulus, P. persicaria e P. lapathifolium, Veronica spp., Stellaria spp., Chenopodium spp., Papaver spp. e Matricaria spp.. Metamitron: introdotto in Francia da Bayer AG nel 1975 e in Italia nel 1978, è l’erbicida più impiegato nel diserbo chimico della bietola da zucchero per selettività, persistenza e spettro d’azione. Viene assorbito prevalentemente per via radicale, ma anche fogliare con traslocazione acropeta. È attivo su numerose dicotiledoni e graminacee. Risulta fondamentale nel contenimento in pre-emergenza di Amaranthus spp., Chenopodium spp., Poligonacee in genere (a eccezione di F. convolvulus), Solanum spp., Stellaria spp. e Ammi majus. Tra le graminacee mediamente sensibili si annoverano Alopecurus spp., Lolium spp. e, in minor misura, Avena spp. Lenacil: introdotto da DuPont de Nemour nel  1968. Viene assorbito prevalentemente per via radicale. Da impiegarsi preferibilmente nei terreni argillosi e organici, può integrare l’attività di metamitron su Chenopodium spp., Papaver spp., Poligonacee, Anagallis spp., Sinapis spp. e altre crucifere. Tra le graminacee mediamente sensibili figurano Alopecurus spp. e Lolium spp. Le possibili strategie di pre-emergenza Al fine di ottenere il migliore effetto erbicida nelle moderne strategie di contenimento della flora infestante su barbabietola, si tende ad impiegare una miscela complessa di molecole erbicide a spettro d’azione complementare e sinergico (da calibrare in funzione della flora infestante prevalente nei vari appezzamenti e della tessitura del terreno). Inoltre, al fine di ridurre l’input chimico aumentando sia la selettività che lo spettro d‘azione, è possibile adottare anche miscele a dosi ridotte a prevalente attività pre-condizionante sulle infestanti, buona premessa per un controllo ottimale in post-emergenza. Visualizza l’articolo completo 1 – Responsabile difesa e centro di saggio Beta 2- Responsabile R&D Sipcam Italia