A Biella e Vercelli si riscoprono i vigneti di Nebbiolo

I ricercatori del Cnr hanno scoperto e classificato come Nebbiolo uno dei vitigni delle aree pedemontane del Nord-Ovest

vigneti

A Biella e Vercelli potranno tornare in produzione gli antichi vigneti di Nebbiolo. Merito dei ricercatori del Cnr che nelle due province hanno scoperto e classificato come Nebbiolo, uno dei vitigni più rappresentativi delle aree pedemontane del Nord-Ovest, tre cloni di Spanna. Con questo nome, o anche Gattinara oppure Vigliano Biellese, si chiama infatti il Nebbiolo nell’alto Piemonte, e le denominazioni Michet e Lampia nelle Langhe si riferiscono alle principali sottovarietà di questo pregiato vitigno. Lo stesso che diventa Picotener in Valle D’Aosta o Chiavennasca, Chiavennascone e Chiavennaschino nella Valtellina, in provincia di Sondrio.

Lo segnala Confagricoltura sottolineando che i viticoltori del biellese e vercellese potranno nuovamente produrre uve di Nebbiolo e in questo modo orientare la viticoltura verso una valorizzazione del territorio e delle sue risorse, nonché verso la produzione di prodotti di qualità.

La riscoperta di queste antiche viti a Biella e Vercelli è il risultato di un lavoro di selezione di circa 15 anni tra una dozzina di esemplari provenienti da vecchie vigne di Gattinara, come ha sottolineato Franco Mannini, responsabile dell’unità di Grugliasco dell’Istituto produzione sostenibile delle piante di Torino del Cnr.

Le tre viti selezionate e coltivate nel vigneto sperimentale di Lessona (Bl) sono state iscritte di recente nel Registro nazionale delle varietà di vite, e pubblicate in Gazzetta ufficiale. I tre cloni (siglati Cvt B10, Cvt C15 e Cvt F5) saranno dati al Nucleo di premoltiplicazione della Regione Piemonte che nel giro di due anni produrrà le gemme da dare ai vivaisti i quali poi propagheranno le barbatelle da distribuire ai produttori.

Nei decenni passati il Cnr aveva già selezionato una quindicina di cloni dei biotipi di Nebbiolo delle Langhe e del Roero, e nel 2012 ha riportato in vita un clone del Novarese, identificando a Ghemme la tipologia Cobianco sempre del Nebbiolo.

Il Nebbiolo, come ricorda l’organizzazione agricola, può essere coltivato in ambienti molto differenti per clima, esposizione e tipo di terreno e anche il vino che ne deriva può avere diverse espressioni.

 


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