Avanti tutta sulle reti d’impresa

EMILIA-ROMAGNA
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È ancora presto per fare un bilancio del Psr 2007-13, ma solo partendo dall’esperienza di questi anni è possibile impostare la nuova programmazione, che dovrebbe ricevere l’ok da Bruxelles entro la primavera prossima.

«Ad oggi le risorse impegnate sono solo il 71% e molti bandi verranno ancora emanati dopo l’estate» ha annunciato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni intervenuto la scorsa settimana a un convegno di lancio del nuovo Psr 2014-2020. «Le previsioni e gli obiettivi del “vecchio” Psr sono stati sostanzialmente raggiunti: aumento dei beneficiari, impegno per la montagna e i giovani, produzioni di qualità, riposizionamento dell’agricoltore nelle filiere, miglioramento della qualità ambientale, qualificazione degli occupati. Tuttavia il Psr si è rivelato poco capace di coinvolgere in processi innovativi l’insieme degli agricoltori, in particolare quelli più in difficoltà di mercato e di reddito e quelli delle aree rurali più problematiche, e su questo bisognerà lavorare molto».

«I punti cardine su cui si incentrerà il nuovo Psr, proprio con l’obiettivo di allargare la platea delle imprese coinvolte in progetti innovativi – ha proseguito Rabboni -, sono i progetti tra reti d’impresa, gli accordi con il sistema bancario per agevolare l’accesso al credito, il partenariato per l’innovazione e la semplificazione degli adempimenti».

Le reti d’impresa, una delle maggiori novità della nuova Pac, in itinere a Bruxelles, «non sono una novità per la nostra Regione che già da anni ha portato avanti l’esperienza dei progetti di filiera, un’esperienza interprofessionale di successo, gradita alle diverse componenti e in particolare a quella agricola che ha avuto la possibilità di inserire facilmente specifiche e limitate esigenze di finanziamento aziendale nel progetto collettivo, nonché di migliorare e di stabilizzare nel tempo gli aspetti economici dei rapporti con la trasformazione e la prima distribuzione. Con il nuovo Psr – ha ribadito l’assessore – dobbiamo avere il coraggio di praticare questa esperienza con più determinazione, forti dei risultati dei nostri progetti di filiera e di una domanda in crescita».

«L’innovazione organizzativa nella filiera – ha rincarato il presidente della Regione Vasco Errani – va ora radicata partendo da due aspetti fondamentali: la redditività dell’impresa e l’espansione sui mercati esteri della nostra realtà agroalimentare, una realtà già oggi anticiclica e che può diventare la chiave di volta per un nuovo sviluppo di tutto il Paese».

Per agevolare l’accesso al credito, nota dolente del nostro sistema agricolo, l’assessore Rabboni ha proposto «di rilanciare ed estendere i risultati positivi dell’esperienza “investi-agricoltura” che ha consentito di ottenere anticipi bancari fino al 100% dell’investimento e un pre-ammortamento di 18 mesi con il solo pagamento degli interessi, venendo incontro alle esigenze di liquidità degli imprenditori».

La Regione Emilia-Romagna ha fatto da apripista anche in merito al “partenariato per l’innovazione”, altra novità della nuova Pac, sempre secondo Rabboni, che ha invitato rappresentanze professionali, cooperative di prodotto e reti di impresa ad avviare «una comune riflessione per dare vita a compagini larghe e progetti unitari a supporto di una vasta platea di beneficiari finali. Per aumentare questa platea è indispensabile poi ridurre il carico burocratico semplificando gli adempimenti per gli agricoltori. Nel 2014 in Regione sarà pienamente operativo il Registro Unico dei Controlli agricoli e ci stiamo attivando per rendere più agevole la presentazione e la gestione delle domande di accesso, come ad esempio la sostituzione dei tre preventivi da allegare alla domanda ad Agrea con un prezziario di riferimento per gli acquisti, o la riduzione del numero delle autocertificazioni». 

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