ATTIVITÀ CONNESSE. Pane e birra sono prodotti agricoli

Pubblicato il nuovo decreto
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La Gazzetta Ufficiale n. 122 del 10 settembre scorso ha pubblicato il decreto del ministro dell’Economia 5 agosto 2010, relativo ai prodotti della trasformazione agricola rientranti nel reddito agrario. Il nuovo decreto ha effetto dal periodo d’imposta 2010.

Si tratta del decreto ministeriale previsto con cadenza biennale (il precedente è del 11 luglio 2007 che ha avuto effetto per i periodi d’imposta 2008 e 2009) mediante il quale vengono elencati i beni che, se ottenuti nell’ambito della attività di manipolazione e trasformazione di prodotti agricoli ottenuti prevalentemente dal fondo o dal’allevamento, rientrano nella tariffa catastale. Significa che il maggior reddito derivante dalla lavorazione dei prodotti agricoli non è soggetto ad alcuna tassazione e riguarda le persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali.

Il riferimento normativo è all’articolo 32 del Dpr n. 917/86 il quale prevede che le attività di cui all’articolo 2135 del codice civile e cioè quelle dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente sul fondo con riferimento ai beni individuati ogni due anni in apposito  decreto ministeriale. I beni che non sono riportati nell’elenco ma che sono ottenuti nell’ambito delle attività connesse possono usufruire di una tassazione forfetaria secondo cui il reddito è pari al 15% dei corrispettivi registrati ai fini dell’Iva (articolo 56-bis del Dpr n.917/86).

Viene riscritta la voce olio di mais e la produzione di olio di semi di granoturco richiamando l’esatta voce della tabella Ateco 2007 (elenco dei codici di attività).

È inserita la produzione di farina o sfarinati di legumi da granella secchi, di radici o tuberi di frutta in guscio commestibile; il richiamo è alla voce 10.61.40 «altre lavorazioni di semi e granaglie».

Altra aggiunta riguarda la produzione di prodotti della panetteria freschi. Quindi il pane viene considerato prodotto agricolo quando ovviamente è ottenuto con le farine derivanti dai cereali coltivati prevalentemente nella azienda agricola. L’inserimento del pane è una novità molto importante che amplia il concetto generale di attività connessa e cioè il loro perimetro. La circolare della Agenzia delle Entrate n. 44 del 15 giugno 2004 ha fissato il principio che l’attività di trasformazione di prodotti agricoli riguardava i prodotti derivanti dalla prima trasformazione di prodotti agricoli e non le successive lavorazioni.

L’Agenzia forniva l’esempio dello yogurt ottenuto con il latte che è considerato prodotto agricolo ma non il gelato ottenuto con lo yogurt. Così ad esempio rientra nel reddito agrario la produzione e la lavorazione della lana con l’ottenimento di filati, ma non i tessuti a maglia. Il principio fissato dal ministero che un bene ottenuto anche da una seconda lavorazione è importante ancorché l’unico bene inserito nella tabella del Dm 5 agosto 2010 sia il pane. Infatti per gli altri beni ancorché non inseriti nella tabella, ma che rientrano nell’ambito delle attività connesse si applica la tassazione spesso favorevole del forfait del 15 per cento. Vi è comunque il problema di stabilire il confine tra attività industriale e attività agricola tenuto conto che molta produzione industriale deriva dalla produzione agricola e zootecnica. Quindi ad esempio la lavorazione delle granaglie è inserita nell’elenco (molitura del frumento) ma non è compresa la preparazione del mangime, che è la lavorazione successiva.

Se il pane fresco è considerato nelle attività connesse, deve esserlo anche la produzione del mangime ancorché in quanto attività connessa non rientrante nella tabella ministeriale, rientri nella determinazione forfetaria del reddito pari al 15 per cento.

Nel nuovo elenco è introdotta la produzione della grappa, mentre finora erano compresi soltanto i vini. Si ricorda che l’attività di distillazione può essere svolta anche da terzi a condizione che abbia per oggetto i sottoprodotti della vinificazione ottenuti prevalentemente dalla azienda agricola.

La produzione del sidro era già compresa nella tabella dei prodotti rientranti nel reddito agrario ed ora vengono aggiunti gli altri vini a base di frutta.

Altra novità importante è l’introduzione nella tabella della produzione della birra e del malto. L’inserimento era dovuto tenuto conto che i prodotti alcolici da sempre sono considerati agricoli come il vino e quindi è coerente l’inserimento della birra.

Infine con riferimento alla lavorazione del pesce che prevedeva il congelamento, il surgelamento, l’essicazione, l’affumicatura, viene inclusa anche la fase dell’inscatolamento.

Da tempo gli allevatori di galline ovaiole chiedono l’introduzione nell’elenco dei prodotti della lavorazione delle uova (albume, tuorlo) spesso costretti a realizzare tale prodotto per effetto delle normale rottura delle uova. Sarebbe una attività da inquadrare nel codice 10.89.09 (produzione di altri prodotti alimentari).

La tabella Ateco 2007 prevede l’attività di silvicoltura e altre attività forestali 02.10.00. Le piante per poter essere vendute vengono tagliate e quindi di fatto si tratta della vendita di legname. Ma nell’elenco ministeriale non si parla mai di legname né la silvicoltura viene considerata nell’ultima voce residuale relativa alla manipolazione di prodotti agricoli di cui alle voci 01.11, 01.12 01.13. Inoltre è certamente attività connessa il taglio delle piante per ottenere ad esempio dei tondelli in quanto le segherie sono strutture non estranee al contesto agricolo. Gli operatori del settore da sempre vendono tronchi di legno, o legno semplicemente squadrato (considerato prodotto agricolo ai fini dell’Iva, vedi tabella A parte prima). Occorre stabilire se tali attività siano comprese nella voce silvicoltura nel qual caso l’applicazione del reddito agrario è fuori discussione.

Le attività connesse di manipolazione, trasformazione, conservazione, valorizzazione e commercializzazione sono considerate produttive di reddito agrario solo se i prodotti dei terzi siano non prevalenti rispetto ai prodotti propri. L’esatta determinazione della prevalenza è stata oggetto di due circolari: nn. 44/E/2002 e 44/E/2004.

In particolare è bene ricordare che la mera commercializzazione dei prodotti agricoli non è considerata attività connessa produttiva di reddito agrario ai sensi dell’articolo 32 del Tuir.
Infatti, precisa la Cm 44/E 2004, la sola commercializzazione dei prodotti acquisiti senza che gli stessi abbiano subito un processo di trasformazione o manipolazione coi propri prodotti deve essere considerata attività commerciale produttiva di reddito d’impresa di cui all’articolo 56 del Tuir. In tal caso, infatti, non può trovare applicazione nemmeno il regime forfettario di cui all’articolo 56-bis del Dpr 917/1986.


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