Attenzione alle ostruzioni

IRRIGAZIONE
TV_13_26_Terreno_drenato

Grazie al drenaggio i costi di produzione si sono considerevolmente ridotti e con l’eliminazione delle scoline trovano un corretto utilizzo macchinari sempre più potenti e performanti. Nelle aziende agricole l’esigenza di entrare tempestivamente nei terreni dopo le piogge significa poter programmare con accuratezza tutte le operazioni colturali. Proprio gli andamenti stagionali, particolarmente piovosi, di questa primavera ne sono la dimostrazione. Le terre drenate sono state le prime a essere sufficientemente in “tempera” rendendo possibile le semine, non così le terre “scolinate” o peggio quelle prive di scoli superficiali dove le semine si sono dovute ritardare con probabili importanti riduzioni produttive.

In questi anni le condizioni di più o meno intense piovosità, hanno condizionato il successo del drenaggio. Troppo spesso si è pensato che fosse un fatto ineluttabile la riduzione delle precipitazioni e che quindi il drenaggio fosse un lusso per aziende sprecone. Bastava eliminare le scoline senza preoccuparsi di scolare i terreni in alcun modo. Nelle ultime annate, però, il ritorno a piovosità consistenti, hanno evidenziato come i terreni privi di scolo fossero soggetti a ristagno idrico con conseguente de-strutturazione del terreno. In queste condizioni le colture in atto sono destinate a soffrire d’asfissia. Le perdite di produzione e i maggiori costi per il recupero delle corrette condizioni di porosità spesso superano quello del drenaggio sotterraneo tubato destinato a durare decine di anni.

Mantenimento dell’efficienza

Se ben realizzato, con pendenze di posa omogenee, l’impianto di drenaggio resta pulito nel tempo.

Le ragioni che possono determinare l’ostruzione dei dreni sono spesso riconducibili alle seguenti cause:

– il fosso di scolo dei dreni (o del tubo collettore di raccolta) non correttamente manutenzionato con conseguente “rigurgito” delle acque fangose all’interno dei dreni;

– in fase di realizzazione dell’impianto se il solco di posa rimane troppo poroso e non si provvede a ri-compattare il terreno, le piogge possono percolare velocemente nel solco trasportando particelle di terreno all’interno del tubo (infangamento primario);

– l’utilizzo sistematico del drenaggio per sub-irrigazione può provocare l’intasamento dei dreni a causa delle radici che penetrano nel tubo;

– rotture del dreno a causa di errate lavorazioni profonde (ripuntatura, aratura, ecc.) al di sotto delle quota di posa dei tubi.

Se la manutenzione al fosso di scolo è da considerarsi come una doverosa manutenzione ordinaria, provvedere alla pulizia dei dreni è una condizione da intendere come assolutamente straordinaria.

La pulizia dei dreni presuppone l’intervento di una specifica macchina “lavadreni”.

La macchina lavadreni

Questa, normalmente portata dal trattore è composta dai seguenti elementi principali:

– rocchetto porta tubo con sistema di avvolgimento collegato alla presa di forza del trattore con almeno 200-300 metri di tubo;

– pompa ad alta pressione, anch’essa collegata alla presa di forza;

– sbobinatore con rulli gommati per spingere il tubo nel dreno;

– binario con doppio semicerchio per facilitare l’introduzione del tubo nel dreno;

– ugello speciale, simile a quelli utilizzati per le spurga fogne, con fori anteriori di lavaggio e fori posteriori di avanzamento;

– contametri.

La macchina lavadreni preleva l’acqua dal fosso e la inietta, con una pressione di 15-25 bar, nel tubo. I fori anteriori dell’ugello si aprono il varco nel dreno e i fori posteriori spingono lo sporco verso l’uscita del dreno. In caso di ostruzioni gravi e/o rotture del dreno l’utilizzo del contamentri permette di determinarne il punto e di intervenire, eventualmente, con escavatore per rimuovere l’ostruzione.

La tecnica del lavaggio è sicuramente efficace anche se lenta in caso di dreni molto sporchi. In Italia esistono ditte che producono questa tipologia di macchina che molto spesso vengono modificate principalmente per aumentare la lunghezza del tubo e la pressione di esercizio.

Un discorso a parte per i drenaggi realizzati in terreni argillosi. In situazioni particolari di piovosità si sono visti impianti di drenaggio che, a causa della scarsa permeabilità del terreno, non hanno emunto a sufficienza le acque di superficie. Spesso si ritiene, erroneamente, che la causa sia legata ai dreni intasati. Quasi sempre, invece, la causa è legata alla formazione di “suole” impermeabili che non permettono alle acque superficiali di percolare.

In questi casi, se non sono risolutive le lavorazioni profonde, si può intervenire per migliorare la percolazione posando sopra il dreno uno strato 20-40 cm di ghiaia. Questa tecnica, utilizzata da decenni in Inghilterra, permette di creare uno strato permeabile (con la ghiaia), tra il dreno e lo strato lavorato. Una specifica macchina posadreni a ripper è stata allestita con una tramoggia per posare in una unica soluzione, sia il tubo da drenaggio che la ghiaia. Si tratta, per il momento, di prove che comunque sono incoraggianti.

Pulizie e riparazioni

Il lavaggio straordinario dei dreni è bene che venga effettuato con attenzione cercando di segnalare i dreni e la posizione del problema (schiacciamento, rottura, intasamento) su una mappa anche semplice in modo da poter intervenire con eventuali riparazioni e aggiornare un registro per la documentazione delle manutenzioni e riparazioni delle reti scolanti.

Normalmente i dreni si presentano sporchi nella parte terminale (a valle del dreno) dove si accumulano i detriti e il blocco può estendersi per diversi metri o decine di metri. Maggiore è la lunghezza del dreno interessata dal blocco e più numerosi saranno i passaggi che la sonda lava-dreni dovrà effettuare per garantire la pulizia finale. Un eventuale schiacciamento o rottura del dreno distante dal terminale può determinare l’accumulo di detriti in quella posizione quindi dopo la riparazione sarebbe bene ripetere l’intervento di lavaggio.

La pulizia dei dreni è un’operazione relativamente semplice ma come sempre, per avere un buon risultato è bene affidarsi a ditte specializzate che da ormai diversi anni sono impegnate in questo settore e dispongono di attrezzature specializzate in grado di lavare dreni fino ad una distanza di 400 m. Sarebbe opportuno che le aziende più grandi comincino ad attrezzarsi con le specifiche macchine e ad addestrare personale per fare manutenzione ai dreni con maggiore attenzione rispetto a quanto è stato fatto fino a ora.

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