Aspettando Cibus 2016

Come a Fruit Logistica anche al Gulfood di Dubai l’Italia è il principale espositore. In questa vetrina internazionale l’Ice e…

Cibus

Nella cornice del Gulfood, la principale piattaforma espositiva del Medio oriente dedicata all’industria dei prodotti alimentari, alla quale partecipano annualmente 5000 espositori in rappresentanza di 120 paesi, l’Ice insieme a Fiere di Parma hanno promosso il 18° salone internazionale dell’alimentazione Cibus 2016 che si terrà a Parma dal 9 al 12 maggio prossimi.

I dati. L’azione di promozione – che è stata realizzata presso la sede dell’Hotel Armani, situato all’interno del Burj Khalifa il grattacielo più alto del mondo – ha sfruttato non solo l’importanza strategica che il Gulfood riveste nell’area mediorientale, ma anche quella che ha per gli operatori italiani dal momento che, come a Fruit Logistica, anche su questa vetrina internazionale, l’Italia è stato il Paese più presente.

Nei dettagli di una nota odierna dell’Ice, emerge che i nostri espositori all’evento in corso, sono «300 distribuiti su una superficie totale di 4.300 mq di cui la metà del settore dei prodotti alimentare, 100 del canale Horeca e 50 del settore caffè, tè e pasticceria».

L’evento. Hanno partecipato all’azione di promozione, che si è svolta alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia negli Emirati, Liborio Stellino, dell’Amministratore Delegato di Fiere di Parma Antonio Cellie e del Direttore dell’ufficio di Dubai dell’Agenzia Ice Gianpaolo Bruno, più di 180 invitati, tra gli espositori della fiera, provenienti da tutto il Medioriente. Tra questi i principali importatori e distributori di prodotti alimentari dei paesi del Golfo e le più importanti riviste specializzate dedicate al settore agro-alimentare.

Gli Emirati rappresentano un mercato strategico per l’industria agroalimentare italiana, non solo per la vicinanza geografica ma anche per le forti previsioni di crescita dell’import di prodotti alimentari annunciata dal ministro locale dell’Economia, Sultan Al Mansouri.

Prospettive al 2024. Secondo quanto pubblicato dal Gulfnews, infatti, si prevede che da qui al 2024 la richiesta emiratense all’estero di prodotti alimentari (che attualmente soddisfa l’85% del bisogno nazionale) quadruplicherà passando dai 100 miliardi di dollari del 2014 ai 400 stimati nei 10 anni successivi.

La strategia del governo su questo tema delicato, punta a diversificare le fonti di modo da garantirsi comunque una copertura a prescindere da qualsiasi eventuale crisi.

«Il governo degli Emirati Arabi Uniti – ha spiegato Al Mansouri – ha effettuato una serie di missioni per le regioni che hanno un potenziale di investimenti agro-alimentari tra cui, America Latina, Africa, Europa orientale e in altri paesi arabi. La maggior parte di questi paesi non erano pronti per gli investimenti in termini di norme e regolamenti. I paesi che hanno un potenziale promettente per gli investimenti agro-alimentari hanno bisogno di migliorare le loro leggi e l’etica per attirare gli investitori stranieri».

I competitor. A tal fine il governo emiratense ha istituito, da qualche mese, una commissione ufficiale per affiancare gli investitori stranieri e aiutarli a trovare le soluzioni più adeguate. Tra i principali competitor presenti sull’area, è in crescita il Marocco che già oggi, da solo, copre un quarto dell’import di prodotti alimentari.


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