Arriva la Croazia, 28° paese dell’Ue

ESTERI
TV_13_28_Oliveto

Da lunedì 1° luglio, la Croazia è il 28° Paese membro dell’Unione europea, dopo essersi candidata all’adesione nel 2003 e aver avviato i negoziati nel 2005.

La Croazia è una nazione indipendente dal 1991, dopo aver fatto parte, per oltre 70 anni, dell’ex-Jugoslavia.

Un’adesione politicamente importante, che apre le porte all’integrazione di tutta l’area dei Balcani, segno di stabilizzazione politica, dopo le atroci guerre degli anni ’90.

La struttura agricola

La Croazia è un paese ancora fortemente agricolo con il 10,9% della forza lavoro nazionale impegnata nel settore dell’agricoltura, a fronte del 5% della media Ue-27. Tuttavia il settore agricolo contribuisce solo per il 3% al Pil dell’economia croata.

L’agricoltura croata è stata fortemente influenzata dalla struttura promiscua di proprietà di terreni e risorse, eredità di un processo politico ed economico di transizione.

Le risorse agricole, terreni e mezzi di produzione, furono convogliati negli anni dell’ex-Jugoslavia in un grande numero di piccole entità produttive a conduzione familiare, ristrette per dimensioni e marginali per produzione, e, parallelamente, in un numero ristretto di macrofattorie di proprietà collettiva, tipiche del sistema di amministrazione socialista pianificato. Da questo processo ineguale di distribuzione delle risorse, terreni compresi, si è generata una struttura di proprietà squilibrata, inefficace nel generare profitti, non predisposta a ricevere e amministrare investimenti finalizzati all’ammodernamento.

Nel 2010 sono 177.000 le aziende agricole, di cui il 63% ha una superficie inferiore ai 3 ettari. Le medie e grandi aziende detengono circa il 32% della superficie agricola. Le aziende agricole sono particolarmente frammentate e hanno una dimensione media pari a 5 ettari.

Produzioni

La maggior parte degli 1,3 milioni di ettari di superficie agricola è localizzata in Slavonia, mentre la parte montuosa della Croazia è dedicata a prati e pascoli; la zona costiera è invece occupata da vigneti, oliveti e frutteti.

Il 66% di superficie agricola è a seminativi, il 27% a pascoli permanenti, il 7% a colture permanenti (frutteti, vigne e uliveti), lo 0,4% destinato alla produzione di ortaggi.

La produzione biologica occupa 14.000 ettari, pari all’1,2% della superficie agricola.

Zootecnia

La zootecnia si radica su tutto il territorio e la maggior parte dei produttori di bestiame è costituita da aziende familiari.

La produzione di bestiame rappresenta una branca fondamentale per l’economica croata, sia per l’altissimo numero di produttori coinvolti da eventuali riforme che per il valore di tali produzioni, pari al 44% del totale delle produzioni agricole. La struttura frammentata del sistema produttivo croato viene invece sofferta dal settore della zootecnia, che è afflitto anche da una situazione di carenza di condizioni di salute, igiene e benessere degli animali necessarie per l’ottenimento di un prodotto di qualità, sano e competitivo.

La situazione è però in evoluzione: le riforme volte al rispetto dei regolamenti UE inerenti all’allevamento, al benessere degli animali e a tutte le questioni di carattere igienico e ambientale stanno producendo i loro effetti.

Industria alimentare

In Croazia le industrie della lavorazione costituiscono la maggior parte delle industrie totali e di tutte le industrie della lavorazione, le più importanti sono proprio quelle finalizzate alla lavorazione di cibi, bevande e tabacco.

L’industria alimentare rappresenta il 21% dell’industria manifatturiera croata, quella del tabacco il 2,5%.

I principali prodotti esportati sono cereali, semi, mandarini, tabacco, erbe medicinali e miele.

La Croazia importa significative quantità di maiali vivi, bovini, cacao e oleaginose. I principali paesi di importazione sono Germania, Italia, Olanda, Brasile e Ungheria.

Pac da implementare

Con l’adesione alla Ue, la Croazia dovrà implementare tutte le norme della Pac, soprattutto quelle della nuova Pac 2014-2020. Per questa ragione, già da una anno, il ministro dell’agricoltura croata ha partecipato a tutte le riunioni del Consiglio Agricoltura dell’Ue, giocando un ruolo forte nel corso della negoziazione con gli altri partner europei, ottenendo una dotazione finale di circa 373 milioni di euro all’anno.

La Croazia sarà via via inserita nello schema di aiuti al reddito degli agricoltori, con un periodo di dieci anni d’introduzione graduale prima dell’entrata a regime definitiva, così com’è stato per tutti gli Stati membri nuovi.

Per gli agricoltori croati, non si tratterà di una novità, poiché il Paese ha introdotto simili sussidi al reddito nel proprio sistema nazionale già nel 1998; per questa ragione, gli aiuti diretti non verranno percepiti dai produttori come un sostegno comunitario, bensì come la semplice sostituzione dell’aiuto nazionale con quello europeo.

Allegati

Arriva la Croazia, 28° paese dell’Ue

Pubblica un commento