Zero erbicidi, tanti prodotti alternativi

AGROFARMACI
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«Gli scossoni più forti per il mondo della fitoiatria vengono sempre dall’evoluzione normativa». Da 52 anni le Giornate Fitopatologiche seguono le evoluzioni del mondo della difesa fitosanitaria in Italia e secondo Agostino Brunelli del Dip. di Scienze Agrarie dell’Università di Bologna, al vertice del comitato organizzatore dell’evento (assieme ad Agrofarma e IBMA-Assometab e in collaborazione con le Associazioni scientifiche italiane interessate alla protezione delle piante e i Servizi fitosanitari) l’impronta delle accelerazioni volute da Bruxelles in nome della “sostenibilità” è ormai più che evidente. Tanto che, per la prima volta, nell’edizione 2014 del tradizionale incontro biennale dei fitoiatri italiani, non è previsto alcun lavoro di presentazione di nuovi erbicidi, a testimonianza del progressivo esaurimento di questo filone di ricerca, forse anche a causa dell’aumento dei costi di registrazione (non che il problema malerbe sia risolto). «Sono invece in deciso aumento – continua Brunelli – quelli relativi ai prodotti alternativi, sia a base biologica che minerale come lo zolfo e il rame che vivono una nuova primavera e che vengono proposti anche per la risoluzione di problematiche fitosanitarie complesse e inedite».

Il Pan piano d’azione per l’uso sostenibile degli agrofarmaci, appena pubblicato sulla gazzetta ufficiale, poteva essere l’occasione per collegare l’evoluzione relativa ai prodotti con quella delle macchine per distribuirli. Un’occasione finora mancata secondo Paolo Balsari dell’Università di Torino che a Chianciano rilancerà il progetto di classificazione delle irroratrici in base alla deriva (attraverso la norma Iso 22369). «Senza classe di riduzione – spiega Balsari – si rischia di dover applicare sempre e comunque la distanza massima durante i trattamenti per la misura di protezione dei corpi idrici prevista dalla Dir. 128)». Un’altra opportunità da incentivare sarebbe quella dell’utilizzo dei modelli previsionali per individuare il giusto timing dei trattamenti, come spiegherà a Chianciano Vittorio Rossi della Cattolica di Piacenza.

Riguardo invece alla nuova disciplina sulle registrazioni (Reg. 1107/2009), a due anni dall’applicazione occorre valutare l’impatto dei criteri di esclusione (cut off) e della valutazione comparativa con principio di sostituzione per i formulati. Novità che rischiano di togliere dall’agrofarmacopea europea strumenti di difesa “vitali” per molte colture.


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