Varato il decreto dei fatti

OLTRE LA CRISI
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L’ultima parte della precedente legislatura e in particolare il Governo Monti si era distinto per proporre e far approvare leggi ribattezzate con termini che indicavano gli obiettivi da raggiungere: Decreto sviluppo, Decreto semplificazione ecc..

Ora si cambia registro e il primo provvedimento del Governo Letta passerà alla storia con una denominazione molto chiara per tutti, “Decreto fare“ a significare che si vogliono fare tante cose per aiutare gli italiani di ogni categoria sociale a venir fuori presto dal guado della crisi economica.

Non è però un decreto omnibus, di quelli tanto in voga nella prima e seconda Repubblica, ma riporta in 80 articoli tutto quello che c’è da “fare“ ma in maniera molto sistematica. Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri potrà riempirsi di norme integrative nel corso del suo percorso parlamentare come è sempre accaduto per cui il Governo potrebbe essere costretto a porre la fiducia in modo da ridurre gli assalti che hanno il solo scopo di inserire norme di scarso interesse generale. Per il momento quindi è opportuno limitarsi a conoscere le disposizioni fondamentali presenti nel decreto approvato dal Consiglio dei ministri.

In dettaglio le aree d’intervento sono: infrastrutture; edilizia; impresa; agenda digitale; donazione degli organi; semplificazione fiscale; ambiente; istruzione; università e ricerca; semplificazione per la cittadinanza; giustizia civile.

Infrastrutture – Misure per oltre 3 miliardi di euro con una ricaduta prevista a livello occupazionale di circa 30mila nuovi posti di lavoro (20mila diretti, 10mila indiretti).

Il capitolo edilizia prevede che chi abbia bisogno della segnalazione di Inizio Attività può richiedere allo Sportello Unico di provvedere all’acquisizione di tutti gli atti di assenso necessari all’intervento edilizio; inoltre per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture il Durc (Documento unico di regolarità contributiva) si potrà acquisire in via informatica e avrà validità di 180 giorni.

Tra le norme più significative vi è quella che stabilisce l’impignorabilità della casa da parte di Equitalia, se il proprietario possiede solo quell’immobile.

Equitalia – il debitore che ha rateizzato il suo debito con Equitalia potrà continuare a beneficiare della rateizzazione fino a un massimo di 8 rate non pagate, anche se consecutive. Oggi invece la legge prevede che il beneficio della rateizzazione decada dopo due rate consecutive non onorate.

Investimenti – Più facile l’accesso a risorse per le aziende che vogliono investire in macchinari. Sono previsti 5 miliardi di investimenti per le imprese con il coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti.

Fondo garanzia – Rafforzato, renderà più facile l’accesso al credito per le piccole e medie imprese.

Agenda digitale – Tra le novità: domicilio digital (Pec), fascicolo sanitario elettronico (Fse); razionalizzazione dei Ced (Centri elaborazione dati); wi-fi gratuito come avviene in molti Paesi europei ovvero liberalizzazione completa dell’accesso a Internet (non sarà più richiesta l’identificazione personale degli utilizzatori).

Giustizia civile – Smaltimento di 1,2 milioni di pratiche arretrate e ripristino della mediazione obbligatoria.

Edilizia delle scuole – Verranno utilizzati 100 milioni per la manutenzione degli edifici.

Assunzioni nelle università – Viene allentata la stretta al turn-over, che passa dal 20% al 50%, e questo consentirà l’assunzione di 1.500 professori ordinari e di 1.500 ricercatori.

Borse di studio – Arrivano risorse per gli studenti meritevoli che si spostano a studiare in un’altra regione.

Indennizzo per ritardi p.a. – La norma è sperimentale. Le amministrazioni saranno responsabili se vengono superati i termini.

Tassa su barche piccole – Resta per le grandi imbarcazioni, viene dimezzata per quelle medie. La norma vuole essere un aiuto per il settore della nautica in difficoltà.

Cittadinanza – Si lavorerà per evitare ritardi causati da errori burocratici.

Sicurezza sul lavoro – diminuiti gli oneri per le imprese, tra i quali alcuni legati alla sicurezza sul lavoro (con risparmi per 450 milioni di euro). 

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Varato il decreto dei fatti

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