V conto energia, taglio al fotovoltaico

Calano gli incentivi, aumentano costi e burocrazia rischiando di affossare il settore
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Un passato brillante e un futuro incerto era il titolo dell’articolo (pubblicato sul supplemento Bioenergie allegato a Terra e Vita 16/2012) nel quale paventavamo che il governo Monti si preparasse a interferire in modo pesante sullo sviluppo del fotovoltaico in Italia.

Purtroppo il decreto pubblicato in Gazzetta l’11 luglio scorso modifica in maniera drastica le regole d’incentivazione della produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica (FV).

Gli aspetti più critici del nuovo decreto, il cosiddetto V conto energia, sono in ordine d’importanza:

1) il tetto di costo cumulato è stato ridotto dai 7 miliardi di € previsti dal IV conto energia a 6,7 miliardi di €;

2) è stato introdotto un sistema di registrazione degli impianti da installare con potenza superiore a 12 kW, denominato, “registro”, che in pratica bloccherà, con alcune eccezioni, l’iter operativo dei soggetti responsabili a causa della ridotta potenza e dei tempi del processo autorizzativo;

3) sono state ridotte drasticamente le tariffe incentivanti;

4) sono state previste scale di priorità per la graduatoria degli impianti da iscrivere nel registro;

5) è stata inclusa fra i requisiti degli edifici su cui costruire l’impianto FV la certificazione energetica, escludendo la possibilità dell’autodichiarazione del proprietario dell’edificio prevista dalla legislazione in essere.

Vediamo più in dettaglio le principali modifiche del nuovo conto energia:

1) Accesso ai meccanismi di incentivazione: accedono direttamente alle tariffe incentivanti gli impianti FV senza iscrizione al “registro”:

– con potenza fino a 50 kW realizzati su edifici con moduli installati in sostituzione di coperture in amianto;

– con potenza non superiore a 12 kW;

– integrati con caratteristiche innovative fino al raggiungimento di un costo indicativo cumulato degli incentivi di 50 milioni di €;

– realizzati da amministrazioni pubbliche fino al raggiungimento di un costo indicativo cumulato degli incentivi di 50 milioni di €;

– con potenza superiore a 20 kW che richiedano una tariffa ridotta del 20% rispetto a quella spettante.

2) Sistema “Registro”: gli impianti FV non ricadenti in quelli descritti precedentemente devono iscriversi in appositi registri fino al raggiungimento del limite di 6,7 miliardi di €:

– 1° registro a 140 ml €,

– 2° registro a 120 ml €,

registri successivi a 80 Ml €.

3) Procedura impianti a registro:

Gse pubblica regole applicative per l’iscrizione ai registri entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del Dm;

– Gse pubblica bando 1° registro entro 20 giorni dalla data di pubblicazione delle regole applicative;

– soggetto responsabile, titolare del titolo autorizzativo richiede iscrizione al registro;

– Gse pubblica graduatoria degli impianti iscritti al registro entro 20 giorni dalla data di chiusura del registro (30 giorni dalla pubblicazione del bando per il 1° registro e 60 giorni per gli altri registri);

– l’iscrizione ai registri è cedibile solo successivamente alla data di entrata in servizio.

4) Principali criteri priorità graduatoria impianti iscritti al registro:

– impianti su edifici con classe energetica D;

– impianti su edifici in sostituzione di coperture in amianto;

– impianti con componenti principali realizzati all’interno dell’Ue;

– impianti ubicati su siti contaminati;

– impianti di potenza non superiore a 200 kW asserviti ad attività produttive;

– impianti realizzati su edifici, serre ecc.

5) Tariffe incentivanti:

– anticipazione tariffa omnicomprensiva;

– drastica riduzione tariffe, come da confronto fra tariffe II semestre 2013 IV CE e I semestre applicazione V CE;

– cumulabilità della tariffa omnicomprensiva con contributi in conto capitale in particolari applicazioni;

– tariffa pari alla media tra tariffa “impianti FV” e tariffa “altri impianti”per impianti FV su pergole, serre etc;

– tariffe premio per la quota di energia consumata in sito per

a) impianti di potenza fino a 1 MW: tariffa omnicomprensiva per quota di energia immessa in rete (in funzione della potenza dell’impianto);

b) impianti di potenza oltre 1 MW: differenza fra tariffa omnicomprensiva e tariffa zonale per quota energia immessa in rete.

6) Richiesta erogazione tariffe:

– soggetto responsabile richiede concessione tariffa incentivante entro 15 giorni data entrata in esercizio impianto, caricata dal gestore rete su sistema Gaudi;

– Gse assicura erogazione tariffe entro 90 giorni dalla data di ricezione della richiesta.

7) Requisiti moduli FV: i moduli FV deve essere prodotti da produttore che aderisce a sistema per riciclo moduli, che possiede certificazione Iso 90012008 e che è in possesso di certificato ispezione fabbrica.

8) Requisiti impianti FV: gli impianti devono ricadere in almeno una delle seguenti fattispecie:

– realizzati su edifici dotati di attestato di certificazione energetica;

– realizzati in sostituzione di coperture in amianto;

– realizzati su pergole, serre, etc.;

– ubicati in discariche esaurite;

– impianti collocati a terra in aree agricole che hanno conseguito il titolo abilitativo entro il 24/1/2013.

9) Gestione sistema incentivazione: sono stati introdotti due contributi a favore del Gse per le spese di istruttoria (2/3 €/kW) e per la copertura degli oneri di gestione.

10) Data entrata in vigore: la data di entrata in vigore del V CE sarà definita dall’Aeeg con una specifica deliberazione pubblicata entro tre giorni lavorativi dalla comunicazione del Gse di raggiungimento del costo cumulato di 6 miliardi di €, e le nuove modalità di incentivazione entreranno in vigore dopo 45 giorni dalla data di entrata in vigore della deliberazione.

Gli impianti del IV CE già in avanzata fase di lavoro e che entrano in esercizio o che certificano la fine lavori entro termini indicati mantengono le tariffe incentivanti del IV CE.

Rimane a questo punto da stimare la data in cui questo sistema perverso d’incentivazione entrerà in vigore. Il contatore fotovoltaico del Gse mostra alla data del 10 luglio un valore di costo cumulato degli incentivi di euro 5.913.635.589 cui va aggiunto il costo già impegnato per i grandi impianti iscritti al registro in posizione utile ma non ancora in esercizio pari a circa 43 milioni.

Pertanto, alla data odierna, mancano 43 milioni di euro per il raggiungimento del tetto massimo di costo cumulato di 6 miliardi di €, e assumendo il tasso di crescita del costo cumulato delle ultime settimane (circa 4/5 milioni di €/giorno) questo tetto massimo verrà raggiunto quasi in concomitanza con l’uscita di questo articolo. Possiamo pertanto attenderci la comunicazione del Gse di raggiungimento del tetto massimo e la successiva deliberazione dell’Aeeg nel corso del mese di luglio, e l’entrata in vigore delle nuove tariffe entro il mese di settembre. A quel punto, utilizzando il precedente tasso di crescita del costo cumulato, circa 200 milioni di € di costo cumulato saranno stati consumati con le tariffe del IV CE per gli impianti in esercizio prima dell’entrata in vigore delle nuove tariffe, e rimarranno solo 500 milioni di € per tutto il V CE. Una prospettiva misera per lo sviluppo del fotovoltaico in Italia.


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