UnimaConfai, contoterzisti assieme

SERVIZI
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                                 Silvano Ramadori

Dalla debolezza delle divisioni alla forza dei progetti comuni.

Unima e Confai hanno appena costituito il “Coordinamento agromeccanici italiani”. Acronimo, Cai, come il Club alpino italiano (sarà un caso?).

Assieme fanno una voce sola per 10mila contoterzisti italiani. Sinonimo di innovazione tecnologica veicolata nei campi, macchine in primis, oltre a consulenza agronomica e commerciale. Servizi, in una parola. La crisi che attanaglia anche il settore primario e la rivoluzione che la Pac porterà hanno risospinto Unima e Confai lungo un percorso comune. Quasi dieci anni dopo quel «noi industria, loro agricoltura» che li aveva divisi.

Cai non sarà una semplice somma di forze, ma una strategia da rafforzare e organizzare uniti, giorno dopo giorno, su più livelli: sindacale, politico, tecnico (vedi la partecipazione in Enama) ed economico (perché il denaro costa…).

L’obiettivo? «Coordinare agricoltura e servizi con un’integrazione e un coinvolgimento della base associativa a testimonianza di una visione unitaria del settore primario» recita il comunicato comune.

Quale visione esattamente? Il presidente di Unima, Silvano Ramadori parte da lontano, dalla globalizzazione che inasprisce la competizione, dagli inestirpabili vincoli burocratici e normativi italiani che appesantiscono i costi aziendali, dall’urgenza di razionalizzare e innovare tecniche colturali e macchine; dal fatto che, nonostante gli sforzi, le aziende agricole sono alle prese con voci di spesa incomprimibili.

E quindi? «Quindi il contoterzista può avere una funzione imprenditoriale complementare a quella agricola nel raggiungere l’obiettivo della competitività». Vuol dire macchine più innovative, sicure, ammortizzabili in meno anni, condotte da professionisti a costi di esercizio minori.

Leonardo Bolis, presidente di Confai, taglia corto: «Non si può cancellare il futuro. Avanti con questo fidanzamento». E ridisegna l’identikit degli agromeccanici: «Una volta lavoravano per le aziende più piccole. Oggi lavorano anche, e soprattutto, per le più grandi. L’impressione è che le realtà di minori dimensioni stiano uscendo dal mercato. Non a caso aumenta l’offerta di terreni in affitto». Ieri e oggi.

La recentissima liaison Unima-Confai prevede fra l’altro un’azione comune dentro Enama, Ente nazionale di meccanizzazione agricola, riferimento per la meccanizzazione agricola e lo sviluppo di tecnologie innovative. «Sede in cui il Cai potrà confrontarsi con istituzioni e associazioni agricole proponendo soluzioni razionali per il sistema produttivo agricolo» dicono i due presidenti.

Torna l’impegno comune anche in Unicaa, il “Caa” delle imprese agromeccaniche. Linea d’azione comune anche nella definizione del Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) dei dipendenti.

L’appuntamento con Cai è alle prossime fiere, eventi e manifestazioni dove sarà promossa la validità tecnica, economica e professionale della categoria. E un’agricoltura sempre più ecosostenibile, tecnologicamente avanzata nonché competitiva.

                                               Leonardo Bolis

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