Tutelare l’ambiente, ma anche le rese

FORUM FOR AGRICULTURE
forum_for_agriculture

Mancano i soldi, non le idee (e nemmeno le parole). “Intensificazione sostenibile“ è lo slogan coniato in occasione del Forum for future of the Agriculture, una sorta di Davos dell’agroalimentare, organizzato per il sesto anno consecutivo a Bruxelles da Syngenta ed Elo (European Landowners Organization). Un ossimoro, due termini contrastanti a cui ha cercato di dare un senso Janez Potoçnik, commissario Ue all’ambiente. «La Pac va ben al di là dell’agricoltura: contiene impegni che riguardano tutti i cittadini con benefici – sicurezza e qualità alimentare, tutela dell’ambiente e del paesaggio – e costi, ma che non possiamo lasciare perdere».

Due piccioni con mezza fava

Il drastico taglio del bilancio 2014-2020 raggiunto nel compromesso del Consiglio europeo dell’8 febbraio scorso (960 mld di €, si veda Frascarelli a pag. 14 di Terra e Vita 9/2013) rischia di togliere efficacia a uno strumento «che ha consentito di mantenere per 20 anni la pace tra agricoltura e ambiente». Per questo ora occorre individuare le dotazioni giuste per gestire al meglio le terre a disposizione. «Si tratta – ha detto Potoçnik – di essere più efficaci, avere più know-how per ottenere un uso più efficiente delle risorse». Non rinunciare al greening (la volontarietà creerebbe due Pac, vanificando per il commissario sloveno il quadro normativo Ue), ma nemmeno alla redditività, visto che comunque i contributi a ettaro caleranno.

Significa, in pratica, cercare di avere due piccioni con una fava, o addirittura mezzafava, dopo il brusco calo del budget.

«Non voteremo questa proposta di bilancio – ha ribattuto con forza Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo – o almeno la rispediremo al mittente con richieste di integrazione in alcuni precisi punti». Non si tratta però di un rigetto dell’impianto della riforma.

«Il testo in discussione a Strasburgo è il frutto di un difficile lavoro di compromesso, che ha migliorato sensibilmente la proposta della Commissione in termini di semplificazione burocratica, di maggiore attenzione all’ambiente (con una maggioranza a favore del greening al 30% nel primo pilastro – su questo tema il confronto tra rappresentanti della Commissione Ambiente e Comagri è stato acceso anche a Bruxelles–), alle imprese e al lavoro, e ha introdotto maggiori strumenti di gestione del mercato». De Castro, chiamato al Forum come principal speaker nella sessione dedicata ai rapporti di filiera, ha ribadito la necessità di accompagnare gli sforzi di regolamentazione con precise azioni di politica economica, «puntando a un superamento, o almeno ripensamento della politica dominata dai vincoli del rigore».

Secondo il presidente Comagri va tutelato sia il potere contrattuale, stimolando la via maestra dell’aggregazione, sia la redditività degli agricoltori.

«La sfide ambientali e della food security sono centrali, ma in un periodo come questo, di aumento della domanda e di volatilità dei prezzi, la Pac può e deve trovare la sua giustificazione anche nell’obiettivo del mantenimento del potenziale produttivo europeo».

Ricerca: Investimenti pubblici-privati

Con quali mezzi? L’americano Bob Zoellick, presidente uscente della Banca mondiale ha ricordato la frequente ricorrenza delle crisi dei prezzi alimentari che si susseguono a livello mondiale (tre solo negli ultimi cinque anni). «Una tendenza ormai evidentemente strutturale: oltre alle fluttuazioni degli stock, nei prossimi anni ci si dovrà aspettare un forte gap nella domanda di acqua, ma anche di mezzi tecnici come concimi». «Bisogna creare reti di sicurezza, per questo la banca mondiale ha investito negli ultimi 5 anni in un settore ad alto rischio come l’agricoltura dei paesi in via di sviluppo per incentivare la diffusione di tecnologia, principalmente meccanizzazione e reti idriche».

Investimenti che invece diventano sempre più rarefatti in Europa. «Sono un agricoltore anch’io – ha testimoniato John Atkin, al vertice di una multinazionale come Syngenta («l’Apple dell’agribusiness» secondo Zoellick) – e ho imparato quanto può diventare decisiva per un produttore la “dipendenza” dai sussidi. La politica agricola europea è molto attenta all’ambiente e alla sanità alimentare: su questi temi dettiamo l’agenda mondiale, ma facciamo abbastanza per incentivare l’innovazione e la ricerca?». A fronte di un settore privato molto attivo (ma con investimenti spesso vanificati dagli eccessi del “principio di precauzione”), il Coo di Syngenta ha invece rimarcato il forte rallentamento pubblico (in agricoltura la multinazionale con sede a Basilea investe ogni anno in ricerca e sviluppo più della metà di quanto investe tutta Europa). «Serve più impegno per progetti di ricerca a capitale misto pubblico-privato, su argomenti di interesse comune, così come era stato auspicato nel trattato di Lisbona».

«L’agricoltura europea è davanti ad un incrocio decisivo – ha concluso l’ex Commissario europeo Franz Fischler, oggi chairman di Ffa – come si può avere più sostenibilità senza penalizzare i redditi? L’esperienza del passato mostra che le poltiche “di stoccaggio” non sono praticabili. L’unico modo per contrastare la volatilità dei prezzi senza aumentare le terre coltivate è sostenere la produttività. Un’intensivizzazione da favorire con equilibrate politiche disaccoppiate».


Pubblica un commento