Terremoto: Così scatta la macchina degli aiuti

È stato di emergenza a Bologna, Modena, Ferrara e Mantova. Rinvio Imu in arrivo
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Grana e Parmigiano: crolli nei magazzini (Mn).

 

A poco più di tre anni dal terremoto dell’Aquila la terra torna a tremare. Il “mostro” ha scosso in particolare l’Emilia-Romagna nelle primissime ore del 20 maggio.

È stato deliberato lo stato di emergenza per le province di Bologna, Modena, Ferrara e Mantova per 60 giorni. Il presidente del Consiglio Mario Monti ha inoltre annunciato il proposito di rinviare il pagamento dell’Imu per abitazioni e stabilimenti industriali dichiarati inagibili.

Tra le più penalizzate dal sisma ci sono le imprese di una delle zone a più forte vocazione agricola del nostro Paese. Come ricorda Coldiretti, il fulcro di un sistema produttivo che alimenta la Food valley italiana dalla quale partono le più prestigiose produzioni agroalimentari nazionali, dal Parmigiano Reggiano all’aceto balsamico di Modena, dal prosciutto di Parma fino al Lambrusco. Nelle sole province di Ferrara, Modena e Mantova si realizza il 5% del valore della produzione agricola nazionale.

Ma aver vissuto il terremoto e aver subito dei danni più o meno gravi non dà automaticamente il diritto a ricevere gli aiuti in quanto questi ultimi dovranno essere distribuiti sulla base di precise procedure amministrative che sin d’ora occorre avere a mente e prefigurare.

Mentre la macchina dei soccorritori va avanti e quella amministrativa si mette in moto con la declaratoria ufficiale di stato d’emergenza per il territorio colpito dal terremoto occorre che gli interessati si attivino seguendo le indicazioni riportate in tabella.

Intanto il Mipaaf ha attivato un monitoraggio dei danni, in coordinamento con le regioni e le altre istituzioni interessate rilevando che nei comuni interessati con danni strutturali (circa 50 comuni), operano oltre 10.000 aziende agricole, di cui poco meno di 1.000 allevamenti, e alcune centinaia di strutture di trasformazione, lavorazione e magazzinaggio di prodotti agroalimentari. La superficie agricola interessata è di oltre 250.000 ha e il danno maggiore riguarda i magazzini di conservazione di Parmigiano Reggiano e Grana Padano oltre a perdite di prodotto in strutture di lavorazione e trasformazione (acetaie, cantine, caseifici) nonché in aziende a seguito di crolli di stalle e magazzini.
 

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Az. Veronesi, Massa Finalese (Mo): è crollato il tetto dell’allevamento di maiali.

 


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