Sostenibilità tra valore e marketing

RAPPORTO AGRI 2000
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Un’indagine che smonta uno stereotipo: qualità e rispetto ambientale non sono appannaggio solo delle piccole aziende, anche quelle più strutturate, organizzate e professionali credono in questi principi e li mettono in pratica. È il concetto chiave emerso dal 7° Rapporto su Innovazione e sostenibilità della produzione agricola realizzato da Agri 2000 in collaborazione con Agriventure.

«La nostra indagine – ha detto Camillo Gardini, presidente di Agri 2000 – si è svolta su tutto il territorio nazionale attraverso 500 interviste su un campione rappresentativo delle oltre 750mila imprese iscritte alle Cciaa, cioè le aziende maggiormente strutturate che realizzano il 95% della Plv nazionale. Aziende, quelle dei produttori agricoli professionali, pari al 50% del totale, ma che occupano il 90% della superficie agricola. Tre i settori analizzati: quello dei seminativi rappresenta il 45% del campione, frutta e vite (33,6%) e le produzioni orticole (21,4%)».

In fatto di rispetto ambientale gli agricoltori professionali stanno maturando una scelta non dettata da obblighi. Il 40% dichiara che l’agricoltura sostenibile è una scelta di rispetto verso le generazioni future e il 20% dice che è anche un’opportunità per valorizzare di più le produzioni.

«Tale consapevolezza – ha commentato Tiberio Rabboni, assessore all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna – indica i grossi passi avanti compiuti dal settore agricolo. Non si pensa più solo a far reddito, che pure è lo scopo principale dell’impresa, ma si cercano strade che rispettino l’ambiente. Agli agricoltori va dato atto, infatti, di essere anche un insostituibile presidio del territorio».

Interessante anche il capitolo fitofarmaci. L’86% degli agricoltori afferma di alternare i principi attivi in modo da evitare l’insorgere di ceppi di resistenza. Il 95% dichiara di lavare sempre i contenitori vuoti dei fitofarmaci.

«Da sottolineare – ha specificato Gardini – anche la crescente attenzione per evitare la dispersione di principi attivi. Il 57% adotta dispositivi antigoccia e il 44% ugelli antideriva. In tal modo si abbattono radicalmente gli sprechi e le contaminazioni ambientali».

Un parte significativa dell’indagine riguarda il ricorso ai fertilizzanti utilizzati dal 93,2% del campione di cui il 74,2% fa uso anche di sostanze organiche.

Allo stesso modo, il 72,2% redige un piano di concimazione e il 62% delle imprese si basa sulle analisi dei terreni effettuate periodicamente.

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