Sostenibilità anche nei fertilizzanti

CONCIMAZIONE
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Coniugare sostenibilità e competitività si può, anche nella fertilizzazione. Dieci anni di ricerche in campo e in laboratorio dimostrano infatti le prestazioni ambientali e l’efficienza agronomica dei fertilizzanti organo-minerali. I risultati sono stati divulgati da Scam, azienda leader di questa tipologia di concimi, nel corso di un affollato convegno tenuto a Bologna lo scorso 14 novembre.

«Un messaggio – spiega Mirko Bevini, presidente della società con sede a Modena – destinato ai migliori operatorio delle filiere agroalimentari di qualità, ma anche alle istituzioni, per difendere una categoria di prodotti frutto dell’ingegno del made in Italy».

Contrasti in Europa

Il settore dei fertilizzanti è infatti al centro di un cospicuo sforzo normativo da parte dell’Unione europea. L’iter di revisione del Reg. 2003/2003, che definisce e limita le categorie di fertilizzanti ammesse nel vecchio continente, dovrebbe concludersi nei primi mesi del 2015. Nelle discussioni in corso presso il Fertilisers working group della Commissione Ue si è ormai raggiunto l’accordo su concimi inorganici, organici e biostimolanti. Anche per i fertilizzanti organo-minerali si sta arrivando ad una definizione, nonostante le titubanze di alcuni Paesi membri sulla necessità di prevedere una sottocategoria con precisi limiti di sostanza organica e nutrienti.

«Gli organo-minerali – sostiene Anna Benedetti, direttrice del Cra-Centro di ricerca per lo Studio delle relazioni tra pianta e suolo – non sono infatti un banale mix. Sono ottenuti per reazione, per fissare i nutrienti minerali a matrici umificate di qualità. Solo così possono garantire adeguate prestazioni». La sostenibilità continua ad essere un obiettivo prioritario della nuova Pac, come ha ribadito il Presidente della Commissione agricoltura dell’EuroParlamento Paolo De Castro nella lettera inviata in occasione del convegno. E la valutazione dell’impatto economico, sociale e ambientale avrà un ruolo determinante anche sulla riforma della normativa fertilizzanti.

Azoto più disponibile

«Le prove – illustra Benedetti – ottenute per la prima volta su un formulato organo-minerale marcato isotopicamente ne confermano la migliore prestazione ambientale, con minore mobilizzazione dell’azoto nelle acque di lisciviazione rispetto al concime minerale e maggiore disponibilità dell’elemento per la coltura». «Oltre al minore rilascio di CO2 e nitrati – aggiunge Andrea Buondonno della Seconda Università degli Studi di Napoli –, un aspetto inspiegabilmente trascurato riguardo alla sostenibilità riguarda il miglioramento della capacità di ritenzione idrica del suolo». Tutti aspetti che giocano a vantaggio degli organo-minerali. «Anche il miglioramento delle tecniche di fertilizzazione – commenta Gian Carlo Muzzarelli, assessore alle attività produttive dell’Emilia-Romagna – può offrire un contributo decisivo per agganciare la ripresa, se è orientato verso l’innovazione». «L’agricoltura sostenibile – sottolinea Tiberio Rabboni, assessore all’Agricoltura – è da molti anni l’orizzonte di lavoro dell’Emilia-Romagna e per il prossimo futuro intendiamo puntare su interventi la cui efficacia anbientale possa essere misurabile». «Il fatto di essere – conclude Bevini – l’unica azienda del settore a poter esibire, fin dal 2007 , la dichiarazione Epd (dichiarazione ambientale di prodotto) testimonia la nostra sensibilità nei confronti di un’agricoltoria produttiva ma virtuosa. Ci auguriamo che questo impegno non venga vanificato e penalizzato in Europa».


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