Siccità, allarme per le colture estive

Senz'acqua raccolti compromessi, ma l'irrigazione non sempre ripaga i costi
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irrigazione a tutto spiano per cipolla, patate e pomodoro in Piemonte.

Idem in Lombardia dove soffre la sete anche il mais rischiando il blocco dell’emissione della spiga. Va peggio nel ferrarese dove, in assenza di irrigazione, i raccolti saranno compromessi. E in Veneto (bassa padovana, alto veneziano e Polesine) da settimane non piove e la richiesta d’acqua per l’irrigazione è superiore alla disponibilità segnala Coldiretti.

«La siccità è tanta e diffusa un po’ ovunque. Ma nemmeno l’irrigazione è risolutiva perché lievitano i costi e, specialmente le orticole, non si ripagano» commenta Bruna Saviotti amministratore delegato di Agrodinamica.

Più acqua può significare più malattie e quindi più trattamenti vedi il pomodoro da industria con l’aggravante che «quest’anno il prezzo contrattato è più basso dell’anno scorso». Ma non va meglio con i prezzi delle altre orticole.

Non finisce qui. Il caldo record può scottare e quindi deprezzare le bacche della solanacea. E pregiudica anche il volo degli insetti e quindi impollinazioni e fecondazioni sottolinea Saviotti: è il caso del girasole in Umbria e Marche. Il sorgo è più resistente alla siccità? «La verità è che sta emettendo il panicolo a 30 cm da terra!».

Poche colture fanno, al momento, eccezione: «Non soffre la medica. Nemmeno la barbabietola da zucchero che ovunque è in buono stato colturale, naturalmente è già stata irrigata, ma ha esigenza inferiori ad altre specie. Chiaro che per sopravvivere utilizzerà il saccarosio e c’è quindi la possibilità che si abbassi il contenuto zuccherino».

Siamo ormai a livelli di siccità del 2003 quando giugno registrò 24-25 °C medi di temperatura; quest’anno 23-24 °C.

Uno spettro diffuso perché lo scenario è hot and dry (secco e caldo) anche negli States e interessa fra l’altro il corn belt, la “cintura” del mais. Stessi problemi idrici per un altro grande granaio, il Mar Nero dove le stime produttive per Russia, Ucraina e Kazakistan sono già state aggiornate al ribasso: -20% di grano rispetto all’anno scorso.

Intanto, nella vecchia Europa, la Spagna ha già pagato uno scotto pesante alla siccità ininterrotta da aprile: -32% la produzione di frumento tenero; -56% quella di frumento duro secondo i numeri della cooperazione spagnola. Cali a due cifre anche per le stime relative a Polonia e Romania.

Quadro ribaltato in Italia almeno per i frumenti dove abbiamo appena incassato «una produzione di tenero, in particolare, buona per quantità e qualità (da 60 a 90 q/ha e pesi ettolitrici elevati). L’orzo, poi, ha raggiunti livelli mai visti da anni (70-80 q/ha e pesi ettolitrici elevati). Ma la campagna è ancora da concludere in parte del Piemonte e della Lombardia dove i grani di norma maturano una decina di giorni dopo quelli della provincia di Ferrara e Bologna».

Intanto le precipitazioni potrebbero danneggiare le raccolte e in particolare la qualità ancora da effettuare in Europa, dal nord della Francia sino ad Austria e Germania. Al momento le stime del Copa (Confederazione dei produttori agricoli europei) danno per il tenero un calo produttivo del 2,3% (125,65 milioni di t contro i 128,7 dell’anno scorso) nell’Ue a 27. A riprova di come il clima, in poco tempo, complica ogni possibile previsione.


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