Sana, un’edizione col vento in poppa

BIOLOGICO
Sana_ingresso

Con il Sana BolognaFiere inizia la nuova stagione delle manifestazioni. Ed è ancora tempo di celebrazioni. Dopo i 50 anni della Fiera del libro è la vota dei 25 anni del Sana, una manifestazione, come ha ricordato Duccio Campagnoli, presidente della fiera, «che ha accompagnato e sostenuto la crescita e lo sviluppo del comparto biologico».
Campagnoli ha espresso la sua soddisfazione per l’aumento del numero degli espositori (+20%) che quest’anno al Sana sono 550. Un altro dato importante è rappresentato dalle iscrizioni on line di operatori esteri (più di 1.500).
«Un dato significativo – aggiunge Paolo Carnemolla, presidente di Federbio – è la crescita del settore nonostante il difficile momento attuale. Nel primo quadrimentre, infatti, si è verificata una crescita dell’8,8% del bio a fronte di un calo di circa il 2% del consumo di prodotti agroalimentari convenzioali».
Questa edizione del Sana, attraverso l’iniziativa bolognese Exbo, apre un percorso di avvicinamento a Expo 2015.
«Si tratta di un progetto – ha detto Campagnoli – che prevede un notevole impegno culturale e scientifico. L’iniziativa ha preso il via con il convegno internazionale del 6 settembre “Il biologico verso l’Expo 2015” organizzato da BolognaFiere, in collaborazione del Federbio e con il patrocinio, appunto, dell’Expo milanese».
«Expo 2015 rappresenta una grande opportunità a livello internazionale – continua Campagnoli – e noi vogliamo proporre una nostra candidatura, coinvolgendo anche altre manifestazioni del comparto agroalimentare come l’Eima, per presentare al mondo le nostre esperienze».
Il Sana nasce a Bologna in una regione che vede nel biologico grandi possibilità di sviluppo. «In Emilia-Romagna – afferma l’assessore Tiberio Rabboni – si sono costituiti i grandi marchi del bio e sono state fatte avanzate esperienze di consumo collettivo (in particolare mense scolastiche). L’impegno “pubblico” a sostegno del bio è cresciuto nel tempo (+7% rispetto ai 7 anni precedenti) concedendo a queste coltivazioni il 34% dei contributi (mentre la superficie è meno del 10%)».
«Non dimentichiamoci – conclude Rabboni – che il biologico è la strda da percorrere per aumentare la sostenibilità delle produzione agricole. Permette infatti di ridurre il carbon footprint (fino al 20% in meno nel frumento e pomodoro biologico) e quindi di mimimizzare l’impatto anbientale».


Pubblica un commento