RoboGreen, la trincia radiocomandata

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L’ultimo gioiello di casa Energreen (marchio dell’azienda vicentina Laserjet) si chiama Robogreen, la nuova trincia radiocomandata da pendenze. Dallo stabilimento di Cagnano di Pojana Maggiore (Vi) ne escono circa 20 al mese: una sorta di record, se pensiamo che la macchina è nata solo un anno e mezzo fa come prototipo. Al momento è richiesto in particolare in Svezia e rappresenta un po’ la tendenza degli ultimi tempi in fatto di sfalcio: una trincia radiocomandata che può lavorare su pendii lungo strade e autostrade (“bypassando” tutto il discorso delle macchine di scorta e di intralcio del traffico), terrapieni, terreni difficilmente raggiungibili o zone paludose, in ogni caso zone difficilmente raggiungibili dal classico braccio per la manutenzione del verde. La trincia applicata a Robogreen è una sola con due tipi di rotore intercambiabili (uno per l’erba e uno per gli arbusti), ma l’attrezzatura applicabile al Robogreen è veramente vasta (rasaerba, piatto falciante, frese, barra falciante ecc…), tanto da poter catalogare questo cingolo radiocomandato un portattrezzi idraulico.

« Produttività superiore di 25 volte al lavoro manuale – spiega Daniele Fraron, direttore generale di Energreen – è questo il payoff che abbiamo scelto per Robogreen. Chiaramente bisogna un po’ prenderci la mano, perché non essendo a bordo della macchina si tende a fare delle stupidaggini che finiscono con il danneggiare o ribaltare la macchina. Per questo motivo facciamo assistenza e training di formazione presso clienti e rivenditori».

Il radiocomando comunica con il ricevitore fissato sul mezzo con sistemi controllati su campi regolamentati da normative Ce con frequenze da 863 a 870 MHz. I canali radio in modalità dinamica sono 256 e viene automaticamente selezionato, a intervalli di 2 secondi, il collegamento con meno interferenze per garantire il pieno controllo del mezzo in qualsiasi situazione.

Chiudiamo con un piccolo segreto del Robogreen, che gli consente di lavorare con un angolo massimo di 55 gradi (127% di pendenza). Ce lo svela proprio l’inventore. «Ho preso spunto dal pescante degli elicotteri – spiega Daniele – per determinare una sorta di lubrificazione forzata del motore Isuzu, cioè abbiamo costruito una coppa speciale, garantita da Isuzu, con un pescante che praticamente attinge sempre l’olio. In questo modo il motore lubrifica a 55° in tutte le direzioni, ossia può ribaltarsi in tutte le direzioni con un limite di 55° (quando una macchina normale non starebbe in piedi)».


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