Risultati della Rete nazionale frumento duro 2011-12

PROVE VARIETALI
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Per il frumento duro l’annata agraria appena conclusa è stata caratterizzata da un andamento finalmente positivo dopo alcuni anni di difficoltà, con superfici e produzioni nazionali in crescita di circa il 10% rispetto al 2011. La forte volatilità continua invece a caratterizzare la formazione finale del prezzo, attualmente inferiore a quello dello scorso anno di circa 50 €/t e continuamente esposto all’influenza di variabili soprattutto finanziarie del tutto imprevedibili e che esulano dalla reale consistenza della disponibilità delle produzioni nazionali e mondiali.

Anche i quantitativi di semente certificata dall’Ense sono di nuovo in crescita ed evidenziano un accentuato dinamismo del ricambio varietale (figura 1).

La Rete nazionale di confronto tra varietà di frumento duro, coordinata dal Cra-Qce di Roma, nel 2011-12 è giunta al 39° anno di attività. In questa stagione colturale sono stati realizzati 45 campi sperimentali dislocati in 16 regioni, aggregate in 6 areali: Sicilia (4 campi + 1 non raccolto), Sardegna (4 campi), Sud peninsulare (12 campi), versante adriatico dell’Italia centrale (4 campi, concentrati nella sola regione Marche), versante tirrenico dell’Italia centrale (10 campi) e Nord (9 campi + 1 parzialmente danneggiato). Le istituzioni pubbliche e private, e i responsabili delle prove, che hanno contribuito a realizzare la Rete sono riportate nella tabella del pdf scaricabile qui a lato.
Sono state messe a confronto complessivamente 45 varietà, di cui 20 presenti in tutti i campi e un numero variabile provate solo in uno o alcuni areali (tabella 1). Delle 13 varietà al primo anno di prova, Colombo, Core, Marco Aurelio, Massimo Meridio, Odisseo e Trapezio sono state inserite in tutte le località; Monastir e Spartaco nei tre areali del Sud-Isole, Miradoux e Serafo Nick nei tre areali del Centro-Nord, Catasta in Sicilia e nell’areale Sud peninsulare, Cesare al Nord e Centro Tirreno e Paprika solo nel Sud peninsulare.

Andamento meteorologico

La stagione colturale è risultata nel complesso favorevole al frumento duro: inizialmente siccitosa è proseguita con piogge ben distribuite nelle fasi fenologiche di maggiore criticità. L’inverno è risultato alquanto rigido ma mitigato da una copertura nevosa abbastanza consistente e prolungata in molte località. Spigatura e granigione sono avvenute generalmente nell’ambito di una primavera fresca e moderatamente piovosa mentre la parte finale del ciclo, nella seconda metà di giugno, è stata caratterizzata da un aumento delle temperature che ha favorito la maturazione e permesso l’anticipo delle raccolte.

Risultati

In figura 2 sono riportati i valori medi di produzione, peso ettolitrico, peso 1.000 cariossidi e tenore proteico ottenuti quest’anno nei 6 areali a confronto con le medie del quinquennio 2007-11.

Le rese sono state particolarmente elevate in quasi tutti gli ambienti con le medie più alte nel Centro versante adriatico (7,86 t/ha) e nel Nord (7,79 t/ha), caratterizzati da incrementi di resa, rispetto al poliennio di riferimento, pari a 24% e 42%, rispettivamente. Anche negli altri areali le produzioni sono risultate superiori a quelle di lungo periodo, con incrementi variabili dal 7% (Sud peninsulare, 4,36 t/ha) al 46% (Sicilia, 6,17 t/ha).

Il tenore proteico medio è risultato uguale o superiore al 13% nelle regioni dell’Italia peninsulare, anche in associazione a produzioni elevate; nelle due isole, viceversa, ai buoni livelli produttivi è corrisposto un tenore proteico intorno al 12%, inferiore di circa 1 punto rispetto a quello del poliennio 2007-11.

Il peso ettolitrico è risultato superiore alle medie di lungo periodo in tutti gli areali, con valori particolarmente elevati nel Centro-adriatico (84,3 kg/hl) e in Sicilia (84,0 kg/hl); medie superiori a 82 kg/hl sono state registrate anche nel Centro-tirreno, Sardegna e Sud peninsulare mentre al Nord, malgrado il forte aumento rispetto al poliennio, non è stata raggiunta la soglia di 80 kg/hl.
Il peso dei 1.000 semi è variato da 43,7 g del Centro-adriatico a 48,0 g della Sicilia con incrementi positivi rispetto al quinquennio in tutti gli areali, ad eccezione del Centro-adriatico (-4%).

Ciclo alla spigatura

Solo in Sicilia, la lunghezza del ciclo è risultata maggiore di quella del poliennio di riferimento (+5 giorni); negli altri areali la fioritura media è stata uguale (Sud peninsulare) o più o meno inferiore al poliennio, con un range tra -1 del Centro-adriatico e -7 giorni della Sardegna.

Le spigature più precoci sono state registrate in Sardegna (media 11 aprile), le più tardive al Nord (media 4 maggio) mentre il divario tra le varietà più precoci e le più tardive è oscillato da un minimo di 8 giorni (Sud peninsulare e Nord) a un massimo di 14 (Sardegna).

La varietà più precoce, tra le 20 comuni, è risultata anche quest’anno Svevo, seguita da Duilio, Iride e Saragolla, la più tardiva Colombo, al primo anno di prova. Tra le altre nuove varietà, Core e Spartaco sono risultate di ciclo tra precoce e medio-precoce; Marco Aurelio, Massimo Meridio, Monastir, Serafo Nick, Catasta e Paprika di ciclo medio; Odisseo, Cesare e Trapezio medio tardivo; Miradoux tardivo.

Produzione, caratteri merceologici e qualitativi

Risultati del Sud-Isole. I risultati delle 34 varietà provate in almeno uno dei tre areali sono riportati in tabella 2.

La produzione media della Sicilia è stata di 6,17 t/ha, ben 2 t/ha in più della media dei precedenti 5 anni. Le varietà più produttive sono risultate Alemanno e Marco Aurelio, con indice di resa di 105, superiore a 100 in tutti e 4 gli ambienti di prova; per rese elevate e con uguale stabilità vanno segnalate anche Iride (indice 104) e Sculptur (indice 103). Ottime produzioni, superiori alla media in 3 campi, sono state ottenute da Odisseo, Valerio e Saragolla, tutte con indice 105.
Il tenore proteico medio è risultato inferiore a quello del poliennio (12,0% contro 13,0%). Nell’areale siciliano, Aureo si conferma la cultivar con il più elevato contenuto proteico (13,5%) associato però a rese modeste. Nessuna delle altre varietà in prova ha raggiunto il 13% di proteina ma tra le varietà con tenore proteico superiore alla media, associato a buone rese, si confermano le prestazioni di Svevo (12,6%; 102), e della nuova varietà Monastir (12,2%; 103).

Il peso ettolitrico ha raggiunto valori elevati e nettamente superiori a quelli del poliennio; tutte le varietà in prova hanno avuto medie superiori a 82 kg/hl con i valori più elevati registrati per Claudio, Catasta e Neolatino.

Anche il peso delle 1.000 cariossidi è risultato elevato (48,0 g), superiore di circa 5 g rispetto alla media quinquennale. Valori superiori a 55 g sono stati ottenuti dalla varietà di nuova introduzione Massimo Meridio e da Alemanno e Simeto che si confermano varietà caratterizzate da seme particolarmente grande; Ramirez, con 40,2 g per 1.000 semi, è risultata anche quest’anno la cultivar con la granella più piccola in questo areale.

Anche in Sardegna la produzione media è stata particolarmente elevata, prossima alle 7 t/ha, superiore del 25% rispetto al poliennio. Cinque varietà hanno fatto registrare produzioni superiori alla media in tutti e 4 i campi con indici di resa compresi tra 107 e 109: Saragolla, Tirex, Iride, Mimmo, che confermano le buone prestazioni dello scorso anno, e la novità Marco Aurelio. La produzione media più elevata è stata ottenuta da Ramirez (7,69 t/ha, indice 110) che ha superato le medie campo in 3 delle 4 prove.

Anche in Sardegna, all’incremento delle rese è corrisposto un decremento del contenuto proteico medio (12,1% rispetto a 12,9% del poliennio), con ben 15 varietà caratterizzate da proteine inferiori al 12%. La cultivar con tenore proteico nettamente più elevato è risultata Aureo (13,8%), caratterizzata però dalle rese medie più basse nell’areale (indice 85). Da segnalare per produzione e proteina superiori alle medie Marco Aurelio (indice di resa 107; proteina 12,3%), Anco Marzio (103; 12,3%) e Svevo (101; 12,9%).

In linea con i buoni risultati della stagione, il peso ettolitrico medio, pari a 83,0 kg/hl, è stato nettamente superiore alla media poliennale di areale. Claudio, Anco Marzio, Dylan e Ramirez si sono distinte per i pesi ettolitrici più elevati in un ambito di rese superiori alla media.

Il peso medio delle 1.000 cariossidi (45,5 g) è risultato superiore a quello di lungo periodo (43,7 g) con due cultivar, Simeto e Massimo Meridio, caratterizzate da seme particolarmente grande (peso 1.000 semi di 54,0 g). Solo per Sculptur il peso 1.000 semi è risultato di poco inferiore a 40 g.

Nel Sud-peninsulare è stata registrata anche quest’anno la resa media più bassa dei 6 areali, sebbene superiore del 7% rispetto al quinquennio di riferimento (4,36 t/ha contro 4,07 t/ha). L’unica varietà con indici di resa superiori o uguali a 100 in tutte le 12 località di prova è stata Claudio, con indice medio 106; stesso indice ma media superata in 9 campi per Ramirez, Marco Aurelio e Iride seguite da Sculptur e Kanakis, con indice 105 e media superata in 9 e 8 località, rispettivamente. Rese leggermente inferiori ma più stabili nell’areale sono state realizzate da Dorato e Tirex, entrambe con indici di 103, superiori a 100 in 10 campi su 12.

Il tenore proteico medio (13,4%) è risultato superiore a quello poliennale (12,7%). Anche in questo areale Aureo è stata la varietà con il tenore proteico medio nettamente più elevato ma associato alle rese più basse. Per buon equilibrio tra livelli produttivi e contenuto proteico vanno segnalate Tirex (indice di resa 103; proteina 14,0%), Dorato (103; 13,5%), Anco Marzio (102; 13,7%) e Massimo Meridio (101; 13,9%).

Anche in questo areale, il peso ettolitrico medio è risultato sensibilmente più elevato di quello del poliennio di riferimento (82,8 kg/hl contro 80,3 kg/hl) e nessuna varietà è scesa sotto la soglia di 80 kg/hl. I valori più elevati sono stati registrati per Claudio (84,5 kg/hl) e Dorato (84,4 kg/hl), caratterizzate anche da buone rese e tenore proteico intorno alla media di areale.

Il peso delle 1.000 cariossidi è stato leggermente superiore alle medie quinquennali (45,1 g contro 44,7 g del poliennio). Simeto si conferma nell’areale la varietà con il peso 1.000 cariossidi maggiore mentre pesi 1.000 semi inferiori a 40 g sono stati registrati solo per Ramirez e per la novità Paprika.

Risultati del Centro-Nord. I risultati delle 31 varietà provate in almeno uno dei tre areali sono riportati in tabella 3.

Nel versante tirrenico dell’Italia centrale l’incremento produttivo è stato del 32% con rese medie di 6,43 t/ha rispetto a 4,86 t/ha del poliennio. Le varietà più produttive sono state Serafo Nick e Dylan, entrambe con indice di resa 107 e produzioni superiori o uguali alla media in 10 e 9 campi, rispettivamente; segue in graduatoria Liberdur con indice 106, superiore a 100 in 8 prove su 10. Tirex e Marco Aurelio, con indice di resa di 105 e medie superate in 8 e 10 campi, hanno associato anche un tenore proteico superiore alla media. Per indici di 104 sono da segnalare inoltre Achille, Odisseo e Claudio, quest’ultima caratterizzata da una buona stabilità produttiva nell’areale.

Nonostante il notevole incremento produttivo anche il contenuto proteico medio ha fatto registrare un lieve aumento rispetto al poliennio (13,8% contro 13,5%) e nessuna varietà ha mostrato un livello di proteina medio inferiore al 13%. Le cultivar caratterizzate dal valore più elevato sono state Svevo (15,3%) e Simeto (15,2%) contraddistinte però dalle più basse rese dell’areale. Oltre alle già citate Tirex e Marco Aurelio, proteine e produzioni leggermente superiori alle medie sono state evidenziate da Colombo (14,0%; indice 103) e Ramirez (13,9%; indice 101).

L’areale tirrenico è quello che ha fatto registrare il maggiore incremento di peso ettolitrico, passando da una media di 77,9 kg/hl del poliennio a 83,1 kg/hl. Valori di peso ettolitrico intorno a 85 kg/hl sono stati rilevati per Claudio, Achille e Tirex, tutte con buone rese, e per la meno produttiva Ismur. Solo Karur è stata caratterizzata da un valore medio inferiore a 80 kg/hl.

Anche il peso 1.000 cariossidi è risultato superiore ai valori di lungo periodo (46,5 g contro 43,3 g). Le varietà caratterizzate da seme più grande sono state Simeto, Massimo Meridio, Duilio e la più produttiva Serafo Nick, tutte con pesi superiori a 50 g per 1.000 cariossidi; Ramirez è risultata la cultivar con la granella più piccola in questo areale, con un peso 1.000 semi di 40,7 g.

Nel versante adriatico dell’Italia centrale, anche in quest’annata agraria, sono state raggiunte le rese più elevate (7,86 t/ha), superiori del 24% rispetto al poliennio 2007-11. Produzioni uguali o superiori alla media nei 4 campi dell’areale sono state registrate per Liberdur (indice medio di 117), Tirex (indice di 108), Normanno, Marco Aurelio e Claudio, tutte con indice di 106; stesso indice ma minore stabilità ha mostrato Dylan, con media superata in 3 dei 4 campi.

Il tenore proteico medio (13,6%) è risultato simile a quello di lungo periodo (13,7%) anche in presenza di un forte aumento produttivo. Simeto (15,2%) e Svevo (14,7%) si confermano anche in quest’areale le cultivar con la migliore espressione per questo carattere seguite in graduatoria da Karur, Biensur, Massimo Meridio (indice di resa 101) e da Marco Aurelio (indice di 106), tutte con valori di tenore proteico superiore a 14,2%. Contenuto in proteine uguale o di poco superiore alla media associato a buone rese è stato rilevato anche per Claudio e Dylan.

Un aumento di 4,5 punti rispetto al poliennio è stato registrato per il peso ettolitrico (84,3 kg/hl contro 79,8 kg/hl). Tutte le varietà, ad eccezione di Karur (77,8 kg/hl), hanno evidenziato pesi volumetrici maggiori di 80,9 kg/hl. Valori particolarmente elevati, superiori a 85,6 kg/hl, sono stati rilevati per Anco Marzio, Achille, Claudio, Tirex, Kanakis, Core, Ramirez, tutte caratterizzate da rese superiori alle medie di areale, e per Ismur.

Il centro adriatico è stato l’unico areale caratterizzato da un leggero decremento del peso unitario della granella (43,7 g contro 45,5 g per 1.000 cariossidi). Simeto ha evidenziato ancora una volta il peso nettamente superiore (56,3 g), seguito da Massimo Meridio (52,8 g), Duilio (48,9 g) e Claudio (48,4 g). Biensur, Ramirez, Sculptur e PR22D40, con pesi inferiori a 40 g, sono risultate le cultivar con il seme più piccolo in questo areale.

La produzione media dell’areale Nord è stata di 7,79 t/ha, con un incremento del 42% sui valori medi poliennali. Rese superiori a 8 t/ha sono state ottenute da 7 varietà, con indici da 107 a 103 e medie superate in 6-8 campi su 9 totali: Odisseo, Marco Aurelio e Serafo Nick, tutte al primo anno, Liberdur, Dylan Tirex e Anco Marzio.

Livelli di resa così elevati sono risultati associati ad una diminuzione del tenore proteico medio dell’areale (13,0% contro 13,8% del quinquennio precedente). Le uniche varietà con proteine superiori al 14% sono state Svevo (14,3%) e Simeto (14,1%), quest’ultima con rese particolarmente basse in questo ambiente. Seguono Massimo Meridio (13,6%) e Biensur (13,5%), entrambe con indici di 97, e Marco Aurelio, Tirex e Levante con tenore proteico di 13,4% e rese superiori alla media.

Il valore medio del peso ettolitrico, malgrado l’aumento di 4 punti rispetto al dato poliennale, è risultato di 79,6 kg/hl anche se 16 varietà hanno mostrato pesi medi superiori a 80 kg/hl, con i valori più elevati per Ismur, Achille e Claudio. Pesi ettolitrici inferiori alla soglia di 78 kg/hl sono stati rilevati per Miradoux, Trapezio, Yelodur, Sculptur e Karur.
Il peso medio delle 1.000 cariossidi, pari a 46,2 g, è risultato lievemente superiore a quello del poliennio (45,0 g). Tra le varietà a seme più grande, con peso 1.000 cariossidi superiore a 50 g, troviamo le cultivar al primo anno Massimo Meridio e Cesare, oltre a Simeto e Duilio; Biensur, Ramirez e Sculptur si confermano varietà con seme piccolo.

Le varietà migliori

Stagione colturale 2011-12. In tabella 4 vengono presentati i risultati sintetici delle 10 varietà più produttive, tra le 20 presenti in tutti i campi, indicando in blu le 2 cultivar al primo anno di prova, in verde più o meno intenso gli aspetti positivi e in rosso le eventuali carenze riscontrate nella stagione.

Poliennio 2009-2012. Per una valutazione complessiva del comportamento produttivo delle varietà vengono riportati gli indici di resa medi dal 2009 al 2012 delle cultivar in prova da almeno un biennio negli ultimi 4 anni nei tre areali del Sud-isole (tabella 5) e nei tre Centro-nord (tabella 6).

Nessuna varietà ha fatto registrare rese superiori alla media in tutti e 6 gli areali di prova negli anni considerati. Vanno comunque segnalate le performance di Claudio e Tirex che hanno evidenziato indici medi uguali o superiori a 100 in 5 areali su 6 nel poliennio 2009-12.

Le varietà caratterizzate da indici di resa medi superiori o uguali a 100 nei diversi polienni nei singoli areali del Sud-isole sono risultate (tabella 5):
Sicilia. Iride, Claudio, Tirex, Saragolla, Anco Marzio e Dylan nel quadriennio; Ramirez, Sculptur e Kanakis nel biennio.

Sardegna. Iride e Tirex nel quadriennio; Ramirez, Sculptur e Mimmo nel biennio.

Sud-peninsulare. Iride, Claudio, Tirex e Saragolla nel quadriennio; Ramirez, Sculptur, Kanakis e Mimmo nel biennio.

Indici di resa medi superiori o uguali a 100 in tutti e 3 gli areali del Sud-isole sono stati ottenuti nel quadriennio da 2 varietà di ciclo tra precoce e medio-precoce: Iride, con rese superiori o uguali alle medie in 72 campi su 88, e Tirex, in 67 campi su 88. Nel biennio indici sempre superiori a 100 sono stati rilevati per Ramirez e Sculptur, entrambe di ciclo medio, con rese superate, rispettivamente, in 34 e 31 prove su 41.

Le varietà caratterizzate da indici di resa medi superiori o uguali a 100 nei diversi polienni nei singoli areali del Centro-nord sono risultate (tabella 6):

Versante tirrenico dell’Italia centrale. Dylan, Tirex, Claudio, Normanno, Anco Marzio e Iride nell’ultimo quadriennio; Kanakis, Ramirez e Sculptur nel biennio.

Versante adriatico dell’Italia centrale. Dylan, Liberdur e Claudio nel quadriennio; Kanakis e Ramirez nel biennio.

Italia settentrionale. Dylan, Tirex, Claudio e Normanno nel quadriennio; Kanakis nel biennio.

Indici di resa medi sempre superiori o uguali a 100 in tutti e 3 gli areali del Centro-nord sono stati ottenuti da 2 varietà nel quadriennio: Dylan, di ciclo medio-tardivo, con rese superiori o uguali alle medie in 79 campi su 97, e Claudio, di ciclo medio, in 76 prove su 97. Kanakis, nell’ultimo biennio, ha fatto registrare indici di resa medi sempre superiori a 100 con produzioni uguali o superiori alla media in 38 campi su 47.

Andreina Belocchi, Mauro Fornara, Valerio Mazzon, Roberto Mortaro, Fabrizio Quaranta sono del Cra. – Unità di ricerca per la valorizzazione qualitativa dei cereali (Qce), Roma

Allegati

Risultati della Rete nazionale frumento duro 2011-12

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