Ricette anticrisi: Districarsi tra gabelle e creditori

Nonostante le difficoltà esistono strumenti semplici che è possibile attivare
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La crisi che sta vivendo la società italiana non risparmia certamente il mondo agricolo per sua natura più fragile strutturalmente, ma più forte caratterialmente e umanamente.

L’imprenditore agricolo è abituato ad affrontare difficoltà maggiori e diverse da quelli dei colleghi di altri settori non fosse altro perché ha a che fare con la natura che, seppure conosciuta e studiata, non fa sconti a nessuno quanto a imprevedibilità.

Ma la crisi economica di questo momento colpisce anche gli imprenditori agricoli che stanno vivendo una stagione di particolare instabilità con manifestazioni nuove rispetto al passato.

Proprio contro lo scoraggiamento (che può insorgere) e la convinzione di non farcela a superare il momento difficile proponiamo di seguito (e in due puntate) una sorta di manuale anticrisi: il primo passo per reagire è conoscere in anticipo le situazioni critiche che possono presentarsi e gli strumenti semplici che è possibile attivare.

Occorre poi stare in guardia da chiunque, approfittando della situazione critica dell’imprenditore e del suo stato di disorientamento, offra prestazioni miracolistiche con interventi risolutori presso le varie amministrazioni. Si tratta di “faccendieri” che spesso non offrono nessuna garanzia di professionalità e millantano conoscenze non vere e, per giunta, richiedono sostanziosi anticipi che aggravano solo la situazione difficile delle imprese agricole.

 

Equitalia, “solo” un esattore

Equitalia è un organismo esattore, funzione che esclude ogni sua responsabilità sulle ragioni di credito che altri enti vantano nei confronti dell’imprenditore agricolo.

La conferma nel settore agricolo di questa impostazione di principio viene dalla controversia sul pagamento delle multe sulle quote latte. Le riscossioni dei debiti consolidati a seguito della definizione dei vari gradi di giudizio dei procedimenti giudiziari furono affidate a Equitalia che, in caso di mancato pagamento, deve necessariamente attivare le procedure esecutive come la vendita dei beni mobiliari del debitore.

In questo caso, il soggetto creditore, Agea, si affidò ad Equitalia per la riscossione scatenando la reazione dei debitori che non avrebbero potuto pagare somme così ingenti e avrebbero visto mettere all’asta le loro aziende e i capi allevati. Una legge emanata d’urgenza dispose subito dopo che le procedure di incasso fossero svolte direttamente da Agea attraverso le formule amministrative dell’ingiunzione amministrativa e di quelle giudiziarie attraverso l’avvio di procedure giudiziarie ingiuntive: procedimenti più lunghi che arrivano solo molto tempo dopo all’esecuzione mediante esproprio dei beni immobili e loro messa all’asta.

Le cartelle di Equitalia anche se non sono direttamente appellabili in giudizio possono però, ora, essere oggetto di contrattazione per la definizione di piani di pagamento rateale anche per importi ridotti. In ogni caso, il ricorso contro un pagamento messo a ruolo da Equitalia può essere fatto all’organismo creditore con contemporanea richiesta di sospensione della cartella di pagamento.

Inoltre, da aprile è partito in via sperimentale lo Sportello Amico, un nuovo spazio cui il cittadino può rivolgersi per ricevere assistenza mirata alle proprie esigenze. L’iniziativa è rivolta in primo luogo a coloro che hanno maggiori difficoltà nella gestione delle pratiche più semplici, come gli anziani e gli immigrati che non conoscono bene la lingua italiana. Allo Sportello Amico troveranno assistenza per compilare la modulistica e per avere le informazioni nel modo più chiaro e più semplice possibile.

Lo Sportello Amico è anche il punto d’ascolto per risolvere eventuali disguidi su rimborsi, fermi o ipoteche e dove è possibile esaminare situazioni personali di particolare difficoltà. Le città che per prime ospitano il nuovo servizio sono: Milano (sportelli di Bicocca e San Gregorio), Torino, Genova (sportello D’Annunzio), Firenze Bologna Pescara Roma (sportelli Colombo, Aurelio, Togliatti e Ostia), Napoli (sportelli Vomero, Corso Meridionale e Kennedy), Cosenza, Foggia.

Accedere alla rateizzazione delle cartelle è oggi più facile grazie a una serie di interventi normativi e regolamentari.

Il Dl 201/2011 e cioè il decreto “Salva Italia” ha prorogato i termini per beneficiare della rateizzazione. In particolare, dimostrando un peggioramento della propria situazione economica, il contribuente può richiedere la proroga della rateizzazione già concessa, per un periodo ulteriore e fino a 72 mesi (sei anni), a patto che non sia intervenuta decadenza. Inoltre, con la proroga della rateizzazione, è possibile chiedere rate di importo variabile e crescente per ciascun anno. Si risponde così all’esigenza di agevolare il contribuente nella fase di difficoltà economica, con la previsione che in futuro la sua condizione migliorerà.

Con la direttiva n. 7 dell’1° marzo 2012, Equitalia ha portato da 5 a 20mila euro la soglia per ottenere la rateizzazione con una semplice richiesta motivata che attesti la situazione di temporanea difficoltà economica.

Inoltre, viene stabilito che l’indice “alfa”, il parametro prima utilizzato per ottenere il rateizzo, servirà ora solo per determinare il n. massimo di rate che possono essere concesse.

Il Dl n. 16/2012 contente norme di semplificazione prevede:

– Piano di ammortamento con partenza “leggera”: fin dalla prima richiesta di dilazione è possibile chiedere un piano a rate variabili e crescenti anziché costanti. Pertanto, le prime rate saranno più leggere e cresceranno nella prospettiva di un miglioramento della situazione economica del contribuente.

– Niente ipoteca in caso di pagamento a rate: Equitalia non iscrive ipoteca nei confronti di un contribuente che ha chiesto e ottenuto di pagare il debito a rate.

– In “gara” anche con la rateizzazione: il contribuente che ha ottenuto la rateizzazione non è più considerato inadempiente e può partecipare alle gare d’appalto.

– Più difficile decadere dalla rateizzazione: si decade solo se non sono state pagate due rate consecutive. Prima era prevista la decadenza con il mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate, anche non consecutive.

 

Controlli e sanzioni

L’imprenditore agricolo è sottoposto a controlli svolti da vari organismi (Agecontrol, Ispettorato per il controllo della qualità e repressione delle frodi, Corpo forestale dello Stato, Carabinieri Nac del Mipaaf, Carabinieri Nas, Carabinieri tutela ambientale, Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane, Asl competenti per territorio, Uffici del lavoro competenti per territorio, Organi di controllo regionale e comunali).

Le problematiche che ne possono derivare sono legate i all’eventuale illecito riscontrato e alle sanzioni connesse che possono essere di natura amministrativa e pecuniaria e/o penale.

Per affrontare queste situazioni a rischio occorre adottare adeguate misure di tutela di cui alcune riportate in tabella tenendo conto che la normativa sanzionatoria è uniformata indipendentemente dall’organismo di controllo che effettua il controllo e dalla materia oggetto del controllo

 

Quando manca la liquidità

particolarmente complesse sono le problematiche che si creano per urgenti necessità di per far fronte a crisi di liquidità o per acquisti materie prime e fattori della produzione o per effettuare investimenti a medio e/o lungo termine per il prosieguo dell’attività imprenditoriale e produttiva.

La mancanza fisica di disponibilità finanziarie inducono verso l’unica decisione possibile che è la dismissione dell’attività imprenditoriale. Le situazioni che possono verificarsi sono le più disparate ma tutte riconducibili all’impossibilità a far fronte a impegni e necessità finanziarie già assunte o che devono essere assunte con immediatezza per assicurare il prosieguo dell’attività stessa. A titolo esemplificativo si possono citare esigenze legate a:

– realizzazione dei Psr e al reperimento della quota personale di finanziamento,

– acquisto di terreni, attrezzature, scorte, impianti,

– anticipazioni per i prodotti della cooperazione e per i soci cooperatori,

– finanziamenti per lo stoccaggio, l’invecchiamento e la stagionatura di prodotti,

– riposizionamento di debiti preesistenti come mutui e pagamenti verso fornitori,

– recupero crediti da clienti,

-finanziamenti per la realizzazione di impianti fotovoltaici e altre energie alternative.

A prima vista si tratta di situazioni che possono essere risolte solo rivolgendosi a un istituto di credito che non sempre è in grado di valutare adeguatamente la problematica e suggerire la soluzione adeguata. Per valutare invece con serenità e anche con la necessaria freddezza la situazione che si presenta all’imprenditore agricolo è opportuno tener conto di alcuni elementi riportati sinteticamente nella tabella a fiancao.

Ma le possibilità di trovare una soluzione facilitata alle difficoltà di questa categoria si sono accresciute anche con l’intesa “Nuove misure per il credito alle Pmi” firmata il 28 febbraio 2012 tra l’Abi e le Associazioni di rappresentanza delle imprese fra le quali anche la Confagricoltura. Hanno siglato l’accordo anche Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti, e Vittorio Grilli, vice ministro dell’economia e delle finanze. L’obiettivo dell’accordo è quello di assicurare la disponibilità di adeguate risorse finanziarie per le imprese che, pur registrando tensioni, presentano comunque prospettive economiche positive. Di qui l’azione per creare le condizioni per il superamento delle attuali situazioni di criticità.

Gli interventi finanziari previsti per le imprese sono di tre tipi:

– operazioni di sospensione dei finanziamenti;

– operazioni di allungamento dei finanziamenti;

– operazioni per promuovere la ripresa e lo sviluppo delle attività.


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