Pomodoro da industria al Sud. Superfici in sensibile calo

OSSERVATORIO IN CAMPO
TV_14_09_pomodori

Meno pomodoro da industria al Sud. Il caso degli agricoltori foggiani può essere esemplificativo visto che nel 2014 pensano di trapiantare il 15-20% in meno di pomodoro da industria rispetto al 2013.

Per almeno due ragioni, sostiene Gianluca Triggiani, socio della cooperativa Giardinetto di Orsara di Puglia: la scarsa o persino nulla remuneratività della coltura a fronte di costi in costante aumento e la diminuita disponibilità di terreni in affitto.

«Io ridurrò la superficie da 24 a 20 ha perché l’investimento è troppo oneroso e la remunerazione davvero minima, con i prezzi attuali, a meno che non si raggiungano i 1.200 q/ha, un risultato non semplice da ottenere. Analogamente la cooperativa scenderà da 82 a 70 ha, perché due soci hanno deciso addirittura di chiudere col pomodoro da industria e perché la prossima ridefinizione dei titoli sancita dalla nuova Pac ha spinto parecchi proprietari a non fittare i propri terreni, nel timore di perdere i titoli sui terreni ceduti in affitto».

L’incognita affitti

Il parziale “blocco” degli affitti non è in fondo un male, aggiunge Triggiani, «perché altrimenti, a sentire in giro, i trapianti sarebbero aumentati del 50% rispetto al 2013, sia per i buoni esiti produttivi e commerciali conseguiti l’anno scorso sia perché le industrie, prive di scorte e spinte dalla crescente domanda estera di prodotto italiano, chiedono materia prima da trasformare. L’annata 2013 è stata ideale sotto il profilo climatico e produttivo, ma difficile da ripetere. Ma è andata bene a chi ha prodotto più di 1.000 q/ha, chi ne ha fatti 800 non ha portato a casa niente con 0,10 €/kg per il tondo e 0,11 €/kg per il lungo. Purtroppo, in mancanza di valide alternative colturali, molti agricoltori vanno ancora avanti senza farsi bene i conti in tasca. Quest’anno gli industriali hanno avanzato la possibilità di un aumentare il prezzo di un centesimo al chilo: un’inezia se le rese non sono sufficientemente alte».

Meno trapianti

La domanda di piantine da trapianto è effettivamente in calo, conferma Francesco Zannella, vivaista di Incoronata (Fg) che ogni anno ne produce circa 20 milioni.

«Finora (a fine febbraio, ndr), si può notare un calo di circa il 20%. Difficile spiegare con certezza i motivi, ma uno di questi è senz’altro la nuova Pac. Alcuni proprietari temono di perdere i titoli su terreni eventualmente affittati, altri invece li hanno ceduti in affitto come gli altri anni».

Una ragione assolutamente priva di fondamento, obietta però Marcello Martino, agronomo di Foggia.

«Nella ridefinizione dei titoli varranno non le superfici totali possedute nel 2014, ma i titoli già detenuti e dichiarati nella domanda di pagamento 2014. Tanto è vero che nelle aziende agricole che assisto, seguendo una rotazione terziata che prevede la maggese anche con il pomodoro da industria, quest’anno sono state affittate le stesse superfici storicamente destinate a tale coltura».

Intanto in attesa che al centro-Sud si possa definire il prezzo per la prossima campagna, da più parti si continua ad auspicare la creazione di un distretto del pomodoro da industria anche per l’area meridionale, analogamente a quanto si è fatto al Nord Italia.

Recente è stata la presa di posizione di Gianni Brusatassi di Asipo che ha ricordato la necessità di creare anche per le aree del Centro-Sud un distretto in modo la limitare il potere di alcuni commercianti e di ridistribuirlo ai produttori agricoli e lungo la filiera.

Allegati

Pomodoro da industria al Sud. Superfici in sensibile calo

Pubblica un commento