Pac e bilancio, il dado è tratto

2014-2020
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Il 2 dicembre 2013 il Consiglio dell’Unione europea ha definitivamente approvato il Quadro Finanziario Pluriennale, QFP, 2014-2020 (Reg. 1311/2013).

Il 17 dicembre 2013 il Consiglio Agricoltura ha approvato definitivamente la nuova Pac 2014-2020.

Il 20 dicembre 2013 sono stati pubblicati tutti i regolamenti nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea.

Da questa data ha preso avvio ufficialmente, dopo un dibattito di ben quattro anni, la Pac “Europa 2020”, la quinta riforma in 20 anni (tabb. 1 e 2).

I testi legislativi della Pac, per un totale di 385 pagine, sono costituiti da cinque regolamenti (tab. 3), che contengono le norme della Pac per i prossimi sette anni.

I regolamenti approvati definiscono aspetti tecnico-economici molto rilevanti per gli agricoltori: i nuovi pagamenti diretti, le misure di mercato, i nuovi programmi di sviluppo rurale, la gestione dei finanziamenti della Pac.

Codecisione, prima Volta

La Pac 2014-2020 è il frutto di un lungo processo decisionale, caratterizzato per la prima volta nella storia dell’Ue dalla procedura di codecisione tra Parlamento e Consiglio, con l’assistenza della Commissione europea.

Il primo passo è stato la comunicazione della Commissione europea del 18 novembre 2010, a cui seguirono le proposte legislative del 12 ottobre 2011 (tab. 2). Il percorso della riforma è continuato con il dibattito tra i rappresentanti dei portatori di interessi, gli Stati membri e le istituzioni comunitarie, per giungere alle votazioni in seno al Parlamento europeo (13-14 marzo 2013) e all’accordo in seno al Consiglio agricoltura (19 marzo 2013).

Dopo le decisioni delle due istituzioni comunitarie (Parlamento e Consiglio), è iniziata la lunga fase dei triloghi (Consiglio, Parlamento e Commissione), dall’11 aprile al 26 giugno 2013 (tab. 2).

Tutto ciò è avvenuto nel segno di una novità istituzionale di non poco conto, vale a dire la procedura di codecisione, con la quale il Parlamento europeo per la prima volta ha avuto voce in capitolo nella regolamentazione della Pac, rispetto al ruolo semplicemente consultivo del passato: i regolamenti sulla nuova Pac sono stati approvati congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio. A seguire saranno emanati dalla Commissione i regolamenti delegati e i regolamenti di esecuzione, previsti per marzo 2014.

L’ultima importante tappa del percorso legislativo della nuova Pac sarà rappresentata dalle decisioni dei governi nazionali su molti aspetti applicativi di una certa rilevanza che l’Unione europea affida alla discrezionalità degli Stati membri. Tali decisioni nazionali dovranno essere adottate entro il 1° agosto 2014. Solo dopo questa data gli agricoltori conosceranno le norme definitive della nuova Pac per il periodo 2014-2020.

L’architettura GIURIDICA

L’architettura giuridica della Pac rimane sostanzialmente confermata, con un edificio che si regge su due pilastri, due fondi e quattro regolamenti (fig. 1).

Il primo pilastro comprende il regime di pagamenti diretti agli agricoltori e gli interventi di mercato, che riguardano la stabilizzazione dei redditi degli agricoltori tramite la gestione dei mercati agricoli. Il secondo pilastro promuove la competitività delle imprese agricole e lo sviluppo rurale con misure programmate a livello territoriale.

Anche per il periodo 2014-2020 il finanziamento della Pac sarà assicurato da due fondi:

– il Feaga, Fondo europeo agricolo di garanzia;

– il Feasr, Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.

Cinque regolamenti

La riforma sulla Pac si articola su quattro importanti regolamenti:

1) pagamenti diretti (Reg. 1307/2013);

2) organizzazione comune di mercato unica (Reg. 1308/2013);

3) sviluppo rurale (Reg. 1305/2013);

4) regolamento orizzontale sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della Pac (Reg. 1306/2013).

A questi quattro regolamenti fondamentali, si aggiunge un quinto, il regolamento transitorio, che stabilisce le norme per agevolare la transizione tra il periodo di programmazione 2007-2013 e il “nuovo periodo di programmazione” 2014-2020 (tab. 3).

Partenza dilazionata per i pagamenti diretti

Anche se la nuova Pac è stata approvata e i regolamenti sono stati pubblicati, manca il tempo necessario per far partire la riforma nei termini stabiliti. Infatti, l’adozione delle scelte nazionali e le procedure di attuazione degli organismi pagatori richiedono tempi incompatibili con l’applicazione della nuova Pac dal 1° gennaio 2014.

Per questo motivo il 2014 sarà un anno di transizione, anziché il primo anno di applicazione della nuova Pac.

Più precisamente:

– alcune parti saranno rinviate al 2015 (i nuovi pagamenti diretti entreranno in vigore dal 1° gennaio 2015);

– altre parti della Pac entreranno in vigore regolarmente il 1° gennaio 2014 (Ocm unica);

– la nuova politica di sviluppo rurale si trova in una situazione intermedia.

Il vecchio sistema dei pagamenti diretti, compreso l’articolo 68, sarà mantenuto per l’anno di domanda Pac 2014. Pertanto il regolamento (CE) n. 73/2009 continuerà ad applicarsi nel 2014, con la possibilità per gli Stati membri di modificare l’articolo 68 entro il 1° febbraio 2014.

Le nuove norme sui pagamenti diretti entreranno in vigore dal 2015, compresi lo “spacchettamento” nelle sette tipologie di pagamento e il greening. Ciò implica alcune importanti conseguenze per gli agricoltori per quanto riguarda tali pagamenti:

– gli attuali titoli si utilizzeranno anche per la domanda della Pac 2014, benché soggetti alle riduzioni per i nuovi massimali di bilancio e per la convergenza esterna;

– le misure dell’articolo 68 saranno applicate anche nel 2014;

– la nuova Pac prenderà avvio dal 2015 e i nuovi titoli saranno assegnati in base alla Domanda Unica al 15 maggio 2015.

La transizione dei PSR

Per agevolare la transizione tra il periodo di programmazione 2007-2013 e il “nuovo periodo di programmazione” 2014-2020, l’Ue ha emanato un regolamento transitorio (Reg. 1310/2013).

Le Regioni hanno la possibilità di assumere nuovi impegni per il 2014, sia per le misure dell’Asse 1 (miglioramento della competitività) che dell’Asse 2 (miglioramento dell’ambiente), conformemente ai Psr 2007-2013, anche dopo l’esaurimento delle risorse finanziarie del periodo di programmazione 2007-2013, purché la domanda sia presentata prima dell’approvazione del PSR 2014-2020.

In altre parole, le Regioni possono assumere nuovi impegni con il vecchio Psr 2007-2013, che saranno pagati con le risorse finanziarie del Psr 2014-2020. In questo modo si evita qualsiasi interruzione nel sostegno alla politica di sviluppo rurale sia per gli investimenti che per l’agroambiente.

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