Orzo: Un’annata al limite della perfezione

PROVE VARIETALI
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Una stagione perfetta. Non occorrono giri di parole per definire come si è chiusa la campagna 2011/12 dell’orzo. Così come per tutti i cereali a paglia, i risultati sono stati ottimi dal punto di vista sia delle rese che della qualità. E anche il Nord, che la scorsa annata aveva pagato dazio per le piogge che avevano ostacolato semine e accestimento, è tornato alla ribalta e ha espresso tutto il suo vero potenziale, mettendo a segno una media produttiva di 7,8 t/ha, seguito dal Centro con 7,6 t/ha e dal Sud con 5,9 t/ha. Si tratta di valori medi assolutamente di rilievo, i più alti mai registrati dal 2000 a oggi.

Semina ed emergenza senza alcun problema

«Dal punto di vista climatico – spiega Luigi Cattivelli, direttore del Cra-Gpg di Fiorenzuola d’Arda (Pc), che coordina le prove nazionali di confronto varietale dell’orzo – la semina si è svolta “in asciutta” ed è stata seguita da piogge che hanno consentito una rapida nascita delle piantine. Successivamente, si è registrata una certa piovosità in gennaio-febbraio (al Nord è anche nevicato), seguita da una moderata carenza idrica a marzo, ma già in aprile è ripartita la piovosità, anche al Centro-Sud. E a suggellare questo andamento climatico favorevole sono arrivate le temperature miti di maggio, che hanno determinato una maturazione e un riempimento del seme ottimali. Da qui le produzioni elevate, accompagnate da pesi ettolitrici ai massimi livelli, quasi da record».

A proposito di pesi ettolitrici, quest’anno in particolare assumono un ruolo estremamente importante, con valori medi al Nord di 64 kg/hl, al Centro 69 kg/hl e al Sud 70 kg/hl. «Sono valori medi altissimi – conferma Cattivelli – se si pensa che il tradizionale valore che si prende come riferimento è di 66 kg/hl. In particolare al Sud, dove la pianta è cresciuta un pò di meno, ma ha riempito di più la granella, si è registrato un valore medio come peso ettolitrico superiore di oltre 3 punti al valore di riferimento. Da aggiungere, infine, che, come atteso, gli orzi distici hanno registrato valori più alti dei polistici». Tra l’altro anche il peso dei mille semi ha raggiunto valori medi elevati: 49 grammi al Nord e al Centro, 42 g al Sud. Dunque, davvero un’annata molto positiva anche sotto l’aspetto qualitativo.

E i commenti positivi vanno estesi anche alla sfera delle patologie, come per altro si era verificato già l’anno scorso. Anche quest’anno sono pochissimi i casi di malattie da segnalare, solo qualche presenza sporadica di oidio in alcune prove nell’areale Nord e su alcune varietà particolarmente suscettibili. Presenze minime sono state segnalate anche per la maculatura bruna, ma in ogni caso queste patologie non sono mai state di intensità tale da intaccare le rese produttive.

Al Nord molto bene Alimini e Calanque

Per quanto riguarda i tre classici areali  in cui si sono svolte le prove, partendo dal Nord sono state 11 quest’anno le località di prova (contro le sette dello scorso anno) e le rese hanno registrato valori compresi tra punte massime di 8,7 t/ha (registrate a Malalbergo, in provincia di Bologna, e a Fiorenzuola d’Arda, in provincia di Piacenza) e minime di 6,4 t/ha (in provincia di Cuneo). I valori più alti (8,2 t/ha) sono stati registrati dalle varietà Alimini (orzo polistico) e Calanque (orzo distico), entrambe con un indice di produzione pari a 105 (resa superiore alla media del 5%).

Al centro punte massime di 9,3 t/ha

Nel Centro Italia le prove si sono svolte in 6 località, con rese comprese tra valori massimi di 9,3 t/ha in Umbria (a Papiano, Perugia) e minimi di 5,5 t/ha (a Roma). Come varietà spiccano Aquirone (distico), con il 6% in più di resa sulla media, assieme a Cometa (distico), Shangrila (polistico) e Atomo (distico), con indice di produzione pari a 105.

Al Sud la maggiore differenziazione varietale

Il Sud è l’areale dove si è evidenziata la maggiore differenziazione tra varietà e località, da valori massimi di 7,2 t/ha a San Marco Argentano (provincia di Cosenza) e Santo Stefano Quisquina (Agrigento), e 7,1 t/ha a Libertinia (Catania), a punte minime di 5,9 t/ha in provincia di Agrigento, e 4,5 t/ha a Ussara, in provincia di Cagliari. Come varietà, da segnalare l’exploit di Explora, con un indice di produzione pari a 110, e Martino (+9% sulla media), entrambi polistici.

In linea generale, molte delle varietà che abbiamo citato tra le più produttive nei singoli areali sono di recente costituzione: questo significa che continua il lavoro di miglioramento genetico e che i progressi si vedono. E fortunatamente il numero di località nella sperimentazione 2011/12 è rimasto sullo stesso livello dell’anno precedente.

Orzo da malto

Chiudiamo come al solito con l’orzo da malto. Sono state organizzate due tipologie di prove: una con semina primaverile al Centro-Nord e una con semina autunnale al Centro-Sud e isole. Al Centro-Sud e nelle isole sono state effettuate prove su 9 località, con rese comprese tra 8,9 t/ha a Tolentino (nelle Marche) e 3,4 t/ha a Matera. Tra le varietà nuove più produttive sicuramente da segnalare Grace (6,4 t/ha), anche se il primato va a Concerto con 6,5 t/ha. Bene anche Kangoo con 6,3 t/ha. Per completezza di informazione, occorre ricordare che Quench, prima nella classifica 2011, quest’anno non ha potuto partecipare a causa di un inconveniente tecnico. Invece, Scarlett, varietà di riferimento per i birrifici, ha registrato una resa media di 5,9 t/ha, quindi inferiore alle migliori varietà citate prima. Il peso ettolitrico medio è stato di 61 kg/hl.

Al Centro-Nord la media produttiva è stata di 5,7 t/ha, verificata su 5 località, con rese comprese tra 7,4 t/ha a Sant’Angelo Lodigiano (Lo) e 4 t/ha a Roma. Come varietà sono emerse Tipple (6,3 t/ha) e Concerto (6,2 t/ha). Il peso ettolitrico si è assestato a quota 71 kg/hl come media.

«Diciamo che il malto al Nord non è andato benissimo – conclude Cattivelli – perchè le semine primaverili sono state forzatamente tardive e le piantine non si sono affrancate bene. In linea generale, comunque, ricordiamo che la grande maggioranza dell’orzo da malto viene coltivato al Centro-Sud con semina autunnale».


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