Orzo: Piogge interminabili rese in forte calo

Sono state le continue piogge da ottobre fino alla primavera scorsa a raffreddare gli animi ancora entusiasti per una stagione, quella 2011/12, caratterizzata da produzioni decisamente sopra la media.

E così la campagna 2012/13 dell’orzo è stata all’insegna delle rese davvero scarse. La maglia nera va al Nord Italia, che con sole 5,4 t/ha di produzione media segna un -30,8% sullo scorso anno, seguito dal Centro Italia con un -30,3% (5,3 t/ha la resa media). Va un po’ meno peggio, se così si può dire, il Sud, dove la produzione media è stata di 4,6 t/ha, per un -22% sulla stagione passata.

SEMINE DIFFICILI, SE NON IMPOSSIBILI

«È un’annata generalmente negativa e in alcune aree fortemente negativa – esordisce Luigi Cattivelli, direttore del Cra-Gpg di Fiorenzuola d’Arda (Pc), che coordina le prova nazionali di confronto varietale dell’orzo -. Il problema di quest’anno è stato l’andamento climatico, da pessimo in Italia Settentrionale e Centrale ad appena sufficiente al Sud. Le semine sono risultate difficili per la quantità enorme di piogge caduta, tanto che in alcune zone non si è nemmeno seminato. In particolare, in Toscana e Lazio le semine autunnali sono state limitatissime e anche i campi della rete prove sono stati ostacolati da allagamenti e ristagni idrici. Insomma, l’autunno eccezionalmente piovoso ha reso le semine difficili e le continue piogge primaverili hanno condizionato pesantemente gli interventi di concimazione in copertura e di diserbo».

Tutto questo ha avuto ovvi riflessi sulla presenza di malattie. «Sono state riscontrate diverse malattie – conferma Cattivelli – soprattutto mal del piede e virosi, in particolare nanismo giallo. Quest’ultima patologia si è manifestata soprattutto nel caso di semine precoci e in presenza di varietà suscettibili. Va ricordato in proposito che oggi molte varietà sono dotate di resistenza verso le virosi, tuttavia cultivar suscettibili sono ancora presenti sul mercato. Ad esempio, la produzione al di sotto della media della nuova varietà Ortilus al Nord è da attribuire principalmente ai danni da virus nelle località dove il virus del nanismo giallo è più diffuso, con perdite produttive che generalmente superano il 20%. Inoltre, va segnalato che il maltempo ha condizionato negativamente le capacità di accestimento delle piante.

In altre parole, la produzione complessiva di orzo (e di grano) al Centro-Nord è risultata bassa perché le piante hanno accestito poco. Proprio nel momento in cui dovevano accestire, infatti, hanno sofferto di asfissia radicale per il ristagno idrico e quindi non si sono sviluppate. Solo al Sud la situazione è stata tendenzialmente migliore, grazie alla piovosità non eccessiva».

MICOTOSSINE, EARLY WARNING

L’altezza delle piante quest’anno è risultata significativamente inferiore rispetto all’annata precedente a causa del opessimo andamento climatico, raggiungendo al Nord solo 76 cm (contro i 94 cm dello scorso anno), 84 cm al Centro (-12 cm sul 2011/12) e 79 cm al Sud (-9 cm sullo scorso anno). Peso ettolitrico e peso dei 1.000 semi, invece, sono risultati complessivamente nella media.

Infine, abbiamo parlato di malattie abbondanti, con riflessi negativi sulle rese, ma soprattutto con la prospettiva di un quadro inquietante relativamente al rischio micotossine. «Effettivamente forse il peggio potrebbe ancora essere in agguato – aggiunge Cattivelli – poichè la vera eredità di questa annata pensiamo possano essere le micotossine. Un problema generale che interessa non solo l’orzo da zootecnia, ma anche i frumenti e l’orzo da birra. I dati sono ancora in corso di elaborazione, ma la sensazione è che le micotossine potranno essere un problema».

DAL NORD AL SUD

Analizzando nel dettaglio i dati, nelle 10 località oggetto delle prove al Nord la produzione media complessiva è stata di 5,4 t/ha, contro le 7,8 dello scorso anno, anche se la produzione è risultata molto diversificata da una località all’altra: alcune, come S. Angelo Lodigiano (Lo) e Basiliano (Ud), hanno sofferto inevitabili ristagni idrici, con produzioni rispettivamente di 3,6 e 3,9 t/ha. Tuttavia, nonostante il pessimo andamento generale, le varietà non sono si sono comportate tutte allo stesso modo, mostrando indici produttivi medi variabili da 90 a 109. Un buon range che denota come la corretta scelta varietale sia fondamentale anche in condizioni generalmente negative. La varietà Azzurro, al primo anno di prova, è risultata la più produttiva.

Passando al Centro Italia, la resa media è scesa a 5,3 t/ha dai 7,6 del 2012. Anche in questo caso si sono registrate località più penalizzate di altre, in particolare delle due prove in provincia di Roma una è stata soppressa a seguito di allagamento per esondazione del Tevere, mentre l’altra ha registrato una produzione media di sole 3,2 t/ha. I risultati hanno comunque evidenziato una forte differenziazione varietale con indici produttivi da 84 a 116. Menzione particolare per Azzurro, Pandora e Callas ai primi tre posti della graduatoria, tutte al primo anno di prova.

Chiudiamo con il Sud e le Isole, dove si è ottenuta una produzione media di 4,6 t/ha, con un campo a Foggia che ha registrato una resa di sole 2,8 t/ha perché grandinato in fase di completa maturazione. Anche in questo caso si differenziano bene le varietà, con alcune di nuova costituzione, Ortilus, Pandora e Azzurro, ai primi posti.

ORZO DA MALTO

Per quanto riguarda l’orzo da malto, è stato seguito lo schema tradizionale con semine invernali al Centro Sud e Isole e primaverili al Centro Nord. Nel primo caso nelle 8 località di prova la produzione media complessiva è stata di 4,5 t/ha, con differenze tra le varietà e segnalazioni in particolare per Odyssey. Al Centro-Nord, invece, nelle 6 località di prova la media produttiva è stata “scandalosa”, di sole 3,2 t/ha, a dimostrazione della difficoltà o impossibilità di effettuare le semine primaverili in modo corretto.

«Abbiamo seminato a febbraio – conclude Cattivelli – ma poco dopo si è verificata una forte nevicata che ha ritardato la nascita delle piantine di un mese, poi i problemi di ristagno idrico hanno fatto il resto, con l’orzo che soffre di anossia più di altri cereali». Anche in questo areale, comunque, Odissey è risultata la varietà migliore.

Tab. 1 – Elenco delle varietà da zootecnia in prova ed enti che hanno fornito il seme

Tab. 2 – Varietà da zootecnia al Nord: resa in granella (t/ha 13% umidità) e caratteri morfologici

Tab. 3 – Varietà da zootecnia al Centro: resa in granella (t/ha 13% umidità) e caratteri morfologici

Tab. 4 – Varietà da zootecnia al Sud e Isole: resa in granella (t/ha 13% umidità) e caratteri morfologici

Tab. 5 – Le varietà consigliate
Tab. 6 – Elenco delle varietà da malto in prova ed enti che hanno fornito il seme

Tab. 7 – Varietà da malto in semina autunnale al Centro-Sud e Isole: resa in granella (t/ha 13% umidità) e caratteri morfofisiologici

Tab. 8 – Varietà da malto in semina primaverile al Centro-Nord: resa in granella (t/ha 13% umidità) e caratteri morfofisiologici

Scheda 1 – Scheda agronomica dei campi (confronto varietà da zootecnia)

Scheda 2 – Centro-Sud e Isole: scheda agronomica dei campi (confronto varietà da malto in semina autunnale)

Scheda 3 – Centro-Nord: scheda agronomica dei campi (confronto varietà da malto in semina
primaverile)

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