Ocm vino, aiuti per la competitività

Gli interventi dovranno essere realizzati entro il 15 ottobre per evitare il disimpegno
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La misura investimenti, inserita nel programma di sostegno 2011 previsto dall’ocm vino, partirà con oltre cinque mesi di ritardo e dovrà essere realizzata in corsa con il tempo per evitare il previsto disimpegno dei fondi alla fine dell’anno finanziario di pertinenza e cioè il 15 ottobre del 2011.
In pochi mesi dovranno essere quindi programmati, proposti e realizzati gli interventi previsti da questa misura con il vantaggio però di poter rendicontare successivamente la spesa a condizione, però, di sobbarcarsi all’onere di presentare una cauzione del 120% dell’aiuto e incassare il relativo importo anche prima di iniziare gli investimenti. Il tutto per consentire all’organismo pagatore italiano di impegnare entro il termine previsto gli stanziamenti Ue.
La misura peraltro, era stata inserita nel programmo di sostegno per il 2011 sin dal momento della ripartizione del relativo stanziamento, tra le varie regioni in base al criterio della superficie vitata regionale e a quello utilizzato per la ripartizione dei fondi relativi alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti. Inoltre, all’epoca della formulazione del piano 2009-2013, era stato anche previsto che la misura investimenti venisse attivata solo per l’ultimo triennio 2011-2013 e non per tutte le annualità del programmastesso per cui il suo avvio era atteso a livello regionale. La misura inoltre è stata vincolata sin dall’inizio dai criteri di demarcazione imposti dalla Commissione rispetto agli analoghi interventi previsti nei Psr 2007/2013.
Il plafond complessivo destinato alla misura per l’anno 2011 è di 15 milioni di euro ma non è da escludere che venga incrementato con le economie che si potrebbero realizzare nella realizzazione delle altre misure come la vendemmia verde, le varie distillazioni e l’arricchimento dei mosti alle quali sono complessivamente destinati 130 milioni di euro, pari a poco più dell’intero plafond disponibile che è di circa 300 milioni di euro.
 

 

LE FINALITÀ DELLA MISURA
I 15 milioni di euro costituiscono il contributo comunitario alle spese sostenute dai beneficiari nella percentuale del 40% di tali spese che si eleva fino al 50% per gli operatori ubicati nelle regioni convergenza. La percentuale di contributo potrà essere ridotta anche fino al 20% della spesa per particolari categorie di soggetti richiedenti che possono essere classificati tra le medie aziende in forza del fatturato e del numero di addetti.
Le finalità della misura investimenti è quella di finanziare investimenti materiali e immateriali in impianti di trattamento, in infrastrutture vinicole e nella commercializzazione del vino diretti a migliorare il rendimento dell’impresa. La misura riguarda la produzione e la commercializzazione del vino, e lo sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie per la produzione vinicola. Obiettivo della misura è l’adeguamento della struttura aziendale alla domanda di mercato e il conseguimento di una maggiore competitività.
Per quanto riguarda la tipologia degli interventi si dovrà puntare a migliorare soprattutto la commercializzazione attraverso l’apertura di punti di vendita, show room e lo sviluppo del commercio telematico.
In ogni caso la tipologia degli interventi sarà diversificata nelle varie regioni in relazione alle diverse esigenze di sviluppo del settore vitivinicolo. Ma al momento, le Regioni ad eccezione della Lombardia che ha già aperto lo sportello per le domande, non hanno adottato i propri criteri per cui non rimarrà che fare riferimento a quelli più generali dal decreto.
 

 

RIPARTIZIONE REGIONALE
I tempi di programmazione e realizzazione della misura sono comunque molto ristretti per cui si rischia che i fondi per il 2011 vengano parzialmente richiesti anche se è stato previsto che la domanda del 2011 possa comprendere un insieme di interventi che vanno a coprire due annualità e impegnano i fondi corrispondenti al 2011 e al 2012.
Nella ripartizione regionale dei complessivi 15 milioni di euro, la quota maggiore pari a 3.256 milioni di euro è andata alla Sicilia seguita dalla Puglia con 1.800 milioni di euro. Alle regioni di lunga tradizione vitivinicola come Toscana, Emilia, Veneto e Piemonte sono stati assegnati importi fra 1.400 e 1.100 euro e quindi assegnazioni decrescenti alle altre regioni.


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