Nuova Pac, le scelte nazionali

2014-2020
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Il processo decisionale della Pac 2014-2020 prosegue a ritmi serrati.

Il 17 dicembre 2013 sono stati approvati i regolamenti di base. Sono in fase di predisposizione i regolamenti delegati e i regolamenti di esecuzione della Commissione, la cui approvazione è prevista per marzo 2014. Entro il 1° agosto 2014, l’Italia deve adottare le numerose scelte di attuazione della Pac a livello nazionale (tab. 1).

Le scelte nazionali sulla Pac 2014-2020 saranno fondamentali per definire il valore dei titoli di ogni agricoltore. Infatti il Reg. 1307/2013 attribuisce agli Stati membri una notevole flessibilità nell’implementazione della nuova Pac.

Le scelte nazionali coinvolgono un elevatissimo numero di argomenti (tab. 2) che sono fondamentali per il futuro del sostegno di ogni agricoltore.

Solo dopo le scelte nazionali, saremo in grado di rispondere alla domanda oggi posta dalla maggior parte degli agricoltori: quale sarà il valore dei titoli nella nuova Pac?

Gli argomenti che influiscono sul loro valore sono tre:

– le tipologie di pagamenti diretti;

– la regionalizzazione;

– la convergenza.

Le scelte relative a questi tre punti dovranno essere adottate dalla Conferenza Stato-Regioni entro il 1° agosto 2014, ma è presumibile che la decisione avverrà in anticipo. Le Regioni e il Ministero hanno già trovato un compromesso su molti argomenti.

Sette tipi di pagamenti

La nuova Pac 2014-2020 prevede un’articolazione dei pagamenti diretti in sette tipologie, obbligatorie o facoltative per gli Stati membri, da attivare entro percentuali del massimale nazionale (tab. 3).

Il dibattito in Italia sulle componenti da attivare e sulle percentuali è ancora aperto, tuttavia si vanno delineando alcune ipotesi (tab. 3):

– il pagamento di base dovrebbe essere fissato tra il 43 e il 48% del massimale nazionale;

– il pagamento ecologico (greening) è fisso al 30%;

– il pagamento per i giovani agricoltori dovrebbe essere fissato nella percentuale massima del 2%;

– il pagamento per le zone con vincoli naturali non dovrebbe essere attivato per evitare sovrapposizioni con il secondo pilastro (Psr);

– il pagamento ridistributivo è la tipologia più incerta: potrebbe essere applicato al 5%, anche perché esso è sostitutivo dell’applicazione della degressività;

– il pagamento accoppiato potrebbe essere applicato nella percentuale massima del 15% (13% + 2% per le piante proteiche), al fine di incoraggiare la produzione nei settori in difficoltà;

– il pagamento per i piccoli agricoltori sarà attivato per ragioni di semplificazione (esclusione dall’applicazione del greening e dai controlli della condizionalità).

La tipologia più importante è il pagamento di base, perché solo gli agricoltori che hanno diritto al pagamento di base possono accedere alle altre tipologie di pagamento (ad eccezione del pagamento accoppiato che è svincolato dagli altri pagamenti).

Il pagamento di base è imperniato su titoli all’aiuto disaccoppiati. Dal 1° gennaio 2015, gli attuali titoli storici lasceranno il posto ai nuovi titoli.

Il pagamento di base è soggetto alla regionalizzazione e alla convergenza. In altre parole, i pagamenti diretti devono evolvere verso un valore uniforme dei titoli a livello nazionale o regionale (regionalizzazione), abbandonando gradualmente i riferimenti storici (convergenza).

Regionalizzazione

I nuovi titoli saranno soggetti alla regionalizzazione, che consiste in un valore uniforme per ettaro per tutti gli agricoltori, pari alla media dei pagamenti diretti a livello nazionale o regionale.

La regione può essere individuata in base alle caratteristiche agronomiche e socioeconomiche (es. pianura, collina e montagna), al potenziale agricolo regionale e alla struttura istituzionale o amministrativa (es. le Regioni o le Province).

Le Regioni e il Ministero hanno abbozzato un compromesso che prevede una regione unica nazionale, allo scopo di evitare il frazionamento del massimale nazionale in massimali regionali, che comporterebbe forti complicazioni applicative.

Convergenza

La regionalizzazione provoca un effetto penalizzante per gli agricoltori che attuamente hanno titoli di valore elevato, soprattutto se si applica la regionalizzazione con regione unica nazionale.

Per questa ragione la nuova Pac prevede il meccanismo della convergenza. Essa consiste in un passaggio graduale tra il vecchio e il nuovo sistema, evitando di penalizzare eccessivamente gli agricoltori con titoli di valori elevato.

Ogni Stato membro può applicare la convergenza secondo tre diverse modalità (tab. 4):

1) convergenza totale al 2015;

2) convergenza totale al 2019;

3) convergenza parziale al 2019 o modello “irlandese”.

Il meccanismo della convergenza è molto importante per gli agricoltori che possiedono titoli storici di valore elevato (allevatori, tabacchicoltori, olivicoltori, risicoltori, ecc.). Per evitare di penalizzare eccessivamente tali agricoltori, in Italia, l’opzione dominante in Italia è quella di applicare il modello “irlandese”.

La scelta definitiva spetta agli Stati membri che dovranno decidere entro il 1° agosto 2014, per poi applicarla dal 1° gennaio 2015. In Italia, la maggior parte delle Organizzazioni professionali e dei decisori politici (Ministero, Regioni) sono orientati a questa opzione.

Il modello “irlandese”

Il modello di convergenza parziale o modello “irlandese” prevede un graduale passaggio dagli attuali livelli dei titoli verso livelli più omogenei, senza raggiungere un valore uniforme dei titoli nel 2019.

Questo modello riduce anche l’impatto della regionalizzazione con regione unica nazionale. Infatti il modello irlandese prevede che:

– i titoli di ogni agricoltore non potranno diminuire di oltre il 30% rispetto al suo valore unitario iniziale;

– il pagamento greening sarà individuale ovvero sarà calcolato per ogni agricoltore come percentuale del pagamento di base; di conseguenza gli agricoltori che avranno un titolo più elevato avranno anche un pagamento greening più elevato;

– all’anno di domanda 2019 nessun titolo avrà un valore unitario più basso del 60% del valore medio nazionale/regionale al 2019 (per l’Italia significa circa 200 euro/ha, includendo il pagamento di base e il greening);

– gli agricoltori che ricevono meno del 90% della media regionale/nazionale otterranno un aumento graduale, pari a un terzo della differenza tra il loro valore unitario iniziale e il 90% del valore medio nazionale/regionale nel 2019.

Le scelte dell’Italia

Gli Stati membri devono adottare importantissime scelte entro il 1° agosto 2014.

Il dibattito in Italia è già avviato e si auspica che il Ministero e le Regioni, in Conferenza Stato-Regioni, trovino un accordo in anticipo rispetto alla data del 1° agosto 2014. Gli agricoltori hanno la necessità di avere certezze sull’applicazione di questa nuova Pac.

Alcune scelte sono già ben delineate: regione unica e “modello irlandese”.

L’obiettivo finale della nuova Pac è di raggiungere un pagamento uniforme per ettaro, ma questo obiettivo non sarà realizzato entro il 2019, per evitare di penalizzare eccessivamente i beneficiari storici dei pagamenti diretti.

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