Nordest, nasce l’iper consorzio

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Consorzio agrario lombardo veneto

Prosegue il processo di concentrazione nel mondo consortile. Che, con la fusione fra Calv-Consorzio agrario lombardo veneto e Consorzio agrario di Padova e Venezia, vede nascere la maggior struttura italiana. Un consorzio monstre che, se avrà, come probabile, il via libera delle assemblee dei soci verso la metà di dicembre, prenderà il nome di Consorzio agrario del Nordest.

La nuova struttura avrà come territorio di riferimento le province di Brescia, Mantova, Padova, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza. Sette province dalla forte vocazione agricola, con una superficie agricola utilizzabile di 990mila ha e un bacino di 110mila aziende agricole.

«Il progetto di fusione – evidenzia un comunicato del Calv – si inserisce in uno scenario di mercato in profondo mutamento. Il comparto primario è oggi impegnato nella definizione delle più opportune strategie per la costruzione del futuro dell’agricoltura italiana, con implicazioni che vanno ben oltre le problematiche tracciate dall’attuale non positiva congiuntura dell’economia nazionale. È in corso un processo di rafforzamento delle aziende agricole che stanno diventando sempre più strutturate, manageriali e specializzate. Il progressivo incremento della superficie agricola utilizzata media (da 14,6 a 18,2 ettari in Lombardia, da 4,8 a 6,8 ettari in Veneto) è forse il dato più emblematico».

Il presidente del Calv, Claudio Valente, e quello del Consorzio agrario di Padova e Venezia, Federico Dianin, hanno dichiarato praticamente all’unisono: «Il progetto verso la fusione dei due consorzi agrari guarda al futuro dell’agricoltura italiana. Un progetto di lungimiranza voluto dai Consigli di amministrazione, per affrontare sfide locali di respiro sempre più globalizzato. La nuova struttura raggiungerà un fatturato di circa 530 milioni di euro, forte di una rete commerciale composta da 115 agenzie, da numerosi centri produttivi (mangimifici, centri di stoccaggio ed essiccazione cereali, centri logistici oltreché un pastificio e una cantina vinicola) e da più di 550 addetti che entreranno a far parte di quello che diventerà il più grande consorzio agrario d’Italia e uno dei principali attori dell’agroalimentare nazionale».

Un po’ più preoccupati appaiono i sindacati dei lavoratori di Fiai-Cgil, Fai-Cisl, Uiltucs e Sinalcap che hanno recentemente scioperato davanti alla sede padovana del consorzio.

I sindacati contestano la mancanza di comunicazione della notizia, che essi stessi hanno appreso dalla stampa, e chiedono che si avviino consultazioni, «visto che una scelta di accorpamento, in genere non passa in modo indolore ma ha pesanti ricadute sull’occupazione di tutti i soggetti coinvolti».

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