Negroamaro e Primitivo, tardi e bene

OSSERVATORIO
TV_13_37_Massimiliano Apollonio

Primitivo in ritardo. La Puglia è la regione più produttiva del Sud (6,2 milioni di hl, media del quinquennio secondo Istat), quella più precoce per i rossi. Ma quest’anno la vendemmia del primo tipico vitigno autoctono (di norma puntuale ai primi di settembre) è iniziata con 10 giorni di ritardo.

Colpa, o meglio merito, di un’annata favorevole dal punto di vista climatico, fresca, con temperature abbastanza basse, senza i picchi di caldo della scorsa estate, con un’umidità mai eccessiva e con le piogge nei tempi giusti: la premessa per una vendemmia di alta qualità. Magari un augurio per ottimi successi commerciali dei vini pugliesi in Italia e all’estero. Sono valutazioni sulle quali concordano Massimiliano Apollonio, titolare dell’omonima Casa Vinicola di Monteroni (Le) e neopresidente della Sezione di Puglia, Basilicata e Calabria dell’Assoenologi, Angelo Maci, presidente della cooperativa Cantine Due Palme di Cellino San Marco (Br), e Leonardo Palumbo, enologo e direttore tecnico dell’azienda vitivinicola Rivera di Andria.

«Un clima non molto benevolo sia alla ripresa vegetativa sia durante la fioritura e l’allegagione ha provocato, in generale, un ritardo del normale andamento vegetativo, che si è ripercosso sulla vendemmia – dichiara Apollonio –. Tuttavia le temperature basse e l’umidità sotto la soglia critica hanno ridotto l’insorgere di fitopatie e limitato i trattamenti. E le piogge a giugno, luglio e inizio di agosto hanno garantito, anche ai vigneti privi di impianti per irrigazione di soccorso, una buona disponibilità idrica durante l’ingrossamento degli acini. Lo provano gli ottimi risultati qualitativi e quantitativi (+15%) della vendemmia delle uve di Chardonnay, Pinot e Sauvignon e le previsioni delle rese delle uve rosse (+15-20%)».

Per Maci l’annata si è rivelata eccellente. «Le uve bianche, Falanghina e Fiano, hanno registrato ottime rese e qualità elevata, con due gradi zuccherini in più rispetto alla media degli altri anni e acidità e pH perfetti. Anche le uve di Negroamaro e Primitivo sono belle e sane, ideali per vini di alto livello». La vendemmia dell’azienda Rivera è partita con 7-10 giorni di ritardo, afferma Palumbo, «con uve sane, ideali per freschezza e acidità, anche se con uno-due gradi zuccherini in meno rispetto alle due precedenti annate, caratterizzate da estati molto calde. I vini bianchi sono freschi, fruttati, floreali. La sanità delle uve rosse è garanzia di un’ottima maturazione fenolica».

I prezzi delle uve sono in linea con quelli del 2012, con qualche picco per produzioni di nicchia da alberello, informa Apollonio. «L’augurio è che i nuovi vini spingano la ripresa dell’export pugliese, invertendo il calo del 13% registrato, secondo dati Istat, nel semestre gennaio-giugno rispetto al 2012. Tale dato nasconde la grande quantità di vini prodotti in Puglia e nel Sud, ma ancora acquistati sfusi, imbottigliati ed esportati da aziende del Nord Italia con nomi come Negroamaro del Salento, Primitivo e altri». Una spiegazione ripresa da Palumbo: «perché più del 50% dei vini pugliesi va in Piemonte, Veneto e altrove», e da Maci, che evidenzia «i risultati in controtendenza delle Cantine Due Palme, con una crescita, nel primo semestre del 2013, del 12-13% sui mercati esteri: Nord Europa, Giappone, Cina e Brasile».

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