Multe latte, si «riaprono» i conti e sotto accusa finisce l’Agea

VERTENZE INFINITE
Latte quote 200

Puntuale esplode il caso.
Ancora una volta
sotto i riflettori sono le quote
latte con il loro carico di
multe e polemiche. A scatenare
nuovamente le proteste
degli allevatori (in Veneto)
è la notizia dell’ipotesi di
conti sbagliati dell’Agea. Il
gup del Tribunale di Roma
avrebbe parzialmente respinto
la richiesta di archiviazione
relativa al procedimento
legato alle quote latte.
Una linea che da tempo i
paladini degli allevatori inadempienti
sostengono.
«Una vecchia partita» – ha
dichiarato il presidente del
Veneto, Luca Zaia, che da
ministro delle Politiche agricole
aveva commissionato
un’indagine. Ora la vicenda
si riapre e sotto accusa sono
finiti i funzionari dell’Agea
accendendo così l’ennesima
miccia nei confronti di
un’Agenzia ad alto rischio.
E che, secondo quanto aveva
annunciato il ministro
De Girolamo un mese fa,
avrebbe dovuto essere oggetto
di una riforma governativa
da inserire nella legge
di Stabilità. La partita
latte alla vigilia della cancellazione
del regime delle
quote in Europa resta in Italia
ancora una mina. Negli
ultimi tre anni non ci sono
stati sforamenti e dunque
l’Italia non ha dovuto versare
un euro nelle casse di
Bruxelles, ma gli arretrati
(circa 4 miliardi di cui 1,7,
secondo la Corte dei conti,
anticipati dallo Stato e dunque
dai contribuenti italiani)
pesano come un macigno
sugli allevatori cosiddetti
splafonatori, ma soprattutto
su quelli che si sono
messi in regola aderendo alle
due rateizzazioni.

E ora anche questi allevatori
potrebbero presentare il
conto. «Se veramente i conti
sono sbagliati vanno restituiti
2,4 miliardi a tutti gli
allevatori che hanno versato
multe non dovute e acquistato
quote non necessarie –
ha dichiarato il presidente
della Coldiretti, Roberto
Moncalvo –. Se emergessero
errori, i primi a dover
essere tutelati e risarciti devono
essere proprio quanti
hanno fatto sacrifici credendo
nello Stato». Il presidente
di Agrinsieme, Giuseppe
Politi, che denuncia ancora
una volta una situazione intollerabile,
esige «un’immediata
verifica che porti, dopo
anni, a mettere la parola
fine a questa vicenda, per la
quale abbiamo già pagato
troppo». Per Copagri «in attesa
che si faccia chiarezza
(più commissioni hanno
messo in dubbio la legittimità
delle multe) occorre sospendere
ogni provvedimento
di riscossione e pagamento
in atto».


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