Moratoria, ossigeno per l’agricoltura

ACCORDO CON L'ABI
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Dopo l’accordo di luglio
l’Abi ha fornito
un primo bilancio
sull’andamento della nuova
moratoria. Grazie all’iniziativa
«Nuove misure per il
credito alle Pmi» l’Abi rende
noto che le banche hanno sospeso
101.247 finanziamenti
a livello nazionale, per un
controvalore di 31,3 miliardi.
«Di qui – si legge in una
nota dell’Associazione – una
maggiore liquidità a disposizione
delle imprese pari a
4,2 miliardi. L’obiettivo delle
misure è quello di assicurare
la disponibilità di adeguate
risorse finanziarie per le
imprese che pur registrando
tensioni presentano comunque
prospettive economiche
positive. Da qui l’azione per
creare le condizioni per il superamento
delle attuali situazioni
di criticità e una maggiore
facilità nel traghettare
le imprese verso un’auspicata
inversione del ciclo economico
».

Per quanto riguarda le attività
economiche le sospensioni
sono collegate per il 5 per
cento all’agricoltura.

Si ricorda che l’accordo
siglato l’1 luglio scorso prevede:
operazioni di sospensione
dei finanziamenti; operazioni
di allungamento; operazioni
per promuovere la ripresa
e lo sviluppo delle attività.

Nella prima rientra la sospensione
per 12 mesi della
quota capitale delle rate di
mutuo, e quella per 12 o 6
mesi della quota capitale prevista
nei canoni di leasing
«immobiliare» e «mobiliare
». Possono essere ammesse
alla sospensione le rate dei
mutui e delle operazioni di
leasing finanziario delle imprese
che non abbiano già
usufruito di analogo beneficio
concesso. ai sensi delle
«Nuove misure per il credito
alle Pmi» del 28 febbraio
2012.

È possibile anche sospendere
le operazioni di apertura
di conto corrente ipotecario
con un piano di rimborso rateale.

Le operazioni di sospensione
sono realizzate allo
stesso tasso d’interesse
previsto dal contratto originario.
Con allungamento dei finanziamenti
è possibile allungare
la durata dei mutui, in
misura maggiore rispetto al
precedente accordo; di spostare
in avanti fino a 270 giorni
le scadenze del credito a
breve termine per esigenze
di cassa con riferimento all’anticipazione
di crediti certi
ed esigibili; di allungare
per un massimo di 120 giorni
le scadenze del credito agrario
di conduzione.
Le operazioni per promuovere
la ripresa e lo sviluppo
delle attività sono rivolte alle
imprese che avviano processi
di rafforzamento patrimoniale
e le banche si impegnano a
valutare la concessione di un
finanziamento proporzionale
all’aumento dei mezzi propri
realizzati dall’impresa.

«In questo momento di pesante
crisi creditizia, l’accordo
Abi-Pmi sulla moratoria –
commenta Roberto Grassa,
responsabile settore Credito
e Confidi della Coldiretti –
ha rappresentata nell’ultimo
biennio, e continua a rappresentare,
una fondamentale opportunità
di “tregua finanziaria”
per il tessuto produttivo
agricolo. La sospensione del
rimborso della quota capitale
dei finanziamenti in essere
ha rappresentato in termini
assoluti una indiretta fonte di
autofinanziamento di breve
termine. Si stima – prosegue
Grassa – che la Pmi agricole
che hanno presentato istanza
di accesso ai benefici dell’accordo
sulle sospensione del
pagamento in linea capitale
dei fidi a medio-lungo termine
siano circa 5mila con un
controvalore stimato del
“drenaggio di liquidità” pari
a circa 1,6 miliardi di euro».

Secondo le valutazioni di
Grassa «Queste somme drenate
dalla sospensione del
rimborso della quota capitale
hanno determinato per le
pmi beneficiarie, ivi comprese
le cooperative, le società
consortili e altre forme aggregative
tra imprese, un indiretto
autofinanziamento pari a
circa 300mila euro per singola
impresa».

Secondo la
Confagricoltura i dati di utilizzo
resi noti dall’Abi segnalano
un andamento abbastanza
positivo. Francesco Postorino,
dirigente di
Confagricoltura, sottolinea
come l’accordo di luglio sia
stato migliorato rispetto al
precedente. Restano però, secondo
l’organizzazione di Palazzo
Della Valle, ancora alcuni
punti deboli legati alla
mancanza di un modello di
credito in linea con l’attività
agricola.«L’agricoltura – sostiene
Postorino – sconta infatti
una dimensione diversa
dei debiti a breve: 120 giorni
rispetto ai 270 degli altri settori,
per questo avremmo gradito
una maggiore estensione
della moratoria». Il punto dolente
– lamenta ancora
Confagricoltura – è il ciclo
produttivo lungo e che dunque
crea maggiori rischi.
Confagricoltura chiede dunque
che le banche diano fiducia
alle aziende che investono,
dando dunque segnali a
partire dalle risorse per i Piani
di sviluppo rurale che vanno
cofinanziati al 50 per cento
dagli agricoltori.


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