Meno aiuti e più polizze per i farmer

Via libera del Senato Usa alla riforma del Farm Bill con uno stanziamento di 500 miliardi per 5 anni
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Per la politica agricola Usa è in arrivo un radicale cambiamento. Nei giorni scorsi, infatti, il Senato di Washington ha dato il via libera a una riforma del Farm Bill, in scadenza alla fine del prossimo mese di settembre, che prevede l’eliminazione dei pagamenti disaccoppiati, grazie ai quali le imprese (essenzialmente quelle che coltivano seminativi) incassano circa cinque miliardi di dollari all’anno.
In cambio, gli agricoltori riceveranno un incentivo per la sottoscrizione di polizze assicurative a garanzia del reddito in caso di gravi crisi di mercato. Il sostegno pubblico verrà ridotto in misura del 15% rispetto a quello ordinario, se il destinatario ha un reddito complessivo superiore ai 750mila dollari all’anno; oppure se non è direttamente impegnato nella conduzione dell’azienda.
Sulla base del testo licenziato dal Senato, il nuovo Farm Bill avrà a disposizione una dotazione finanziaria quinquennale di circa 500 miliardi di dollari, con una riduzione di oltre 23 miliardi rispetto agli attuali livelli di spesa.
Quasi l’80% del budget sarà destinato alle misure a favore degli indigenti (i cosiddetti food stamp). Da segnalare che i destinatari di questi interventi sono passati da 20 a 46 milioni nel corso degli ultimi cinque anni.
A livello di singoli settori produttivi, nonostante le critiche delle associazioni dei consumatori e delle industrie di trasformazione, il Senato ha deciso di non modificare il sistema di sostegno a favore dei produttori di barbabietole e canna da zucchero, basato sul controllo dei prezzi e sulla limitazione delle importazioni.
Cambiamenti in vista, invece, per i produttori di latte. Il regime dei prezzi minimi verrà sostituito da un programma assicurativo, su base volontaria, a garanzia del reddito. Gli allevatori che decideranno di aderire al nuovo programma, dovranno necessariamente ridurre la produzione durante le fasi di forte squilibrio tra domanda e offerta.
Dalla metà di luglio, il dibattito sul nuovo Farm Bill si sposterà alla Camera dei Rappresentanti e non è affatto scontato che l’accordo verrà raggiunto agevolmente. Non è da escludere la necessità di una proroga, sino alla prossima primavera, della legislazione in scadenza.
Anche perché l’intesa raggiunta al Senato non è piaciuta a tutti gli agricoltori.
I produttori di riso e di arachidi, infatti, sostengono che il nuovo sistema assicurativo a garanzia del reddito, in sostituzione dei pagamenti disaccoppiati, favorirà nettamente le imprese che coltivano soia e mais.
La protesta dei risicoltori, in particolare, si basa sul fatto che i pagamenti disaccoppiati vengono erogati sulla base degli «investimenti storici», mentre gli incentivi alla sottoscrizione delle polizze sarebbero legati alle superfici effettive.
Dato che il riso ha conosciuto negli ultimi anni un arretramento produttivo, è stata stimata una riduzione di oltre il 70 per cento della spesa pubblica destinata alle imprese del settore.


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