Meccanica agricola: è allarme rosso

Sul settore ora si abbatte l'onda lunga della crisi economica internazionale
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È allarme rosso per la meccanica agricola. Dopo i segnali preoccupanti del primo trimestre, sul settore ora si abbatte l’onda lunga della crisi economica internazionale. Con un crollo su base annua della produzione, tra gennaio e aprile, che Unacoma (l’Unione nazionale dei costruttori) stima nell’ordine del 30-40 per cento. «La fotografia di questi giorni è in effetti peggiore di quella scattata solo due mesi fa – spiega il presidente, Massimo Goldoni – E purtroppo temiamo di essere appena entrati nella parte più profonda del guado. Stiamo affrontando una fase drammatica, che senza qualche provvedimento urgente di sostegno rischia di portare alla distruzione un tessuto produttivo vitale per diverse aree del nostro Paese».

In ballo, osserva Goldoni, «c’è la sopravvivenza di centinaia di aziende che già si sono viste azzerare gli ordinativi di trattori e macchine agricole e che in molti casi hanno dovuto fare ricorso alla cassa integrazione per salvaguardare i posti di lavoro». Ma per un settore strategico del made in Italy – 3mila aziende costruttrici con un giro d’affari di 13,1 miliardi e una quota d’export del 70% – interviene anche il pacchetto di incentivi stanziato recentemente dal Governo per la rottamazione di auto e motocicli. «Un settore con costi di progettazione e ricerca sicuramente più elevati dei nostri, ma che noi stessi siamo in parte chiamati a sostenere – aggiunge il presidente Unacoma – salvo poi essere esclusi dai benefici economici destinati a rilanciare le vendite».

Eppure un piano per lo svecchiamento del parco agromeccanico è pronto da un pezzo. Con un budget di 25 milioni l’anno, per un triennio, finalizzato proprio a incentivare l’acquisto di nuovi mezzi, in sostituzione di altri che sono ancora in circolazione, magari dopo 25-30 anni. Macchine e trattori spesso mai sottoposti a revisione, e quindi oltre tutto inquinanti e inadeguati per rispondere alle norme di sicurezza.

«Purtroppo – ricorda Goldoni – l’emendamento inserito nel decreto incentivi è stato ritirato l’aprile scorso per difficoltà di copertura finanziaria. Ma uno stanziamento come quello richiesto garantirebbe entrate fiscali allo Stato almeno equivalenti». Intanto si spera in un altro provvedimento a sostegno della sicurezza delle macchine agricole –  a firma di Maurizio Castro (Pdl) – che sta per essere presentato al Senato.


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