Martina: «Un’ambiziosa partita»

IL GOVERNO
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Arriva Maurizio Martina, tra i più giovani della squadra del neopresidente del Consiglio Matteo Renzi e, forse, anche il più giovane ministro per le Politiche agricole che abbia mai varcato il cancello del palazzo dell’agricoltura a Roma.

Già al Mipaaf come sottosegretario nel governo Letta con la prestigiosa delega a presiedere la Commissione di coordinamento per le attività connesse all’Expo Milano 2015, ora è Ministro: «Ritengo decisivo un piano strategico per l’agricoltura e l’agroalimentare italiano, un piano organico non solo legato alle scelte del presente, ma a una visione futura di come questo mondo può contribuire allo sviluppo del Paese nei prossimi anni» afferma il neoministro.

Pac, expo e collegato

Secondo il ministro Martina «La partita che si apre è mettere sempre più al centro dell’attenzione un settore che ha numeri e potenzialità straordinarie, è una partita ambiziosa, ma proprio in questi momenti, con la presidenza italiana Ue alle porte e l’Expo 2015, intendiamo giocarla al meglio. Ora abbiamo tre passaggi centrali: le scelte sulla nuova Pac, l’Expo 2015 e il lavoro da istruire sul collegato agricoltura presentato con il presidente Letta poche settimane fa».

Nel suo blog il ministro Martina racconta di avere avuto nonni contadini (è nato a Calcinate, nel bergamasco, il 9 settembre del 1978), mentre il padre e la madre hanno sempre lavorato in fabbrica, ha il diploma di scuola superiore all’Istituto tecnico agrario di Bergamo ed è laureato in Scienze Politiche.

Non si può parlare di un ministro tecnico e non si ha notizia di interventi in campo agricolo di particolare rilevanza anche se, a livello regionale ha, dato prova di conoscere bene la questione delle quote latte, e di essere vicino alle questioni degli allevatori lombardi.

Giovane politico

Il suo cursus politico è invece molto ricco e inizia a 21 anni, nel 1999 al Consiglio comunale di Mornico al Serio (Bg), per poi passare alla regione Lombardia dove è stato eletto per due volte e lasciare poi l’incarico di consigliere regionale per approdare, a maggio 2013, nel Governo Letta come sottosegretario al Mipaaf.

Nel discorso d’insediamento al Ministero ha dato subito prova di conoscere i problemi dell’agricoltura italiana e di volerli concretamente affrontare. Interessante la volontà di consultare subito le regioni convocando a Roma gli assessori in modo da instaurare uno stretto dialogo per tener conto delle esigenze che vengono dal territorio ove si svolge l’attività agricola e agroalimentare: «Per il futuro dell’agricoltura e della pesca italiane è fondamentale anche il rapporto con le Regioni e dobbiamo ascoltare le istanze dei territori per concretizzare un sistema Italia. Questo è uno sforzo decisivo, soprattutto se pensiamo che siamo alla vigilia di appuntamenti cruciali come il semestre di presidenza italiano e l’Expo di Milano».

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