Latteria Soresina, Cooperativa grandi numeri

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Forti investimenti in acquisizioni e in fusioni. Aumento della produzione dei soci allevatori. Sono i punti di forza di Latteria Soresina, cooperativa cremonese leader nella produzione di Grana Padano, uno dei maggiori acquirenti del latte italiano.


Nonostante la crisi economica generale e il calo dei consumi alimentari, la cooperativa prevede di raggiungere nel 2014 un fatturato di 349 milioni di euro, in progresso del 7% rispetto alla chiusura del 2013, grazie anche a nuovi incrementi delle vendite sui mercati internazionali. Nell’ultimo anno Latteria Soresina ha puntato molto sul mercato del fresco e sulla diversificazione portando a termine l’acquisizione della Centrale Produttori Latte Lombardia di Peschiera Borromeo, inizialmente presa in affitto.


Ne abbiamo parlato con il suo presidente, Tiziano Fusar Poli.


Partiamo dalla materia prima: quanto latte lavora Latteria Soresina e da dove proviene?


«In tutto sono 4 milioni e 100 mila quintali di latte che viene munto da 224 soci nelle province di Cremona, Milano e Lodi. Si tratta di una cooperativa storica che vanta 113 anni di vita; la materia prima rappresenta il 4% del latte nazionale e il 10% di quello della Lombardia. Siamo al secondo posto come raccolta diretta di latte italiano».


Come si è evoluta la cooperativa negli anni?


«La crescita è avvenuta attraverso fusioni e acquisizioni e crescita delle produzioni dei soci. Ovviamente il valore aggiunto è creato anche dalla quasi completa trasformazione della materia prima raccolta. Negli ultimi dieci anni l’azienda ha triplicato il fatturato e ogni anno si mantiene in progresso. E’ passato da 275 milioni del 2011 ai 310 del 2012 mettendo a segno una crescita del 12%. Per il 2013 il fatturato è passato a 326 milioni di euro con un aumento del 5% Sono aumentati i volumi di Grana Padano ma è diminuito il valore».


Quali sono i prodotti della trasformazione?


«Il primo è il Grana Padano, di cui Latteria Soresina è il maggiore produttore assoluto con 420mila forme. Subito dopo viene il Provolone, poi il latte in tutte le sue declinazioni da fresco a Uht, delattosato, biologico, il burro, la panna e altri prodotti freschi. Solo dieci anni fa avevamo a catalogo 50 referenze, oggi ne abbiamo 270, tutti di filiera e realizzati con solo latte italiano. Tutta la nostra attività di comunicazione si fonda infatti proprio sul concetto di filiera e di territorio».


Quanto è stato pagato il latte ai vostri soci nel 2012?


«E’ stato pagato 44,8 centesimi al litro più Iva, un prezzo decisamente superiore a quello di riferimento della Lombardia stipulato con Italatte. Nel 2011, un’annata straordinaria, era stato addirittura pagato 53 centesimi al litro. Mediamente negli ultimi dieci anni il latte è stato pagato il 12% in più rispetto al prezzo di riferimento regionale».


Come avviene il pagamento ai produttori soci?


«Come tutte le cooperative diamo un acconto e il saldo viene liquidato l’anno successivo come conguaglio. Latteria Soresina paga circa il 70% in acconto ogni mese e il restante 30% viene corrisposto in 12 rate mensili nell’anno successivo, ma ogni cooperativa stabilisce il sistema di pagamento. Nel nostro caso significa che a partire dal secondo anno, comunque, il socio incassa sempre il prezzo pieno, ossia il 70% più il 30% ogni mese. Attualmente il prezzo “completo” è di 45 centesimi al litro».


Dopo un anno di affitto Latteria Soresina ha acquisito nel 2013 la Centrale Produttori Latte Lombardia di Peschiera Borromeo.


«L’operazione fa parte della strategia di crescita aziendale e in questo caso rappresenta una diversificazione. Di prodotto perché siamo entrati nel mercato del fresco in modo importante, finanziaria perché ci ha permesso di abbassare il fabbisogno finanziario con la tentata vendita e distributiva perché ci ha consentito di ampliare il raggio d’azione nell’hinterland milanese, su Brescia e su Bergamo dove possono così essere meglio distribuiti i nostri prodotti a marchio. Per 14 milioni di euro l’azienda ha acquistato le struttura e la parte commerciale, ossia lo stabilimento con il magazzino, i prodotti e i marchi, che sono Latte Milano, Latte Bergamo, Clab, brand del latte nella provincia di Monza-Brianza e Pavilat, altro marchio noto della provincia di Pavia. Latteria Soresina può contare su 700mila quintali di latte l’anno in più, la quota raccolta dalla Centrale Produttori Latte Lombardia».


Dopo quest’ultima operazione ci sono nuovi progetti in cantiere?


«Continueremo a consolidarci e aumentare le produzioni di punta come il Grana Padano e altri prodotti e contemporaneamente punteremo sull’internazionalizzazione. Negli ultimi cinque anni abbiamo triplicato la quota di export. Complessivamente l’export vale 56 milioni e rappresenta il 18% del fatturato totale. Contiamo di aumentare del 30% entro i prossimi tre anni il fatturato oltreconfine».


Ci sono nuovi prodotti in arrivo per il mercato del fresco?


«Usciremo con un latte a scadenza estesa, un latte microfiltrato dalle caratteristiche molto simili a quelle del fresco ma che dura 17 giorni ed inoltre è stato appena lanciato il burro delattosato».


Quanti stabilimenti ha ora l’azienda?


«Oltre allo stabilimento di Peschiera Borromeo (Mi) conta su sei impianti di produzione o stagionatura situati nelle province di Cremona e Reggio Emilia: Stagno Lombardo, Soresina, Sospiro, Piadena, Ca’ De’ Corti e Campegine».

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