La Pac divide il sindacato francese

POLITICA AGRICOLA
AS_13_36_paesaggio

È già scontro aperto, in
Francia, sulla scelta
delle modalità di applicazione
della nuova Pac.

La Fnsea, che è l’organizzazione
professionale più rappresentativa
delle imprese
agricole, rischia addirittura
una clamorosa spaccatura al
proprio interno.

Il punto di contrasto è rappresentato
dalla proposta avanzata
dal ministro Le Foll di
assegnare un premio maggiorato
ai primi 52 ettari di ogni
azienda, con l’obiettivo di redistribuire
agli allevamenti una
parte del sostegno sinora assegnato
a cereali e semi oleosi.

Tenuto conto che, sulla
base dell’accordo raggiunto
tra Consiglio e Parlamento
europeo, è possibile mobilitare
a tal fine fino al 30%
del massimale finanziario nazionale,
l’aiuto maggiorato
si attesterebbe attorno a 150
euro all’ettaro.

All’interno della Fnsea, la
proposta ministeriale ha incassato
il pieno sostegno delle
associazioni rappresentative
del settore zootecnico e della
Federazione dei giovani agricoltori.
Una sonora, e scontata,
bocciatura è invece arrivata
dalle organizzazioni dei produttori
di cereali e semi oleosi
che nei giorni scorsi hanno deciso
di rivolgersi direttamente
al ministro con un «appello
solenne».

Nel documento inviato a
Le Foll si sottolinea che «il
pagamento di redistribuzione
avrebbe conseguenze disastrose
sui cerealicoltori, in
particolare nelle zone dove
si ottengono rese inferiori alla
media. Con il risultato di
provocare una perdita di
competitività nei confronti
degli altri grandi paesi produttori
nell’Unione europea,
a partire dalla Germania».

La replica del ministro non
si è fatta attendere. «Non potranno
essere soddisfatte tutte
le richieste – ha dichiarato Le
Foll – ma le scelte finali non
potranno che andare a favore
degli allevamenti». Posizione
ribadita nei giorni scorsi anche
dal primo ministro Jean-
Marc Ayrault.

Per ora, sulla delicata questione
del pagamento di redistribuzione,
i vertici della Fnsea hanno sposato la
linea espressa dalle associazioni
dei produttori di cereali.
Ma hanno pure invitato il ministro
– che vorrebbe assumere
le decisioni finali entro la
fine di settembre – a procedere
con grande prudenza, per
avere tutto il tempo necessario
a valutare in modo approfondito
il possibile impatto di tutte
le opzioni consentite dall’intesa
sulla nuova Pac raggiunta
tra Parlamento europeo e Consiglio.
Al riguardo, i tecnici
della Fnsea hanno fatto presente
che la scelta di assegnare
un premio maggiorato sui primi
52 ettari su base aziendale,
consentirebbe di evitare il taglio
dei pagamenti alle imprese
che riceveranno aiuti diretti
per un importo annuale superiore
a 150mila euro.

Quindi, il conteggio dei
vantaggi e svantaggi risulta
complesso e deve essere valutato
a livello di singole imprese.

Inoltre, la Fnsea intende
proporre il trasferimento di almeno
un miliardo di euro dalla
dotazione per i programmi
di sviluppo rurale al «primo
pilastro» della Pac (aiuti diretti
e gestione dei mercati).
La disponibilità di maggiori
fondi consentirebbe di
limitare, di fatto, le conseguenze
della redistribuzione
del sostegno dai seminativi
agli allevamenti.


Pubblica un commento