Incognite e certezze della nuova Pac

2014-2020
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L’agricoltura italiana ed europea vive una fase di grande incertezza sul fronte della nuova Pac 2014-2020. Ancora oggi non si conoscono le nuove regole e le nuove modalità del sostegno, ma neanche l’anno della sua entrata in vigore.

La fase di incertezza dovrebbe concludersi a giugno 2013, quando dovrebbero arrivare le decisioni finali, ma il condizionale è d’obbligo poiché il negoziato prosegue con difficoltà.

Pur in questa situazione indefinita, l’agricoltore può contare su un punto fermo: la Pac non ha una scadenza; se non si approva quella nuova, si prosegue con quella attuale. Tuttavia, l’entrata in vigore della nuova Pac è un argomento importante per gli agricoltori, perché condiziona molti aspetti gestionali: la validità dei titoli attuali, l’assegnazione dei nuovi titoli, gli affitti, la validità dell’articolo 68, la definizione di agricoltore attivo, i nuovi Psr e tanti altri aspetti.

Prima il bilancio

Il negoziato sulla riforma della Pac è condizionato dalla decisione finale sul Quadro finanziario pluriennale 2014-2020 (Qfp). Le risorse finanziarie sono propedeutiche adogni decisione di spesa; senza risorse finanziarie non si può approvare la nuova Pac, come anche tutte le altre politiche dell’Ue.

Il Qfp, sotto forma di regolamento, deve essere adottato all’unanimità dal Consiglio previa approvazione del Parlamento europeo che ha il diritto di veto ovvero che può adottare o respingere l’intero pacchetto, ma non può presentare emendamenti.

L’8 febbraio 2013, dopo una maratona ininterrotta di 25 ore, il Consiglio europeo ha raggiunto l’accordo sul Qfp, che deve essere posto in votazione al Parlamento europeo, il quale presumibilmente si esprimerà nella sessione di maggio 2013 (tab. 1).

I lavori al Parlamento Ue

Il 23 e 24 gennaio 2013 la Commissione Agricoltura del PE (Comagri) ha votato gli emendamenti ai progetti di relazione sulle proposte legislative sulla Pac.

A seguire, il pronunciamento del Parlamento europeo dovrà prevedere l’approvazione in sessione plenaria ovvero il mandato dei parlamentari per il negoziato interistituzionale (triloghi).

Questa fase è calendarizzata nella sessione del PE dell’11-14 marzo 2013.

Nel mese di aprile (presumibilmente il 10 aprile), è previsto l’inizio del negoziato tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione europea (trilogo) sulle proposte legislative sulla riforma della PAC, allo scopo di raggiungere un accordo entro giugno 2013 (tab. 1, figura 1).

Al Consiglio agricolo

L’avvio dei triloghi necessita di tre atti propedeutici relativi alla Pac:

– la proposta legislativa della Commissione europea, adottata il 12 ottobre 2011;

– la decisione per il negoziato interistituzionale del PE, che sarà approvata il 14 marzo 2013;

– l’accordo al Consiglio dei ministri dell’agricoltura, che dovrebbe avvenire il 18-19 marzo 2013.

La decisione del Consiglio dei ministri dell’agricoltura è molto importante. Ricordiamo che il Consiglio prevede una presidenza semestrale, secondo un turno prestabilito (tab. 2).

Nel secondo semestre 2012, la Presidenza cipriota aveva portato avanti le discussioni sulla Pac, ma con scarsi progressi. Nella riunione del Consiglio agricoltura del 19 dicembre 2012, la Presidenza cipriota aveva presentato una relazione sui risultati raggiunti (pochi) durante la seconda metà del 2012.

In questo primo semestre 2013, i lavori proseguono sotto la Presidenza irlandese, che è intenzionata a raggiungere un accordo nella riunione del Consiglio Agricoltura del 18-19 marzo 2013.

Dopo l’accordo in Consiglio Agricoltura, a partire da aprile, inizieranno i triloghi. La Presidenza irlandese spera di raggiungere un accordo politico definitivo con il Parlamento europeo nel Consiglio agricoltura del 25-26 giugno 2013.

Entrata in vigore: tre scenari

Alla luce del percorso decisionale appena descritto, quali scenari si prevedono per l’entrata in vigore della nuova Pac?

A oggi sono ipotizzabili tre scenari (figura 2).

Se l’accordo interistituzionale sul Qfp e l’accordo sulla riforma della Pac saranno raggiunti entro l’estate del 2013, la base giuridica della nuova Pac entrerà in vigore il 1° gennaio 2014. Tuttavia, i tempi per l’approvazione dei regolamenti applicativi della Commissione, per l’adozione delle scelte nazionali e per le procedure di attuazione degli organismi pagatori sono troppo stretti per l’applicazione della nuova Pac dal 1° gennaio 2014, secondo il calendario ufficiale. Quindi lo scenario 1 della figura 2 è irrealistico.

Di conseguenza appare realistico lo scenario 2, che prevede l’entrata in vigore della base giuridica dal 1° gennaio 2014, ma l’applicazione di alcune norme partirà dal 2015.

A tal proposito, sarà necessario stabilire delle norme transitorie per il 2014.

Per quanto riguarda il nuovo regime dei pagamenti diretti, l’entrata in vigore potrà avvenire solo nel 2015, per dare tempo agli Stati membri e agli organismi pagatori di adattare le loro procedure di attuazione.

Per il 2014, verranno stabilite delle norme transitorie (tramite un regolamento di base) che prevedono:

– una proroga degli attuali pagamenti diretti (titoli, articolo 68);

– i nuovi massimali finanziari che verranno stabiliti dopo l’accordo sul Qfp;

– l’applicazione della disciplina finanziaria per adeguare le spese ai nuovi massimali finanziari (si prevede un taglio di circa il 3% dei pagamenti).

Ocm unica, non sembra sia necessario un atto transitorio e, pertanto, le nuove misure di mercato (comprese le norme per le Op e la riserva di crisi) saranno applicabili dal 2014.

Relativamente alla politica di sviluppo rurale, le norme transitorie rappresentano una prassi standard per creare un ponte tra i due periodi di programmazione. Occorre ricordare che per i Psr vige la regola n+2, per cui le spese degli attuali Psr possono proseguire negli anni 2014 e 2015. Le norme transitorie, tuttavia, dovranno stabilire come riportare le attuali misure al periodo di programmazione successivo.

Il regolamento sulle norme transitorie per la Pac sarà presentato dalla Commissione europea dopo l’accordo interistituzionale sul Qfp e l’accordo politico sulla Pac, per essere approvato entro fine anno ed essere applicato a partire dal 1° gennaio 2014.

C’è tuttavia una grande incognita: la bocciatura del Qfp da parte del Parlamento europeo, che ha già annunciato la propria intenzione di porre il veto (vedi Terra e Vita n. 9/2013). In tal caso, si prospetta un rinvio ancora più lungo. A ottobre 2013 ci saranno le elezioni politiche in Germania, quindi tutte le scelte verrebbero rinviate al 2014 (scenario 3). In questo scenario, l’entrata in vigore della nuova Pac sarebbe addirittura prorogata al 2016.

Indicazioni per l’agricoltore

Pur in questa situazione di incertezza, l’agricoltore deve fare le sue scelte di breve e lungo periodo, tenendo conto che la Pac è solo un elemento del contesto economico.

Non è solo la Pac che cambia, tutto è in continuo mutamento (prezzi dei prodotti e dei mezzi produttivi, relazioni commerciali interne e internazionali), e le strategie aziendali vanno riadattate continuamente.

Tutto sommato, la Pac può essere considerata un punto fermo anche in questa fase. Infatti, la Pac non ha una scadenza: se non verrà approvata la riforma 2014-2020, si prosegue con la Pac attuale.

Ciononostante, i nuovi scenari sull’entrata in vigore della nuova Pac costringono l’agricoltore a rivedere i propri budget aziendali, in conseguenza della proroga della validità degli attuali titoli e dell’articolo 68. Inoltre, l’agricoltore dovrà adottare cautele su alcune scelte: l’assegnazione dei nuovi titoli, gli affitti, la definizione di agricoltore attivo e i nuovi Psr.

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