Il mondo del vino italiano boccia nuove riduzioni dei limiti alcolemici

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Tra neoproibizionismi, tassi alcolemici, recessione e allarmi salutistici, il settore vitivinicolo rischia di finire in un un vicolo cieco. Un accerchiamento dal quale bisogna invece reagire. È quanto è emerso nei giorni scorsi nell’ambito della manifestazione "Wine in moderation" che si è tenuta a Verona promossa da Federvini, Unione italiana vini e Fondazione Masi.

In particolare il mondo produttivo italiano si è detto contrario ad ogni ipotesi di riduzione dei tassi alcolemici consentiti per gli automobilisti. L’ipotesi allo studio infatti prevede la possibilità di azzerare (cancellando l’attuale soglia di 0,5 grammi/litro) i limiti alcolemici per gli automobilisti. Un azzeramento (di fronte allo 0,8 grammi/litro previsto nel Regno Unito) che rischia di avere forte impatto negativo sulle imprese senza risolvere il problema della guida in stato di ubriachezza. Noi invece proponiamoha spiegato il presidente dell’Uiv, Andrea Sartori che il tasso 0 venga fatto rispettare solo per i neopatentati, i giovani fino a 21 anni e guidatori professionali, mantenendo per tutti gli altri il limite dello 0,5 grammi/litro pervisto anche in altri Paesi europei».


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