Giovani e Pac, nuove opportunità

2014-2020
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La Pac 2014-2020 affronterà con vigore il tema del ricambio generazionale in agricoltura. Una delle principali novità dell’intera architettura dei pagamenti diretti sarà rappresentata dall’introduzione di una componente obbligatoria, cui dovrà essere destinato annualmente non più del 2% del plafond nazionale.

Infatti, gli Stati membri dovranno concedere un pagamento annuo per i giovani beneficiari nell’ambito del regime di pagamento di base.

Questo pagamento ad hoc è stato giustificato dalle Istituzioni europee dal momento in cui la creazione e lo sviluppo di nuove attività economiche nel settore agricolo da parte dei giovani agricoltori è oggigiorno finanziariamente impegnativo, benché al contempo essenziale per la competitività del settore primario dell’Ue.

I beneficiari del pagamento saranno le persone fisiche, insediatesi per la prima volta come capo-azienda, con età inferiore ai 40 anni all’atto di presentazione della domanda per aderire al regime del pagamento di base (tab. 1). L’importo del pagamento sarà stabilito annualmente dallo Stato membro, che potrà adottare diverse opzioni per la sua determinazione. Qualunque sarà la decisione nazionale, il pagamento verrà concesso a ciascun giovane agricoltore per un periodo massimo di 5 anni dal primo insediamento, poiché dovrà coprire soltanto il periodo iniziale della vita dell’impresa senza diventare un aiuto al suo funzionamento.

Nel secondo pilastro, invece, continueranno a essere implementate misure a sostegno dell’imprenditoria giovanile. Il futuro Regolamento sullo sviluppo rurale 2014-2020 conterrà molteplici provvedimenti destinati a favorire il ricambio generazionale nel settore primario; saranno poi le singole regioni italiane a dettagliare nei loro Psr tali misure tramutando l’impegno politico in azioni concrete tramite l’attivazione periodica di bandi.

Misure dei Psr 2014-2020

La definizione di “giovane agricoltore” rimarrà invariata rispetto a quella dell’attuale programmazione. L’obiettivo politico sarà nuovamente quello di facilitare l’insediamento iniziale e l’aggiustamento strutturale delle aziende. In particolare, il nuovo regolamento comunitario prevederà due principali misure volte a perseguire gli obiettivi appena descritti, andando incontro alle esigenze della nuova generazione di agricoltori che si affaccia speranzosa alle soglie del nuovo millennio (tab. 2).

La misura “Investimenti in beni materiali” finanzierà investimenti materiali e immateriali finalizzati al raggiungimento di molteplici obiettivi (miglioramento delle prestazioni e della sostenibilità aziendale, diversificazione delle attività, ammodernamento delle infrastrutture). Un giovane agricoltore che aderirà a tale misura potrà ottenere una maggiorazione di ben 20 punti percentuali in aggiunta al contributo finanziario ordinario (pari al 40% del valore dell’investimento).

La misura “Sviluppo dell’azienda agricola”, che assorbe l’attuale misura 112 “insediamento Giovani agricoltori”, offrirà un sostegno finanziario ai giovani agricoltori, conduttori di micro e piccole imprese, che presenteranno un adeguato e dettagliato business plan per la fase di start-up delle loro imprese (da implementare entro nove mesi dalla data di decisione della concessione dell’aiuto).

L’ultima importante novità riguarderà la possibilità di includere nei Psr 2014-2020 appositi sottoprogrammi tematici per affrontare specifici fabbisogni, fra cui il ricambio generazionale. Il sottoprogramma “giovani agricoltori” potrà infatti contenere provvedimenti e azioni di particolare rilevanza che godranno di aliquote di sostegno più elevate rispetto a quelle previste dalle misure ordinarie, al fine di accrescere l’efficienza degli interventi.

L’incognita Italia

L’importo del pagamento per i giovani agricoltori nel primo pilastro sarà probabilmente di ridotta entità e non in grado di apportare un miglioramento significativo del risultato operativo aziendale di fine anno, risultando quindi incapace di favorire da solo l’insediamento aziendale e l’adattamento strutturale delle aziende. Sul fronte dello sviluppo rurale l’efficacia dell’attuazione delle misure e degli eventuali sottoprogrammi dipenderà soprattutto dalla capacità amministrativa delle singole Regioni, nonché dalla propensione a investire delle imprese. Se nel primo caso occorre far notare che la capacità di spesa dei fondi comunitari da parte di molte amministrazioni regionali gode oramai di una pessima fama a livello comunitario, nel secondo è obbligatorio far riferimento alle notevoli difficoltà create da una stretta creditizia senza fine che da anni oramai attanaglia lo spirito imprenditoriale e la voglia di emergere delle nuove generazioni.

In conclusione, dunque, la futura Pac amplierà il kit di strumenti a disposizione dei giovani agricoltori mettendo a disposizione nuove risorse su entrambi i pilastri per il periodo 2014-2020. Un risultato non di poco conto se si pensa che nel prossimo settennio, per la prima volta nella storia dell’Ue, il bilancio comunitario (QFP) verrà ridimensionato. Il nodo cruciale sarà però rappresentato ancora una volta dalla capacità del sistema-Italia di utilizzare con efficacia ed efficienza queste nuove risorse comunitarie, per favorire con risolutezza l’entrata delle nuove generazioni nel mondo agricolo.

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