Frumenti, una buona annata per produzioni e qualità

Valori elevati per pesi specifici e proteine. Ottimo anche l'aspetto sanitario
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La campagna 2012 di raccolta del grano si preannuncia come un bis della stagione passata. E quindi decisamente positiva.

Se, infatti, l’anno scorso, a parte qualche areale (vedi Alessandrino e Senese), le rese erano state di tutto rispetto e la qualità altrettanto buona, quest’anno le produzioni si preannunciano sugli stessi livelli e la qualità addirittura migliore. Al momento di andare in stampa la trebbiatura è a buon punto, in alcune zone già conclusa, in altre sta cominciando, in altre ancora in pieno svolgimento. Ma nel complesso il commento è sulla stessa lunghezza d’onda.

«Nell’areale tra Bologna e Parma abbiamo registrato rese comprese tra 60 e 80 q/ha per il tenero – sottolinea Loredano Poli, responsabile settore Conferimenti di Progeo – a seconda di varietà, condizioni del terreno eccetera, per cui ci posizioniamo su medie di 70-75 q/ha. Leggermente penalizzato dalla siccità, invece, il Ferrarese, dove evidentemente la neve è caduta meno copiosa e di acqua se n’è accumulata meno. Ma quello che più colpisce sono i parametri qualitativi, a livelli che non si vedevano da anni. Mi riferisco a pesi specifici ampiamente sopra 80 kg/hl come media (con punte di 87-88) e a proteine mediamente superiori di 1 punto rispetto alla scorsa stagione (con punte di 14,5-15% nei teneri, ma anche nei duri). Anche la panificabilità dai primi riscontri sembra buona».

 

MALATTIE ASSENTI

Altro aspetto che emerge riguarda la sanità della pianta e della granella. «I valori di Don sono praticamente assenti – conferma Poli – e la pianta si è presentata alla raccolta assolutamente sana. Questo è indice di una sanità che negli ultimi anni è andata via via migliorando sempre più, grazie anche al lavoro dei tecnici di campagna che hanno fatto capire agli agricoltori l’importanza di una tecnica agronomica corretta, che non deve trascurare operazioni fondamentali come concimazione e trattamenti».

Dopo numeri produttivi e qualitativi di questa portata, inevitabile chiedersi come saranno i prezzi. «Credo che difficilmente per il tenero andremo sotto la soglia dei 200 euro/t – chiosa Poli – con prospettiva di possibili aumenti sull’immediato, mentre il duro dovrebbe partire da valori più bassi rispetto allo scorso anno. Ma è ormai noto a tutti che il prezzo è fissato prevalentemente dalla speculazione finanziaria mondiale, ancora attiva, e dai futures».

Anche nel Modenese – fanno sapere da Confcooperative Modena – è partita bene la campagna cerealicola. A parte qualche difficoltà di stoccaggio (a seguito del terremoto che ha danneggiato alcuni magazzini), quest’anno Confcooperative prevede di raccogliere circa 300mila quintali di cereali prodotti da oltre 2mila aziende della Bassa. Il grano duro registra al momento rese di 60-65 quintali per ettaro, mentre il grano tenero ha picchi di produzione di 75-80 q/ettaro. Anche se il mercato non ha ancora formato il prezzo, l’elevata qualità dovrebbe consentire nei prossimi mesi ai produttori di ottenere quotazioni più che soddisfacenti.

Dati positivi arrivano anche dal confine tra Bologna e Ferrara, da Molinella (Bo) per la precisione, dove i primi raccolti parlano di produzioni sui 70-75 q/ha per il tenero e di 60 q/ha per il duro. «C’è del bel grano dappertutto – conferma Evro Manaresi, dell’azienda contoterzi Spisni, associata Apimaie Bologna (Unima) che raccoglie circa 400 ettari coltivati a grano – con pesi specifici superiori a 85 kg/hl. Si sente parlare di prezzi intorno ai 23 euro/q al netto delle spese: non sarebbe neanche male come prezzo sotto trebbiatura, ma bisogna mettere in conto anche le spese che quest’anno, complice anche l’Imu, sono aumentate ulteriormente».

 

70-80 Q/HA IN ROMAGNA

Spostiamoci verso la Romagna e nelle Marche dove il Consorzio dell’Adriatico (fresco di “approvazione”, che attorno al Cai di Forlì-Cesena-Rimini aggrega adesso anche le province di Pesaro-Urbino, Fermo, Ascoli Piceno e Macerata) conta di raccogliere qualcosa come 2 milioni di quintali di grano, grazie anche a contratti di coltivazione su 18mila ettari. «Dai primi arrivi di questa settimana – evidenzia Filippo Tramonti, presidente del Cai di Forlì-Cesena-Rimini – quantità e qualità sono molto buone. Si parla di 70-80 q/ha per il tenero (un pochino meno per il duro), di pesi specifici fino a 85-87 kg/hl e di proteine per i grani duri tra 13,5 e 16%. Come Cai abbiamo scelto la strada dei contratti di coltivazione, che prevedevano tecniche colturali in grado di garantire reddito (seme certificato, concimazione, diserbo nei momenti giusti, ecc.). E con orgoglio devo dire che chi ci ha seguito ha registrato ottime performance. La campagna è risultata positiva anche dal punto di vista delle malattie: la pianta è giunta bene a maturazione, la stagione ha giocato a favore sotto l’aspetto climatico e come epoca di raccolta siamo nella media».

Anche in Romagna i prezzi sono in attesa della quotazione delle borse cerealicole. «Al momento non vediamo all’orizzonte un interesse all’acquisto da parte delle industrie molitorie – conferma Tramonti – quindi c’è stabilità e gli acquirenti non si sbilanciano. Rispetto ai prezzi di chiusura mercati a fine aprile (23-25 euro/q per il tenero, 24-26 euro per il duro), non vedo comunque una tendenza al rialzo».

 

BENE ANCHE IL VENEZIANO

Non cambia molto la situazione spostandoci in Veneto, nello specifico nel Veneziano, dove, dopo il calo degli ettari nel 2011 a causa dell’impossibilità di seminare, le superfici a frumento sono tornate a salire, registrando un +10% rispetto al 2010. «Questa settimana (ultima di giugno, ndr) dovremmo finire di trebbiare – segnala Samuele Casagrande, contoterzista di Musile di Piave (Ve) che raccoglie 300 ettari a grano (di cui 50 di grano duro) tra Iesolo e Venezia, con puntate fino al Trevigiano – e come primi risultati abbiamo avuto rese medie di 70-80 q/ha (60-70 per il duro). Buoni anche i pesi specifici, intorno a 80-82, mentre ancora non abbiamo i riscontri delle proteine. Anche qui da noi l’aspetto sanitario è decisamente positivo, perchè il clima ci ha consentito di intervenire con i trattamenti quando era il momento giusto, quindi la pianta si è mantenuta sana. Quanto ai prezzi, per il tenero si sente parlare di 20 euro/q, mentre il duro è a quota 24 euro, ma è ancora presto e i molini per ora si stanno esponendo poco».

 

ORZO STRAORDINARIO

Chiudiamo con una breve parentesi sull’orzo, che pare aver messo a segno un’annata davvero eccezionale. Raccolti straordinari vengono segnalati un pò in tutto il Nord Italia, con pesi ettolitrici ottimi. In Emilia l’orzo è riuscito a evitare la “stretta” del caldo e ha fatto registrare produzioni di 65-75 q/ha. Nella zona di Molinella (Bo) le superfici a orzo sono decisamente aumentate, grazie anche al fatto che la coltura non comporta grosse spese colturali, e le produzioni hanno anche superato i 75 q/ha. In Toscana, infine, con particolare riferimento all’areale senese, si parla di rese sui 40-50 q/ha.


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