Friuli, braccio di ferro sul mais ogm

COESISTENZA
TV_13_25_mais_ogm

Non sono legittime coltivazioni ogm (organismi geneticamente modificati) non autorizzate e che non rispettano le norme di coesistenza. Lo ha dichiarato il ministero delle Politiche agricole in una nota.

«Alla luce e nel rispetto della sentenza della Corte di Giustizia dell’Ue 6 settembre 2012 e di quella del 18 maggio 2013 – si legge – il diritto di coltivare ogm deve convivere con il diritto dello Stato di condizionare la coltivazione ad adeguate misure di coesistenza con l’agricoltura tradizionale o biologica, al fine di evitare ogni possibile commistione di tali produzioni e conseguenti danni economici».

L’Italia fin dal 2001 ha optato per l’adozione di misure di coesistenza per ragioni economiche. «Tale scelta è ancora oggi in vigore» continua la nota. Pertanto «la legittimità della semina di sementi geneticamente modificate continua a essere subordinata alla verifica che le concrete condizioni di tale coltivazione siano idonee a evitare la commistione con le altre produzioni e tale verifica non può che avvenire a istanza del produttore interessato».

Ma subito il leader degli Agricoltori Federati, Giorgio Fidenato, seminava mais ogm in provincia di Pordenone, davanti a 200 persone tra le quali simpatizzanti e contestatari (M5S) e un potente schieramento di forze dell’ordine: «Nel mondo c’è spazio per tutti, le ideologie totalitarie vanno sconfitte» ha arringato dal suo mezzo, «il mio non è un gesto dimostrativo o provocatorio, voglio sia ribadita la possibilità per gli agricoltori di scegliere».

L’azione di Fidenato segue a distanza di pochi giorni dalla sentenza del giudice Piccin di Pordenone in cui si sostiene che la semina di ogm non è reato. Di fronte a questa, ogni arma è spuntata e, come dice il vicepresidente della Regione Fvg, Sergio Bolzonello – che con la presidente Serracchiani ha inviato immediatamente la sentenza al Governo – «siamo contrari all’ogm, ma non abbiamo strumenti giuridici. Non si può che auspicare un intervento immediato del Governo».

Palla al ministro, Nunzia De Girolamo, che annuncia di aver «dato disposizioni affinché il Corpo Forestale dello Stato, in accordo con le autorità regionali, accerti la natura delle sementi utilizzate in modo da assumere i provvedimenti del caso».

Nell’ultimo episodio prima di andare in stampa, arriva notizia che la task force Liberi da Ogm, assieme a imprenditori agricoli, ambientalisti e cittadini, manifesterà davanti a Montecitorio per chiedere al Governo di esercitare la clausola di salvaguardia che vieterebbe la semina di piante biotech. 


Pubblica un commento