Emergenza siccità: risarcimenti ancora in alto mare

ITALIA
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La conta dei danni della
siccità prosegue e
intanto si cerca di accelerare
sulle procedure per
la dichiarazione di eccezionale
avversità atmosferica. Ma i
tempi potrebbero essere ancora
lunghi. In un incontro che
si è svolto il 5 settembre scorso
al Mipaaf gli assessori regionali
all’Agricoltura e il ministro
Mario Catania hanno
svolto una disamina delle questioni
legate alla siccità partendo
dalla lista delle cose da
fare sia nel breve che nel lungo
termine. Per completare
gli adempimenti – ha spiegato
il ministro – è indispensabile
che le Regioni inviino i
loro dossier. Ma finora le Regioni
non hanno ancora presentato
la documentazione. E
anche sull’entità dei danni
c’è ancora molta incertezza,
ma secondo le stime indicate
dagli assessori si viaggerebbe
oltre il miliardo, bilancio però
ancora da definire.
Il cerino dunque a questo
punto sarebbe nelle mani delle
Regioni, mentre Catania ha
ricordato che alcuni interventi
sono stati avviati. Tra questi
la richiesta, accolta da Bruxelles,
di anticipare il pagamento
dei premi Pac il 16 ottobre
invece del periodo fissato a
cavallo tra luglio e dicembre.
Inoltre il ministro vuole sondare
la possibilità di ampliare
il plafond destinato al «parziale
ristoro del danno» alle
aziende agricole, che a certe
condizioni prevede anche gli
sgravi contributivi. Ma il Mipaaf
intende progettare a più
lungo termine.

«Il fenomeno della siccità
vissuto dal nostro paese negli
ultimi mesi – ha sottolineato
Catania – ha assunto indubbiamente
proporzioni eccezionali,
ma tutto lascia pensare
che, nel quadro dei cambiamenti
climatici in atto, ci troveremo
sempre più spesso ad
affrontare situazioni caratterizzate
da piogge meno frequenti
ma più copiose. Per questo
è fondamentale, aldilà degli
interventi sull’emergenza, lavorare
a una politica di più
ampio respiro sul medio e sul
lungo termine per affrontare
in maniera organica il problema
delle risorse idriche sia
sul fronte della gestione che
su quello infrastrutturale».

E tra gli interventi a lungo
termine c’è la spinta sulle assicurazioni.
Una strada che ha
imboccato anche la Commissione
europea con la proposta
di riforma della Pa. In Italia
c’è una situazione di maggiore
arretratezza al Sud, mentre
nel Nord le imprese sono più
abituate a utilizzare lo strumento
delle polizze. Ma per
sostenere questo orientamento
bisogna azionare la leva
dei contributi e trovare dunque
le risorse finanziarie. «Bisogna
affrontare questo tema
con il ministro Grilli – ha ribadito
Catania – ma non sono
preoccupato perché all’Economia
c’è già una percezione
chiara di questa esigenza».

C’è anche l’esigenza di sostenere
le aziende a effettuare
scelte colturali più consapevoli.
Nel rispetto degli orientamenti
del mercato, secondo il
ministro, si potrebbero guidare
le scelte produttive, per
esempio quest’anno sarebbe
stato meglio produrre meno
mais in pianura padana. «Occorre
riflettere sulle conoscenze
scientifiche per fornire così
elementi alle imprese».

Altro grande tema affrontato
con gli assessori è stato
quello dell’acqua. «Un tema
di un’importanza capitale,
perché se non affrontato nella
maniera giusta è in grado di
condizionare lo sviluppo nei
prossimi decenni. Non possiamo
permettere – ha aggiunto
il ministro – che il consumo
civile, quello agricolo e quello
industriale entrino in competizione
tra loro. Servono
nuove infrastrutture e opere
irrigue, serve una corretta manutenzione
della rete, ma serve
soprattutto che questo tema
assuma la dovuta centralità.
Proprio per questo abbiamo
mobilitato 600 milioni
per opere relative alla rete irrigua
nazionale, ma questo non
basta: mi sono infatti confrontato
con il ministro Fabrizio
Barca sulla necessità di mobilitare
una parte significativa
dei fondi regionali e di coesione,
oltre a quelli della Pac,
per avviare un grande intervento
pluriennale sull’acqua
».

Acqua, infrastrutture ed
erosione del suolo, temi chiave
della riunione informale a
Cipro dei ministri agricoli della
Ue, saliti alla ribalta anche
per il forte pressing esercitato
dall’Italia «che quando lavora
trova attenzione in Europa».

Un’agenda ricca a cui
vanno aggiunti i provvedimenti
attuativi dei decreti varati
dal Governo in questi
ultimi mesi.

Ma su due questioni resta
l’impasse. Il provvedimento
per vendere o concedere in
affitto i terreni demaniali è
fermo al ministero dell’Economia.
Mentre è in attesa del
via libera del Consiglio di
Stato l’altro decreto di attuazione
del famoso e contestato
articolo 62 della legge sulle
liberalizzazioni che riguarda
i nuovi contratti trasparenti
e con tempi certi di pagamento
dei prodotti agricoli e
alimentari.

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