Eima International: occhi puntati sul 2011. Ci sarà una vera ripresa?

Immatricolazioni in calo nei primi nove mesi del 2010.
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Il dato che arriva alla vigilia dell’edizione 2010 di Eima International non è dei più confortanti. Come anticipato nel numero scorso, le immatricolazioni di macchine agricole in Italia registrano, nei primi nove mesi dell’anno, un passivo per tutte le tipologie rispetto al pari data 2009: trattrici 16,1%, mietitrebbiatrici 17%, motoagricole 10,4% e rimorchi 2,8%.
Nei mesi prossimi sarà possibile valutare l’andamento del mercato, che cerca, al di là degli incentivi pubblici appena “rinnovati”, strumenti e condizioni per un effettivo rilancio.
Noi abbiamo interpellato alcuni dei player più importanti di questo mercato nei settori più significativi. A partire ovviamente da quello dei trattori, dove «il 2010 si avvia alla chiusura registrando un calo delle immatricolazioni che si stima essere non inferiore al 15% – sostiene Lido Tedeschi, country manager di Agco Italia.
Con questo calo l’Italia si allinea alla media europea, confermando lo stato di crisi dell’intero settore.
È una crisi che ha origine principalmente nel ristagno dei prezzi dei prodotti agricoli e nella mancanza di politiche di rilancio e di sostegno al settore, nonostante la preoccupante carenza di scorte di prodotti alimentari e il continuo aumento della popolazione mondiale.
La presenza di Agco sul mercato italiano è stata nel 2010 comunque molto incisiva.
Si sono soprattutto rafforzate alcune posizioni in settori di mercato molto evoluti e di tipo professionale.
Del resto la presenza Agco, con tutti i suoi marchi, si identifica sempre in termini di eccellenza tecnologia e riflette in modo particolare la mission che ne guida la strategia: “Soluzioni tecnologiche per agricoltori professionali che nutrono il mondo”.
A fronte di un mercato che diventa sempre più competitivo, riteniamo essenziale distinguere la nostra posizione con un’offerta che, utilizzando superiore tecnologia, sia in grado di offrire ai nostri clienti la possibilità di migliorare la gestione dei loro costi e aumentare la produttività delle loro aziende».
 
TREND FAVOREVOLE A MEDIA E ALTA POTENZA
«Allo stesso tempo – continua Tedeschi – Agco non ha trascurato altri settori più specialistici di mercato, quali la produzione di frutta e la cura dei vigneti che hanno particolare importanza per il territorio italiano.
Il lancio della nuova Serie 200V di Fendt e 3600VSF di Massey Ferguson, di cui sono previsti nuovi sviluppi a breve, sono la migliore dimostrazione di questo impegno.
L’attenzione che abbiamo inoltre dedicato allo sviluppo e crescita della nostra rete di vendita, con assidui programmi di training sia tecnici che commerciali coadiuvati da nuovi potenti strumenti di informatica, dimostra altresì la predisposizione di Agco a investire con assiduità e impegno in concessionari di qualità che si dedichino in esclusiva alla cura dei nostri prodotti e dei loro e nostri clienti.
Prevediamo, dunque, un andamento del 2011 ancora sugli stessi livelli del 2010 con un mercato che valutiamo intorno alle 24.000 unità.
In dettaglio, pensiamo che la tendenza sia ancora favorevole ai settori di media e alta potenza con ulteriore diminuzione nelle macchine di potenza inferiore ai 100 CV, a conferma di un processo di razionalizzazione e concentrazione aziendale in atto anche nel mondo agricolo italiano». 
 
FORTE DIVARIO TRA NORD E SUD ITALIA
Che il mercato delle macchine agricole di tutto il 2010 sia stato molto difficile lo conferma anche un altro grande costruttore, per la concomitanza di diverse problematiche di origine diversa.
«Da una parte si registra la continua contrazione del numero di aziende agricole operanti spiega Vanni Ferrari, responsabile marketing Italia di Same DeutzFahr anche dovuto al persistere sui mercati internazionali di grande incertezza sui prezzi delle principali derrate agricole.
D’altro lato, come denunciato da più parti, sono stati utilizzati poco e male i contributi della Comunità europea e della rottamazione che in particolare non ha modificato i numeri del mercato dei trattori agricoli. Da ultimo la crisi internazionale ha avuto come principale effetto quello di limitare enormemente l’accesso al credito da parte degli operatori del settore.
Parlando di trattori, l’Italia assume un profilo profondamente diverso se si dividono il Nord e il Sud che hanno segnato una diminuzione dell’immatricolato rispettivamente dell’11,8% e del 20,1%; questo è un segnale forte della evoluzione dell’agricoltura in Italia che ci sta prefigurando le direttrici di un settore che si muoverà all’insegna della diversificazione e della complessità in termini generali di business e di aziende operatrici del settore.
Hanno avuto invece grande soddisfazione proprio dalla rottamazione i costruttori di attrezzature che, a quanto dichiarato da Unacoma, hanno maggiormente beneficiato dei contributi perché non vincolate dal limite della potenza sostituita.
Il mercato delle mietitrebbie è stabile intorno alle 450 unità vendute, che in questo momento sono una criticità anche se le prospettive sono sicuramente di leggera crescita.
Fatte queste premesse l’ultimo scorcio del 2010 e la prima parte del 2011 potrebbero segnare una debole inversione di tendenza solo se i prezzi delle commodities agricole manterranno i livelli di stabilità e certezza in modo da rendere positive e prevedibili le entrate degli agricoltori.
Inoltre, sarà fondamentale il lavoro degli enti preposti alla erogazione dei contributi legati ai piani di sviluppo regionali, che ad oggi sono l’unica vera risorsa strutturale e funzionale alla definizione del nuovo corso dell’agricoltura italiana.
Anche le nuove norme in termini di sicurezza (Direttiva Macchine) e di emissione dei motori (Tier 3B) saranno senza ombra di dubbio una grande opportunità per il mercato del 2011, in quanto introdurranno nel settore nuove tecnologie e un nuovo modo di acquistare il trattore».
 
TIMIDI SEGNALI DI RIPRESA
Infine, per quanto riguarda la stagione appena conclusa, non fanno i salti di gioia nemmeno i costruttori di mietitrebbie.
«Secondo un primo bilancio – conferma Mario Scapin, direttore generale Laverda – sulla base dei dati ufficiali oggi disponibili si rileva, nei mercati di appartenenza delle macchine prodotte a Breganze, una contrazione media di circa il 25%.
In particolare i due mercati europei di riferimento, Francia e Germania, hanno manifestato riduzioni rispettivamente del 36% e del 41%.
Fanno eccezione alcune aree del Centro Europa, dove i finanziamenti comunitari hanno trainato le vendite, e l’area Cis.
Un capitolo a parte merita la Turchia che costituisce l’unico mercato in ripresa grazie al buon andamento dell’economia e al positivo effetto cambio.
Anche il mercato italiano è stato interessato da un fenomeno di contrazione, benché in percentuale più contenuta rispetto al resto dell’Europa.
La diminuzione dei seminativi al centrosud e la crescita degli impianti a biogas al nord, hanno portato a una riduzione sia nel segmento delle autolivellanti sia in quello delle macchine da pianura.
Il mercato retail, pur non disponendo di dati ufficiali, ha presentato un andamento leggermente migliore rispetto alla stagione scorsa, come si desume dalla riduzione dello stock invenduto presso dealer e concessionari.
Nell’ambito degli stessi mercati di riferimento, le macchine a marchio Laverda hanno subito una riduzione intorno al 10%, quindi inferiore all’andamento generale.
L’avvio della stagione può definirsi abbastanza calmo. Vi sono tuttavia alcuni indicatori e considerazioni che farebbero presupporre un recupero.
Fra questi, ricordiamo i prezzi dei prodotti agricoli, da qualche mese in crescita con livelli non lontani da quelli ottimali d’inizio 2008; lo stock di prodotto invenduto presso la rete, contenuto rispetto al recente passato; una certa distensione nel sistema bancario con un conseguente accesso al credito meno complesso per i nostri utenti; l’invecchiamento del parco causata dalla contrazione delle vendite in questi ultimi due anni, con la conseguente reale esigenza di sostituzione delle macchine. Ciononostante persiste un clima generale d’incertezza e di prudenza che non lascia intravedere alcun segnale di inversione di tendenza nel mercato.
Gli imprenditori agromeccanici così come le aziende che acquistano mietitrebbie sono spinti oggi a fare considerazioni più accurate sul ritorno degli investimenti e questo comporta il dilatarsi dei tempi per la decisione all’acquisto».

 


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