Eima boom, fra le macchine fa capolino la voglia di ripresa

Record storico per la manifestazione bolognese: quasi 170 mila visitatori
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Un simile afflusso non se lo aspettava nessuno, nemmeno i costruttori. L’Eima international 2010 chiude i battenti con il record storico dei visitatori (166mila, +18% rispetto al 2008), con quello delle presenze straniere (oltre 26mila, il 16% del totale) e delle delegazioni estere (47). Ma, soprattutto, con l’impressione che fra gli stand sia cambiata l’aria. Probabilmente è ancora troppo presto per dire se il settore è pronto per ripartire dopo due anni davvero bui. Ma la voglia di ripresa è evidente.
Agricoltori e contoterzisti interessati, costruttori che mettono da parte per qualche giorno il tradizionale piagnisteo e modificano le previsioni per il 2011. Da ulteriore calo a stabilità.
Con i più ottimisti che vedono il mercato trattori con il segno più, le mietitrebbie in linea con l’anno che si sta chiudendo, le trince consolidare il già convincente 2010 (e qui le bioenergie si sono fatte sentire…) e le macchine agricole nel loro complesso in buona ripresa. Certo il contesto rimane problematico.
Diversi contoterzisti lamentano ancora oggi problemi nell’incasso e la reiterata incapacità finanziaria di poter cambiare macchine da oltre 200mila euro.
Così come permane difficoltoso e irto di ostacoli l’accesso al credito.
E, ancora, i buoni riscontri nelle quotazioni di mercato di diverse commodities non hanno ancora fatto presa su molti agricoltori, che rimangono guardinghi, dopo anni di ‘vacche magre’.
Ma qualcosa si è mosso. I primi segnali concreti erano già arrivati dall’andamento della seconda rottamazione, quella ricavata dai fondi dello Sviluppo economico non utilizzati da altri settori economici.
Le macchine agricole l’hanno fatta da padrone e dei 110 milioni complessivi ne hanno prenotato circa 35 milioni di euro, con oltre 6mila domande. «Insieme alla prima tranche di 20 milioni ha ricordato il presidente di Unacoma Massimo Goldoni il settore ha utilizzato oltre 50 milioni di euro.
Si tratta di un segnale importante di ricettività delle misure e, soprattutto, una chiara indicazione di vitalità».
Certo, visto che la revisione ciclica delle macchine agricole continua a essere ipotesi remota tanto da allontanarsi ogni giorno che passa, i costruttori chiedono che si possa passare a misure strutturali in grado di dare garanzie al comparto.
Va in questa direzione l’intervento del ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan che, in un incontro stampa, ha dichiarato di pensare a una ‘nuova rottamazione’. «É in fase di studio un disegno di legge che prevede lo stanziamento di 25 milioni all’anno per tre anni per la meccanizzazione agricola.
Il provvedimento dovrebbe prevedere per gli acquirenti uno ‘sconto’ complessivo del 20%: il 10% a carico dello Stato e il 10% restante a carico dei produttori».
Di fronte ai dubbi sulla lunghezza dell’iter e sulle reali possibilità di arrivare allo stanziamento Galan ha dichiarato che «i fondi per l’agricoltura ci devono essere, visto che nell’ultimo anno e mezzo al settore non è arrivato niente».
Galan ha poi aggiunto che «la meccanizzazione agricola italiana è un patrimonio inestimabile.
Si tratta di un settore di straordinaria vitalità, con forti contenuti di innovazione tecnologica.
Occorre sostenere e incentivare con misure ad hoc la capacità di esportazione e innovazione di uno dei comparti più apprezzati del made in Italy».

 

LA NUOVA PAC INCOMBE
L’euforia di Eima sembra anticipare una situazione che in Italia rimane complessa.
Il mercato trattori 2010 chiuderà attorno alle 24mila immatricolazioni e quello della mietitrebbie difficilmente arriverà a 450 unità.
Uno scenario destinato a modificarsi ulteriormente se la nuova Pac, in vigore dal 2013, dovesse variare sensibilmente gli aiuti complessivi e, soprattutto, i criteri di erogazione.
Su questo punto è intervenuto il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro. «Dopo la proposta della Commissione del 18 novembre – ha annunciato De Castro – il 9 dicembre saranno presentati ufficialmente il pacchetto qualità e il pacchetto latte, mentre il testo legislativo vero e proprio sarà pronto a luglio 2011».
Secondo De Castro i criteri di erogazione dei finanziamenti europei non premieranno più il prodotto in sé, ma i comportamenti produttivi degli imprenditori agricoli, con una crescente attenzione a elementi come territorio, sostenibilità ambientale, occupazione e livello di ricchezza prodotto. «Il disaccoppiamento ha confermato il presidente è ormai nel Dna della riforma, quindi la redistribuzione delle ricchezze avverrà indipendentemente da quello che si produce.
Quanto alla volatilità dei prezzi, gli agricoltori devono abituarsi a conviverci e comunque i nuovi indirizzi della Pac prevederanno anche strumenti anticiclici di sostegno al reddito agricolo (es. aiuti alti nel caso di prezzi bassi e bassi nel caso di prezzi alti).
E magari anche assicurazioni sul reddito alla stregua di quanto succede negli Usa e in Spagna». Chiusura dedicata agli Ogm. «È all’esame una proposta legislativa che riconosce agli Stati membri la libertà di scegliere se coltivarli o meno.
La proposta in questa forma non sarà facilmente accettata in sede comunitaria e mi auguro che, vista la profonda evoluzione che si è registrata negli ultimi dieci anni, l’aspetto scientifico prevalga su quello ideologico, senza preclusioni di principio verso gli Ogm».

  


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