Disaccoppiamento, indietro tutta

RIFORMA PAC
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I pagamenti diretti della
Pac a carico del bilancio
dell’Unione europea
per il 2014 dovranno essere
ridotti di circa 1,5 miliardi
di euro. Il che comporterà
un taglio degli importi
che sfiora il 5 per cento.

È quanto si prevede nella
proposta presentata nei giorni
scorsi dalla Commissione
in applicazione della cosiddetta
disciplina finanziaria –
in vigore dal 2003 e sinora
mai applicata – relativa al
bilancio del «primo pilastro
» della Pac.

Sotto il profilo operativo,
la Commissione è tenuta
a presentare entro la fine
del mese di marzo una proposta
di diminuzione delle
spese, se il preventivo di
bilancio per l’anno successivo
risulta superiore al massimale
delle spese.

Allo stato degli atti, nella
preparazione del «preventivo
2014» l’Esecutivo di Bruxelles
ha dovuto necessariamente
far riferimento all’accordo
raggiunto a febbraio
tra i capi di Stato e di Governo
– che non ha ancora avuto
il via libera da parte del
Parlamento – sul quadro finanziario
dell’Unione per il
periodo 2014-20.

Per il bilancio agricolo, i
leader della Ue hanno concordato
una riduzione del
12% rispetto al progetto della
Commissione. Quindi, il
massimale per l’anno venturo
risulta fissato a 41,59 miliardi
di euro, che è insufficiente
a coprire la prevista
evoluzione delle spese per
gli aiuti diretti e per la gestione
dei mercati.

Inoltre, è necessario mobilitare
i fondi (pari a 425
milioni di euro per il 2014),
mediante la diminuzione
dei pagamenti diretti, per
costituire la «riserva di crisi
» voluta dai capi di Stato,
a cui attingere per far fronte
a eventuali gravi crisi di
mercato.

In linea con le attuali
esenzioni dalla modulazione,
la prevista diminuzione
dei pagamenti diretti nel
corso dell’anno venturo
non riguarderebbe i produttori
che ricevono annualmente
meno di cinquemila
euro. Ma la questione resta
aperta, perché nel quadro
del negoziato in corso sulla
riforma della Pac, il Consiglio
agricoltura ha proposto
di abbassare la soglia a duemila
euro.

Insomma, le modalità definitive
della disciplina finanziaria
per l’anno venturo
dipendono anche dall’esito
dei negoziati in corso
sul nuovo quadro finanziario
della Ue e sulla Pac
post 2013.

L’entità dei tagli attualmente
previsti potrebbe variare
e le eventuali modifiche
saranno contenute nella
proposta di rettifica del progetto
di bilancio 2014 che la
Commissione presenterà nell’ottobre
prossimo.

Intanto, a proposito della
trattativa sulla nuova Pac,
nei giorni scorsi i ministri di
15 Stati membri – tra i quali
Italia, Francia, Polonia e
Spagna – hanno preso posizione
a favore di un livello
di aiuti accoppiati alle produzioni
più elevato di quello
proposto (al massimo il 12
per cento) dal Consiglio
Agricoltura nella riunione
dello scorso 18 marzo.

«Questa indicazione – è
stato sottolineato in una nota
– rappresenta solo una una
prima tappa del processo di
negoziato. Siamo favorevoli
alla proposta del Parlamento
europeo per raggiungere il
15 per cento, con la possibilità
di un sostegno supplementare
del 3% a favore delle
colture proteoleaginose».

Secondo il ministro francese,
Stéphane Le Foll, la
richiesta dei 15 Stati membri
va intesa come «una svolta
storica nel segno della rottura
con la logica del disaccoppiamento
degli aiuti che
si è affermata a partire dal
1992».

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