De Castro: braccio di ferro sulla Pac

RIFORMA 2014-2020
TV_14_02_Paolo_De_Castro

La lunga gestazione della Politica agricola comune non si esaurisce con l’approvazione formale da parte dell’Europa. Ora si apre la fase applicativa, che inciderà non poco sul disegno definitivo della riforma, e sulla quale è imperativo vigilare. Questo il monito lanciato dal presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, nel corso della presentazione del Report annuale sulle attività svolte dalla Comagri.

«Il 2013 non è stato un anno come gli altri, è stato l’anno della Pac. Una riforma figlia di un percorso lungo e complesso, che ha rappresentato una prova decisiva per il Parlamento. Prova, però, che non si conclude qui». Il primo ostacolo da superare, ha spiegato il presidente, sono i cosiddetti “atti delegati” che servono a tradurre i regolamenti in norme dettagliate su come gli Stati membri devono applicare la riforma. E qui, a parere di De Castro, si aprirà un nuovo braccio di ferro tre le istituzioni comunitarie: «Le bozze che circolano non ci piacciono. L’impressione è che la Commissione tenti di recuperare quanto ha perso in sede di negoziato. È dunque intenzione della Comagri modificare almeno 10-15 punti, in particolare per quanto riguarda gli aiuti accoppiati». La bozza della Commissione prevederebbe che gli Stati possano applicare l’aiuto accoppiato a uno specifico comparto solo in caso di “severo” calo della produzione. Una scelta, per De Castro, «inaccettabile, perché non si può aspettare la crisi».

Altro nodo cruciale su cui vigilare, lo sviluppo rurale: «Qui mi auguro che la logica territoriale non prevalga su quella settoriale. Il nostro obiettivo dev’essere difendere l’agricoltura e le aziende italiane». In tale ottica, ha precisato, sarà importante verificare anche come intenderanno muoversi le altre nazioni, per evitare di perdere competitività. «In questo ambito il nostro compito è formalmente concluso. Saremo al fianco delle istituzioni in qualità di supporto».

Nei prossimi mesi sono però numerose le tematiche sulle quali il Parlamento europeo sarà chiamato a offrire il proprio contribuito. Si parte dai regolamenti sulla promozione delle aziende all’estero alla lotta allo spreco alimentare, agli accordi internazionali di libero scambio. Tra le questioni di maggiore attualità, il cosiddetto sistema di etichettatura a “semaforo”, aspramente criticato dal nostro Paese: «La Comagri è compatta nel respingere la proposta – ha assicurato –. Questo metodo non informa i consumatori, ma ne condiziona l’acquisto utilizzando criteri di valutazione assai opinabili. Sono fiducioso che la norma non passerà, anche perché spinta esclusivamente dalla Gran Bretagna e da alcuni gruppi distributivi».

E a proposito di pressioni, De Castro ha ricordato come, grazie al Parlamento europeo, il baricentro degli interessi comunitari si sia spostato a Sud. «È stato un cambiamento epocale che andrebbe maggiormente sfruttato dalle nostre rappresentanze agricole, così come viene fatto da quelle ambientaliste. Certo in futuro speriamo di avere un commissario un po’ più attento e meno succube delle lobby nord-europee». Il presidente ha infine voluto spostare l’attenzione sull’Expò 2015, annunciando che il 29 gennaio si svolgerà a Bruxelles una grande assise «perché l’esposizione rappresenta un’occasione straordinaria per l’intero continente».

Allegati

De Castro: braccio di ferro sulla Pac

Pubblica un commento