Concimi verso l’armonizzazione

Il punto sul nuovo regolamento in materia di commercializzazione
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Entro il 2015 (questo il timing della Commissione europea) dovrebbe completarsi l’iter che porterà alla completa revisione della legislazione comunitaria che definisce le norme per l’immissione in commercio dei fertilizzanti, l’attuale 2003/2003. Lo ha annunciato Eric Liegeois, responsabile del gruppo di lavoro sui fertilizzanti della Commissione europea, intervenendo all’assemblea di Assofertilizzanti, che quest’anno ha concentrato i lavori proprio sulla revisione del regolamento europeo. Obiettivo della revisione è armonizzare il mercato Ue dei fertilizzanti introducendo elevati standard di sicurezza nell’impiego dei prodotti e uniformando le metodologie di analisi.

«Assofertilizzanti – afferma il presidente Francesco Caterini – sostiene che tutti i materiali in grado di fornire elementi nutritivi o che esprimano proprietà migliorative nella fisiologia della pianta, come i concimi organici, gli organo minerali, gli ammendanti e i biostimolanti devono essere inseriti nel regolamento in revisione e che tutti rispettano gli stessi livelli di sicurezza per l’uomo e per l’ambiente. Risulterà anche indispensabile procedere a una valutazione dell’efficacia di taluni prodotti, a oggi non ancora dimostrata, basando tale dimostrazione attraverso l’approccio del claim del prodotto».

La Commissione europea ha organizzato 4 tavoli tecnici di lavoro, ai quali partecipano qualificati rappresentranti italiani, per mettere assieme tutte le informazioni necessarie per la riforma della normativa. Ma non si tratta di un iter semplice.

«Nel 2003 (quando è stata varata l’attuale normativa europea ndr.) – precisa infatti Paolo Sequi, presidente del Centro scientifico italiano dei fertilizzanti – organominerali e organici non erano stati presi in considerazione perchè ritenuti poco importanti dai Paesi del Nord Europa. Spero che questa volta, dopo che le commissioni avranno svolto un grosso e prezioso lavoro, le decisioni non vengano poi prese a prescindere…».

D’altra parte, come sostiene anche Anna Benedetti, direttore del Centro di ricerca per lo studio delle relazioni fra pianta e suolo (Cra-Rps), la revisione della normativa rappresenta una grande opportunità perchè «ci permetterà di parlare un’unica lingua a livello comunitario». «La ricerca ha da sempre supportato la legislazione e intendiamo continuare a fornire il nostro contributo – ha affermato la Benedetti –. Ritengo comunque che ci sia molto da lavorare specie sul fronte del chiarimento dell’efficacia agronomica dei fertilizzanti».

Soddisfatto anche Marco Rosso, direttore di Assofertilizzanti che comunque è conscio della difficoltà del percorso. «La mancanza di un mercato armonizzato – ha detto Rosso – limita l’operatività della nostra industria e quindi la nuova normativa per noi è fondamentale. Ritengo comunque che si tratti di un processo laborioso che dovrà sicuramente prevedere anche alcuni compromessi politici».


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